Incentivi per tetti verdi: l'Italia segue le best practice estere ma mancano convinte politiche "green"

Si stima che il bonus introdotto dal Ddl di Bilancio possa produrre nel 2018 un incremento di gettito di 54 milioni, ma i benefici sono soprattutto ambientali. Città come Parigi lo hanno compreso da tempo e hanno fatto del rinverdimento una delle pratiche centrali delle politiche per la lotta ai cambiamenti climatici e per la difesa della biodiversità.

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Con il Ddl di Bilancio nasce il green bonus, un incentivo al rinverdimento di tetti, balconi e altre pertinenze di abitazioni. La detrazione dall'imposta sul reddito delle persone fisiche spetta nella misura del 36 per cento e riguarda le spese sostenute nell'anno 2018 per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Ci vorranno 43,2 milioni l'anno per sostenerla, ma si stima che nel solo 2018 produrrà un incremento di gettito di oltre 54 milioni di euro.

Diversi i benefici che ne possono derivare sul piano ecologico: dal miglioramento del comfort termico e dei consumi energetici degli edifici che di dotano di tetti verdi, fino all'incremento della qualità dell'aria e alla riduzione dell'effetto "isola di calore". Si tratta di un nuovo strumento che inizia a metterci sulla strada già da tempo perseguita all'estero. Parigi, ad esempio, sta facendo scuola in questo ambito, trasformando una buona quota di tetti e terrazze cittadini da superfici impermeabili in nuove oasi verdi. Ma il rinverdimento per la Ville Lumière è un obiettivo ben delineato, parte di una politica seguita con decisione e parte integrante delle strategie a lungo termine che la città sta costruendo per adattarsi ai cambiamenti climatici e difendere la biodiversità. Molto, dunque, le città possono fare per moltiplicare gli effetti benefici di un tale strumento incentivante.

Parigi, Museo Quai Branly progettato da Jean Nouvel

Dal 2018 un bonus per rinverdire tetti e terrazze

Ritornando al bonus appena introdotto in Italia, gli interventi ammessi all'incentivo, secondo quanto per ora prevede la manovra 2018, sono diverso tipo, quali:

  • la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi.
  • realizzazione di coperture a verde;
  • giardini pensili.

Il tetto di spesa è di 5mila euro

Bisogna, però fare i conti con il tetto di spesa che è di 5mila euro. Tale soglia va considerata per ciascuna unità immobiliare, che, per usufruire dell'incentivo, deve essere ad uso abitativo. Le spese devono essere documentate e sostenute da chi possiede o detiene l'immobile.

Nel caso di interventi sulle parti comuni esterne dei condomìni, la detrazione spetta fino ad un importo massimo di 5mila euro per appartamento. Nei limiti dei 5mila euro devono intendersi ricomprese anche le connesse spese di progettazione e di manutenzione. La detrazione spetta al singolo condomìno nel limite della quota a lui imputabile, «a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi».

Sia che si tratti di interventi realizzati sulle pertinenze di un appartamento che di rinverdimento di parti comuni di edifici condominiali, i pagamenti devono essere effettuati con strumenti che ne garantiscano la tracciabilità. Inoltre, la detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo. 

Per le Casse dello Stato è prevista una spesa annua di 43,2 milioni di euro. Si stima, però, che l'effetto incentivante sugli investimenti produrrà nel 2018 un incremento di gettito, pari a 40,9 milioni di Irpef, Ires e Irap ai quali vanno ad aggiungersi 13,6 milioni di Iva.

I benefici ambientali: il caso «Paris»

Da considerare, ci sono, ovviamente, anche i benefici per l'ambiente. Metropoli estere da tempo incentivano il proliferare del verde privato e pubblico. Parigi, ad esempio, ha da tempo puntato sulla diffusione di verde verticale e di giardini pensili grazie ad aiuti finanziari (anche regionali) e a consulenze tecniche offerte ai cittadini. Lo sviluppo del verde sui terrazzi, sui tetti, negli spazi privati, è una delle strategie comprese nel Piano della biodiversità che la città si è data e costituisce una delle leve messe in campo per favorire l'adattamento della città ai cambiamenti climatici. Si stima che i tetti parigini abbiano un potenziale verde pari a 460 ettari e la città conta di arrivare, entro il 2020, a raggiungere il traguardo di 100 ettari di superfici (tetti e muri) rinverdite.

Operazione che ha riguardato anche lo spazio pubblico, le coperture di scuole e di edifici pubblici. Tra l'altro la Ville Lumière si è anche inventata un «permis de végétaliser», un permesso speciale che permette ai cittadini che ne facciano richiesta di prendersi cura di un piccolo angolo verde della città, dalle aiuole ai marciapiedi, fino ai muri ciechi da vivacizzare con piante rampicanti. 

Mariagrazia Barletta

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