Simbolicamente il cerchio rappresenta la forma che non conosce gerarchie, senza inizio né fine, non impone direzioni privilegiate, non stabilisce angoli di potere. In architettura, scegliere il cerchio significa affermare una visione dello spazio come comunità, dove ogni punto è equidistante dal centro e ogni presenza partecipa dello stesso valore, pensata per accogliere, avvolgere e trasformare il percorso in esperienza, e l'incontro in possibilità.
Questo gesto "etico" prima che "estetico" caratterizza il concept di Punto Luce, la nuova struttura interamente realizzata in legno dallo studio milanese AOUMM che, come un faro, ambisce ad illuminare - sia in senso letterale che metaforico - il grigiore del quartiere.
La scelta di adottare la forma circolare nasce, infatti, dal dialogo tra gli architetti e il team pedagogico di Save the Children, traducendo in architettura i principi più avanzati sull'educazione e la crescita di bambini e adolescenti, qui della fascia compresa tra i 6 e i 17 anni.
"Non volevamo semplicemente costruire un edificio - spiega Luca Astorri, fondatore di AOUMM - ma dare forma a un luogo che invitasse i ragazzi a entrare, incuriosirli, farli sentire accolti. Il progetto è nato ascoltando le loro idee e i loro desideri. E così abbiamo dato vita a una struttura aperta, luminosa, permeabile allo sguardo e al dialogo con il quartiere".
La nuova architettura si inserisce, così, in un ampio giardino con alberi, camminamenti e piazzole in pavimentazione drenante, e racchiude un cortile interno più intimo e protetto per i ragazzi. Si tratta del primo edificio realizzato ex novo da Save the Children, e mira a diventare un punto di riferimento per il quartiere Gallaratese, un luogo di condivisione e funzionalità, che offre l'opportunità di prendere parte ad attività formative, educative e laboratori.
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foto: © Giovanna Silva
L'approccio educativo, nel quartiere, per il quartiere
Concepito come uno spazio fluido e privo di gerarchie rigide, il progetto mette in continuità interno ed esterno, creando un ambiente accogliente e inclusivo dove attività diverse possono convivere simultaneamente.
I ragazzi sono liberi di muoversi tra musica, teatro, lettura e fablab, incontrando coetanei con interessi differenti e sperimentando un apprendimento trasversale e condiviso.
Ispirato al pensiero di Loris Malaguzzi - per cui lo spazio è "il terzo educatore" - e alla visione di Maria Montessori, che vede l'ambiente come stimolo all'autonomia e allo sviluppo, il Punto Luce diventa esso stesso strumento pedagogico.
Il cortile centrale e il giardino ampliano le attività verso l'esterno, mentre trasparenze e permeabilità rafforzano socialità e senso di appartenenza, configurando lo spazio come un nuovo presidio civico per i giovani della zona.

foto: © Giovanna Silva
Interno/esterno... senza soluzione di continuità
L'edificio si apre verso l'esterno attraverso ampie vetrate che mettono in continuità laboratori, spazi musicali e teatrali, aree di lettura e ambienti digitali con gli spazi all'aperto. Le aree esterne sono, infatti, concepite come estensioni dirette di quelle didattiche, permettendo agli educatori un controllo visivo costante e garantendo sicurezza e continuità nelle attività.
Il progetto paesaggistico si articola in una sequenza di spazi: un cortile centrale per attività collettive, aree verdi periferiche dedicate al gioco libero e alla sosta, e un orto didattico che diventa strumento educativo per avvicinare i ragazzi ai cicli naturali e alla cura dell'ambiente.
Alberature e leggere variazioni di quota proteggono il lotto senza isolarlo, mantenendo permeabilità visiva e relazione con il contesto. Ne risulta uno spazio aperto, inclusivo e accessibile, dove architettura e paesaggio collaborano per sostenere apprendimento, socialità e senso di responsabilità.
"Il tetto verde, con il suo sedum, che cambierà colore durante le varie stagioni - spiegano ancora i progettisti - vuole essere un regalo, una nuova facciata, una sorta di giardino segreto per gli abitanti dei palazzi che affacciano sul Punto Luce e che per decenni vedevano solo degrado e abbandono".

foto: © Giovanna Silva
Le scelte etiche, estetiche e strutturalmente strategiche: riduzione di tempi e costi
Come già detto, l'edificio si distingue per una forma circolare irregolare e una pianta completamente libera, il tutto reso possibile da una struttura radiale in legno lamellare e da pareti prefabbricate con pannelli sandwich.
È grazie alla scelta di un sistema di prefabbricazione aperta che i tempi di cantiere sono stati notevolmente ridotti, per un totale di 12 mesi. Più leggera rispetto alla costruzione precedente, la struttura è stata realizzata sulle fondazioni esistenti, evitando demolizioni invasive e riducendo, oltre che i tempi, anche i costi.
Grande attenzione è stata riservata alla sostenibilità ambientale, con orientamento e copertura studiati per schermare la facciata sud nei mesi estivi, limitando il surriscaldamento.
Struttura e involucro, in legno certificato PEFC con isolamento stratificato - che gli è valso l'omonima menzione al Wood Architecture Prize 2026 - assicurano elevate prestazioni energetiche.
I lucernari favoriscono l'illuminazione zenitale e la ventilazione naturale grazie a sensori che monitorano temperatura, umidità e CO2, aprendosi automaticamente quando necessario.
Completano il progetto un sistema di recupero delle acque piovane per l'irrigazione, impianti HVAC ad alta efficienza, controllo intelligente della qualità dell'aria, illuminazione DALI2 e un impianto fotovoltaico, per un edificio che coniuga comfort, efficienza e ridotto impatto ambientale.
Lo studio AOUMM
AOUMM uno studio di progettazione fondato a Milano nel 2012 dagli architetti Luca Astorri, Riccardo Maria Balzarotti, Rossella Locatelli e Matteo Poli, che opera nei campi dell'architettura, dell'urbanistica, del paesaggio, dell'interior design e dell'allestimento, sviluppando progetti a scala nazionale e internazionale.
Tra i progetti significativi di AOUMM si segnalano il terzo premio per il concorso internazionale del nuovo velodromo Vigorelli a Milano (2012), il padiglione Save the Children all'EXPO di Milano (2015), la prima fattoria permaculturale in Azerbaijan (2014), e diversi allestimenti presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano e per il Guggenheim Museum di New York.
Le fotografie di Giacomo Bianco e Giovanna Silva

foto: © Giacomo Bianco

foto: © Giovanna Silva

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foto: © Giacomo Bianco

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Crediti del progetto
Progetto preliminare, definitivo, esecutivo, direzione lavori: AOUMM
Team AOUMM: Luca Astorri, Chiara Torregrossa, Riccardo Balzarotti, Matteo Poli, Simone Ottaviana, Lara Zentilomo, Zofia Kasinska, Fabio Nicolò, Emily Marie Shiga
Tipo di intervento: Nuova Costruzione. Edificio integrato in un progetto paesaggistico
Luogo: Milano
Anno: 2022-2025
IMPRESE DI COSTRUZIONE
Gruppo IMM - Investment Management Milano
Strutture in legno e facciate: Legnolandia Group
DATI
Altezza dell'edificio: 5 m
Diametro dell'edificio: 40 m
Profondità dell'edificio: da 6 a 13m
Superficie coperta dell'intervento: 911 m²
Superficie interna totale: 620 m²
Area paesaggistica dell'intervento: 2116 m²
Superficie totale del lotto dell'intervento: 3027 m²
Uso degli spazi dell'intervento: Educativo: 80 % · Ricreativo: 20 %
FORNITORI
Aziende del consorzio Theatro-Italia
DAKU tetto verde
SHÜCO finestre
THEMA facciate vetrate
FLORIM piastrelle bagni
DURAVIT sanitari rubinetterie
IGUZZINI lampade
VELUX finestre per il tetto e rilevamento qualità aria
GERFLOR pavimento pvc
SCRIGNO porte
DOOOR porte soffietto
KNAUF controsoffitti cleaneo
ROTHOBLAAS vari sistemi/materiali costruttivi
ROCKWOOL sistemi isolanti
CONSULENTI tecnici
Progetto verde - PN studio, Francesca Neonato CSE - Marco Anelli
IMPIANTI MEP - Digierre Group
Strutture in legno - Giovanni Turolla Timberwork
Strutture CA - Andrea Bollinger
CONSULENTI scientifici
Marco Imperadori
Elena Granata
Chiara Geroldi
Francesca Cognetti
Marianna Merisi
FOTOGRAFIE
© Giacomo Bianco, © Giovanna Silva
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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