Reinventing cities: dopo Milano, Roma sceglie i finalisti per l'area della stazione Tuscolana

Dopo Milano, anche Roma seleziona i team finalisti del concorso Reiventing cities, ma per il solo sito della stazione Tuscolana. Tra le undici manifestazioni di interesse arrivate all'indirizzo dell'amministrazione capitolina per l'area dello scalo, sono cinque quelle scelte. I team ora devono elaborare una proposta dettagliata, includendo il masterplan e l'offerta economica.

Ad essere selezionate sono state le proposte avanzate dallo studio con sedi a Londra, Toronto e in Australia, Arney Fender Katsalidis che ha partecipato con Habitech Distretto Tecnologico Trentino e con il promotore Fresia Re. In lizza lo studio romano It's di Alessandro Cambi, Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama, con la collaborazione di Artelia ed il promotore  CCC 15. A contendersi il sito c'è, inoltre, Green Stone Sicaf con il progetto che sarà sviluppato da Park Associati (selezionati come finalisti anche per la call milanese) con Arcadis Italia. Lo studio Abdr Architetti Associati, autore della stazione Tiburtina, partecipa con la società  Manens-Tifs (esperti ambientali). Mentre Dario Scaravelli di Startt - Società di Architettura e Ingegneria ha coinvolto, come esperti di ambiente, Ernst Mattanovich di RaumUmwelt Planungs e Eugen Antalovsky di UIV - Urban Innovation Vienna.

L'individuazione dei vincitori è prevista per il primo trimestre del prossimo anno.

La città di Roma - va ricordato - aveva indetto la call insieme ad altre città del mondo (Milano, Madrid, Chicago, Dubai, Montreal, Singapore, Cape Town e Reykjavik), con C40, network di amministrazioni impegnate nella lotta al cambiamento climatico. L'obiettivo della call, come per il modello ormai consolidato di «Réinventer Paris», poi ampliato all'area metropolitana della Ville Lumière, è il trasferimento di immobili o terreni agli sviluppatori, al fine di realizzare progetti di rigenerazione ambientale e urbana.

L'area della stazione Tuscolana, nel quartiere Appio-Latino, è stata candidata dall'amministrazione in collaborazione con Fs Sistemi Urbani (Gruppo Fs Italiane), proprietari dell'area, con l'obiettivo di migliorare la fruizione dei luoghi attraverso la riduzione del traffico veicolare, la promozione di una rete di mobilità sostenibile, l'inserimento di nuove funzioni e servizi per la cittadinanza. 

Si tratta, più nel dettaglio, di un'area di quasi 50mila mq, sulla quale dovranno essere avviate tre azioni prioritarie, che consistono nella realizzazione di un nodo di scambio tra la stazione Fs Tuscolana e la fermata metro A "Ponte Lungo", nell'inserimento di nuovo complesso di funzioni (direzionali, turistico - ricettive, commerciali, servizi pubblici e privati, servizi di stazione e di artigianato produttivo); e nella qualificazione architettonica dello spazio aperto.

Insieme all'area Tuscolana, Roma aveva sottoposto all'attenzione di developer e progettisti anche l'ex Filanda all'Esquilino, l'ex mercato di Torre spaccata (Municipio VI), il complesso (dismesso) di archeologia industriale Mira Lanza (poco distante da viale Marconi) e infine il compendio Vertunni nella periferia est della città. Siti per i quali si attendono gli esiti. «A settembre avremo i nomi anche per le altre aree e daremo inizio alla seconda fase del bando internazionale per selezionare i migliori progetti per la città», scrive l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, su Facebook.

di Mariagrazia Barletta

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