Campus Bio-Medico di Roma: il concorso per il masterplan va a Labics e Topotek 1

Punto di partenza del progetto: una griglia che trae spunto dalla centuriazione romana

È il team guidato dagli studi Labics e Topotek 1 a vincere il concorso internazionale, ad inviti, bandito dall'Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) e coordinato da Luca Molinari, critico e storico dell'architettura e docente all'Università degli Studi della Campania. Oggetto della competizione, che coinvolgeva grandi nomi dell'architettura italiana e non solo, era quello di delineare, attraverso un masterplan, l'ampliamento del campus universitario dell'UCBM a Trigoria (zona a sud del Grande Raccordo Anulare), inaugurato nel 2008.

Gli altri team invitati, che si contendevano la vittoria erano: Atelier(s) Alfonso Femia, Diller Scofidio + Renfro e Alvisi Kirimoto Partners, El Equipo Mazzanti, Mario Cucinella Architects, Sauerbruch Hutton, Xaveer De Geyter Architects. Le loro proposte erano state presentate lo scorso luglio a Roma.

Il campus come un centro urbano permeabile

Lo studio romano, insieme ai paesaggisti tedeschi, ha vinto con il progetto "HORTI ACADEMICI", che punta a valorizzare il paesaggio dell'Agro romano ricucendo il tessuto urbano esistente. La proposta presentata dai fondatori di Labics, Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori e da Martin Rein-Cano, tra i partner dello studio berlinese, è stata proclamata vincitrice «per la capacità di dare ordine e forma a un nuovo centro urbano permeabile con un ricco sistema di spazi pubblici, piazze e portici» e per «il sobrio e uniforme linguaggio architettonico degli edifici interconnessi che "coltiva" la relazione tra tutte le funzioni di UCBM e dialoga con la natura della vicina riserva naturale di Decima Malafede».

Nel progetto vincitore l'elemento ordinatore del futuro campus è rappresentato dalla griglia tradizionale della centuriazione romana, la quale diventa un sistema a partire dal quale organizzare il costruito e il verde che penetra nel campus.

La griglia facilita anche la previsione di una crescita flessibile e per fasi della cittadella universitaria. Il fulcro della nuova edificazione è dato da due piazze attorno a cui si concentrano i nuovi edifici per l'università e la ricerca.

IL VIDEO DELLA PROPOSTA VINCITRICE

Il masterplan

Il masterplan servirà a dare concretezza al piano di sviluppo che l'Università Campus Bio-Medico di Roma si impegna a portare avanti per i prossimi trenta anni. In particolare è Campus Bio-Medico Spa, ente promotore di UCBM, che ha avviato il progetto relativo al Piano di sviluppo 2015-2045 e ha promosso il concorso internazionale di architettura a inviti.

A regime, il piano interesserà un'area di ben 90 ettari e nuovi spazi e servizi per un totale di circa 186mila metri quadrati. L'obiettivo è realizzare il futuro campus per fasi. Sono previsti: un simulation center, spazi dedicati alla didattica innovativa anche per nuove facoltà dipartimentali e servizi centrali (smart working), una residenza sanitaria assistita con attività di hospice, alloggi per gli studenti, strutture sportive, ampi spazi di studio e aggregazione. Un progetto che intende anche valorizzare la fruibilità della riserva naturale di Decima-Malafede.

I membri della giuria internazionale:

Paolo Arullani, presidente Rome Biomedical Campus University Foundation; Felice Barela, presidente Università Campus Bio-Medico di Roma; Marta Bertolaso, professore di Logica e Filosofia della Scienza, Istituto FAST - UCBM; Raffaele Calabrò, rettore Università Campus Bio-Medico di Roma; Davide Lottieri, presidente Campus Bio-Medico Spa; Domenico Mastrolitto, direttore generale Campus Bio-medico Spa; Jo Coenen, professore di Architecture and transformation, Maastricht University; David Perlmutter, rettore Washington University in St. Louis School of Medicine; Paolo Scaroni, membro del Board of overseers, Columbia Business School; Nitish Thakor, direttore SINAPSE Institute, National University of Singapore; Martha Thorne, direttore Prizker Architecture Prize, rettore IE School of Architecture; Christine Watson, deputy head School of the Biological Sciences, University of Cambridge.

di Mariagrazia Barletta

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