Un'architettura che osserva il paesaggio senza volersi imporre come landmark, un dispositivo leggero e removibile che trova la sua ragion d'essere nella volontà di far dialogare uomo e natura.

La Torre di osservazione di FLO - Felloni Lateral Office si inserisce nel paesaggio di Vallesanta ad Argenta, in provincia di  Ferrara, con un gesto misurato e consapevole, che rivela fin dal primo sguardo la volontà di porsi non come oggetto iconico, ma come dispositivo territoriale, una struttura pronta a scomparire mentre viene abitata.

In un contesto come quello del Parco del Delta del Po, dominato dall'orizzontalità - tra zone umide, canali e campi di pianura - l'architettura sceglie qui la verticalità come strumento critico per ristabilire una relazione percettiva con il paesaggio. L'esigenza esplicitata dall'Ente di gestione per i parchi e la biodiversità - Delta del Po, committente del progetto, è chiara: osservare gli spostamenti dell'avifauna migratoria che attraversa l'Europa e l'Africa e che trova qui una tappa fondamentale.

Attraverso un linguaggio costruttivo leggero, il progetto mette a sistema natura e cultura costruita, mostrando come il legno possa essere infrastruttura di paesaggio, capace di dialogare con l'ambiente e ispirare modelli replicabili per altre aree naturalistiche. La torre, infatti, non offre un panorama spettacolarizzato, invita a un'osservazione attenta, consapevole e quasi scientifica, ma suggerisce anche un'occasione di pausa e riflessione, dove l'atto del guardare diventa un gesto lento, intenzionale.

foto: © Nicolò Panzeri

Un'infrastruttura nel paesaggio, per il paesaggio

Sviluppata per un'altezza complessiva di 11 metri, la torre si configura come un volume prismatico essenziale, scandito da una maglia regolare di listelli lignei che ne definisce l'involucro, articolato su più livelli, con aperture studiate ad hoc per offrire punti di vista strategici e controllati.

L'effetto visivo di permeabilità e di ombre richiama i canneti e i giunchi delle zone umide, generando una mimesi materica tra costruito e paesaggio. Alla base, un piano ombreggiato con sedute e pannelli informativi accoglie visitatori e cicloturisti, diventando spazio di sosta, educazione e contemplazione. 

La pelle filtrante svolge una funzione tanto tecnica quanto concettuale: protegge, ombreggia, assicura la ventilazione, ma soprattutto media lo sguardo, costruendo una visione stratificata del territorio. Qui il paesaggio non si offre mai in modo immediato, viene invece scomposto, ricomposto, attraversato da una griglia che ricorda come ogni atto di osservazione sia inevitabilmente filtrato e interpretato. 

Elemento centrale del progetto è la scala, che diventa esperienza spaziale verticale, una sequenza di salite e soste che accompagna il visitatore in un processo graduale di distacco dal suolo, dove l'ascesa è lenta, misurata e quasi meditativa.

Ogni livello introduce una variazione nel rapporto con l'intorno, suggerendo che la comprensione del paesaggio non avviene in un unico momento, ma attraverso una progressiva presa di distanza che ridefinisce il rapporto tra architettura, tempo e paesaggio.

foto: © Nicolò Panzeri   

100% legno: la realizzazione

Oltre che per la sua leggerezza, la scelta del legno, materiale rinnovabile per eccellenza, è operata come strumento attivo di mitigazione climatica grazie alla capacità di stoccaggio del carbonio. L'integrazione con materiali sostenibili, metallo riciclabile per le giunzioni e finiture naturali, rafforza l'approccio circolare del progetto.  

La struttura portante è interamente in legno di larice lamellare e massello proveniente da filiera certificata PEFC, mentre i giunti metallici a secco, concepiti per il disassemblaggio, facilitano manutenzione e riuso dei componenti, estendendo la durabilità dell'opera e riducendo l'impronta ambientale.

L'involucro ventilato e le scelte costruttive assicurano adattività alle variazioni termo-igrometriche, minimizzando la manutenzione e prolungando la vita utile della struttura. Il rivestimento è invece realizzato a listelli di larice a densità variabile e funge da filtro bioclimatico. Questo garantisce ventilazione e comfort e instaura, al tempo stesso, un dialogo morfocromatico con le componenti biotiche circostanti.

Le fotografie di Nicolò Panzeri 

I disegni

FLO - Felloni Lateral Office*

FLO è uno studio multisciplinare fondato da Davide Felloni, con sedi a Ferrara e Milano. 
Nato in un periodo mutevole, segnato da cambiamenti climatici e sociali, lo studio sperimenta nuovi approcci progettuali, che spaziano dalla rottura di sistemi consolidati all'emergere di nuovi comportamenti antropici. 
La ricerca dello studio si basa su metodi che rispondono alle esigenze in continua evoluzione, abbracciando l'innovazione come forma di sperimentazione continua, concentrandosi sugli ecosistemi compromessi e perseguendo l'antifragilità come obiettivo e considerando le questioni territoriali come opportunità di cambiamento.

+info: fellonilateraloffice.it

Crediti del progetto

FLO STP Srl • Landscape Observation tower  
Luogo: Argenta (FE), Italia
Progettista: FLO STP Srl
Anno di progetto: 2024

ARCHITETTURA
Arch. Davide Felloni · Arch. Alessandro Scardino · Arch. Zuzanna Kletschka · Arch. Andrea Molinari 

CANTIERE
Arch. Patrizio Ferrarini

PROGETTO INGEGNERIA
Ing. Maurizio Barboni

ANALISI GEOLOGICA
 Geol. Thomas Veronese

Stakeholder: Ente di gestione per i parchi e la biodiversità - Delta del Po
Dott. Massimiliano Costa

Foto: © Nicolò Panzeri   

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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