Concorso per 218 laureati (tra cui architetti e ingegneri) al ministero della Transizione ecologica

Selezione in modalità semplificata; riserva sul 50% dei posti

pubblicato il: - di Mariagrazia Barletta

È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 23 giugno il decreto legge che autorizza il ministero della Transizione ecologica (già ministero dell'Ambiente) ad assumere, a tempo indeterminato, 218 laureati ad elevata specializzazione tecnica, in possesso della laurea specialistica nelle diverse discipline tecniche, quali: ingegneria, fisica, architettura, economia, scienze biologiche, scienze chimiche, scienze geologiche e geofisiche, scienze della comunicazione, scienze naturali, ambientali, agrarie e forestali, scienze statistiche e informatica.

L'iniezione di nuovo personale serve a consentire l'attuazione delle politiche di transizione ecologica anche nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e a rafforzare il ministero per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione e di politica ambientale assunti in ambito Ue con l'Accordo di Parigi.

DL ASSUNZIONI AL MITE

Le assunzioni sono previste per il biennio 2021-2022. Dunque a breve dovrebbero essere bandite le procedure concorsuali pubbliche che, come prevede il Dl, potranno svolgersi secondo le modalità semplificate introdotte dal decreto «Contenimento Covid» (Dl 44 del 2021, articolo 10)

La semplificazione delle procedure - va ricordato -  introduce la possibilità di  utilizzare strumenti informatici e digitali per le prove scritte e orali. La preselezione - sempre stando alle semplificazioni recentemente introdotte dal Dl 44 - può essere effettuata tramite valutazione dei titoli. Inoltre, possono essere previste una sola prova orale e una scritta. Le amministrazioni possono anche optare per lo svolgimento delle prove in più sedi, sparse sul territorio. Le prove decentrate, inoltre, non necessariamente devono essere espletate nello stesso momento, ma deve comunque essere garantita la loro omogeneità al fine di assicurare a tutti i candidati lo stesso grado di difficoltà. 

Le 218 unità di personale non dirigenziale saranno inquadrate nell'Area III. I bandi per le procedure concorsuali definiranno i dettagli, inclusi i titoli, «valorizzando - si legge nel Dl - l'esperienza lavorativa in materia ambientale nell'ambito della pubblica amministrazione».

Il 50 per cento dei posti è riservato a coloro che «abbiano svolto, alle dipendenze di società a partecipazione pubblica attività di supporto tecnico specialistico e operativo in materia ambientale presso il soppresso Ministero dell'ambiente, del territorio e del mare ovvero presso il Ministero della transizione ecologica per almeno due anni, anche non continuativi, nel triennio anteriore alla predetta data».