Situata a Madesimo, in provincia di Sondrio, località nota per i numerosi impianti sciistici, l'architettura di Enrico Scaramellini si fonda su un principio: lavorare esclusivamente sull'esistente, senza demolire i muri perimetrali, limitando l'intervento alla sostituzione della copertura e a una rilettura complessiva degli spazi.

Già noto nella zona per la scultorea Spluga Clymbing Gym a Campodolcino, in Casa VG Scaramellini compie un lavoro quasi per sottrazione, evitando gesti invasivi e privilegiando azioni misurate nell'ottica di una unitarietà in contrasto con la frammentazione dell'intorno.

Il progetto nasce dal confronto con un edificio irrisolto, rimasto per anni come una presenza sospesa all'interno di un tessuto urbano densamente costruito. Inserito tra condomini residenziali pluripiano, si compone di un edificio rurale degli anni Venti-Trenta e da un volume adiacente degli anni Settanta, mai realmente concluso e privo di un dialogo con il contesto. Una condizione di incompiutezza, questa, che negli anni ha generato nel paese una frattura percettiva, come una sorta di vuoto costruito.

"Il tema della contiguità dei volumi costruiti, rintracciabile anche nell'architettura rurale spontanea - spiega Enrico Scaramellini - diventa centrale nel processo progettuale. Tale prossimità fa si che la percezione degli edifici sia assolutamente differente a seconda del punto di vista. Volumi molto vicini sembrano fondersi in un'unica entità. L'intento principale è quello di costruire il progetto aggiungendo il meno possibile".

Durante l'inverno, l'edificio diventa tutt'uno con lo scenario delle montagne, emergendo dal paesaggio senza elementi di dominanza. La copertura nevosa contribuisce a rendere leggibile la geometria compositiva, evidenziando la chiarezza dei volumi e la loro organizzazione formale. Depositandosi sulle falde del tetto, la neve ne segue le pendenze, mettendo in risalto aggetti, discontinuità e variazioni volumetriche e riconoscendo a ogni elemento costruttivo il suo ruolo, chiaramente leggibile, senza fronzoli e ridondanze formali.

foto: © Marcello Mariana

1+1 = armonia ritrovata

Da una parte, l'edificio alto con la copertura a due falde; dall'altra, l'edificio basso con la terrazza in copertura. Partendo dall'idea di connettere i due volumi, il progetto di Enrico Scaramellini elimina la soletta a sbalzo sul corpo basso, costruendovi un parapetto lineare che chiude la geometria rettangolare della facciata.

Il distacco tra i due volumi è reso appena percettibile in corrispondenza dell'apertura che anticipa le scale di accesso al primo piano, ottenuta mediante l'arretramento del parapetto per la larghezza della scala e il parziale rivestimento in pietra.

Anche la scelta delle finiture, con le pareti in intonaco rustico, è da ricondurre alla volontà di non rendere troppo evidente il distacco tra i due corpi di fabbrica. Gli elementi in legno, invece, utilizzati in modo puntuale, introducono una differenziazione materica nell'insieme e, entrando in contrasto materico e cromatico con l'intonaco e con il manto nevoso, evocano chiari richiami all'architettura alpina tradizionale, reinterpretati in chiave contemporanea.

Balconi e aperture incassate definiscono spazi di transizione tra interno ed esterno, offrendo superfici protette e contribuendo al controllo climatico. Il camino presente in facciata viene spostato e la gronda mantiene la sua sporgenza, lasciando invariato il disegno della copertura originaria. Sulla casa alta, la geometria della facciata ricalca fedelmente quella originale, mentre vengono riviste le dimensioni e gli allineamenti delle finestre.

Tutto, come la neve sul tetto, è in equilibrio, basato sull'idea di trasformare gli elementi discordanti e di disturbo in opportunità per riscrivere nuovi valori e significati.

Le fotografie di Marcello Mariana

Crediti del progetto

Localizzazione: Madesimo (Sondrio), latitudine 46.26.04N longitudine 09.21.27E
Cliente: privato
Superficie: 243 m2
Progettista: Arch. Enrico Scaramellini
Consulenti: Studio associato Bianco & Mastai, studio H2o, Arch. Francesco Manzoni

Fotografie: © Marcello Mariana fotografia

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