Senato, regime forfettario: bocciate le proposte per innalzare la soglia di reddito

Ai professionisti indecisi conviene aprire subito la partita IVA per godere dei benefici delle vecchie agevolazioni

Una giungla di emendamenti quelli presentati al Senato per ampliare la platea dei professionisti beneficiari del nuovo regime forfettario introdotto dal DDL di Stabilità. Su questo fronte la Commissione Bilancio fa muro e tutte le proposte vengono bocciate per mancanza di coperture o respinte.

Tutte rimandate al mittente le richieste volte ad innalzare la soglia di reddito che determina l'accesso al nuovo regime fiscale, che sembrerebbe destinata, salvo colpi di scena, a rimanere fissa a 15mila euro per i professionisti.

Molti emendamenti proponevano, inoltre, l'abbassamento del «coefficiente di redditività» per il calcolo dell'imponibile a cui applicare l'imposta sostitutiva al 15 per cento. Ma anche questi sono stati considerati inammissibili per mancanza di coperture finanziarie. Anche il coefficiente di reddito non si muove dal già fissato 78 per cento (vedi: Il nuovo regime dei minimi nel testo definitivo del DDL Stabilità).

Stessa sorte per gli emendamenti che richiedevano l'abbassamento dell'imposta sostitutiva. Tutti bocciati e il motivo è sempre lo stesso: mancano le coperture.

Sul fronte del fisco, viene respinto anche un emendamento che chiedeva la deducibilità totale delle spese sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, comprese quelle di viaggio e quelle di soggiorno.

Ai professionisti che intendono aprire partita IVA conviene anticiparsi

Ai nuovi aspiranti liberi professionisti conviene aprire la partita IVA prima del 31 dicembre di quest'anno, in modo da poter optare per l'attuale regime dei minimi (regime di vantaggio 2012) con imposta sostitutiva al 5 per cento e soglia di reddito pari a 30mila euro. I professionisti che apriranno partita IVA in questi ultimi giorni dell'anno potranno infatti beneficiare dei vecchi vantaggi per altri quattro anni o anche più se hanno meno di 30 anni, perché potranno goderne fino al compimento del 35esimo anno di età. Bisogna, però, sempre fare i conti con le condizioni di permanenza (fatturato inferiore a 30mila euro, assenza di dipendenti o collaboratori, acquisto limitato di beni strumentali, etc..) per poter restare nel vecchio regime per tutta la durata massima consentita.

Il disegno di legge Stabilità, infatti, abolisce il regime di vantaggio 2012, ma coloro che ne usufruiscono già o vi fanno ingresso prima dell'entrata in vigore della stessa legge, potranno continuare ad avvalersene fino alla scadenza dei cinque anni o comunque fino al compimento del 35esimo anno di età.

Chi apre la nuova partita IVA in questi giorni dovrà specificare la volontà di accesso al nuovo regime di vantaggio nella dichiarazione di inizio attività, barrando l'apposita casella nel "quadro B" del "modello AA9" che si presenta all'apertura della partita IVA.

Su questo tema il presidente del Consiglio nazionale degli agrotecnici Roberto Orlandi ha emanato una circolare, invitando gli iscritti ad aprire la partita IVA prima del 31 dicembre e spiegando le differenze tra il regime del 2012 e quello che attualmente si sta mettendo a punto (il testo della circolare).

Per verificare le differenze tra i vari regimi sul sito p+A è disponibile un tool.

di Mariagrazia Barletta

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