Sono stati presentati ieri pomeriggio a Bolzano, nella seconda giornata della manifestazione dedicata al "Costruire bene per vivere bene", i progetti vincitori della quarta edizione del virtuoso premio istituito da Fiera Bolzano: il Wood Architecture Prize by Klimahouse 2026.
Confermando la sua posizione di osservatorio privilegiato sull'evoluzione dell'architettura in legno in Italia - oggi sempre più consapevole, matura e capace di affrontare temi complessi - anche quest'anno il WAP ha mostrato la modalità dell'affermarsi del legno ben oltre la scelta tecnica o costruttiva, diventando vero dispositivo progettuale, in grado di attivare processi di rigenerazione sociale e territoriale e di rispondere alle nuove esigenze dell'abitare, dell'educare e del costruire responsabile.
L'idea di architettura che il Premio mira a valorizzare è quindi quella intesa come esito di una filiera integrata, dove progettisti, ingegneri, paesaggisti, committenze e ricerca collaborano per trasformare l'innovazione tecnologica in spazi coerenti, misurati e pensati per durare. Emerge infatti, sempre di più, la consapevolezza dell'utilizzo del legno come sistema di continuità tra tempo e cicli naturali per dare forma a una nuova modalità dell'abitare, orientata all'impatto sull'ambiente e alla relazione armonica con il contesto.
Il Wood Architecture Prize continua così a riconoscere un modo di costruire fondato sulla responsabilità e sulla precisione progettuale, offrendo una lettura critica di un settore che non cerca soluzioni spettacolari, ma architetture capaci di durare e di dialogare con chi le vive.
"Quest'anno - ha sottolineato Céline Faini, Brand Manager di Klimahouse - il premio ci racconta una storia bellissima: il legno non è solo una scelta ecologica, ma uno strumento per costruire comunità. Vedere premiate scuole e spazi di aggregazione ci ricorda che l'architettura sostenibile ha il dovere di generare benessere per le persone, non solo efficienza energetica. Il Wood Architecture Prize 2026 celebra proprio questa capacità di visione: progettare edifici che si prendono cura del territorio e di chi lo abita".
È ancora una volta il Nord dell'Italia - tra Trentino, Alto Adige e la Valtellina - ad avere la meglio, con progetti caratterizzati dalla meticolosità del dettaglio nonostante le grandi dimensioni e complessità. Ma la diffusione della cultura del legno continua a propagarsi anche più a sud, con l'ottimo risultato ottenuto a Cattolica da un progetto residenziale fuori dai soliti canoni.
A decretare i vincitori, tra i 12 finalisti selezionati, la giuria presieduta dall'Arch. Manuel Benedikter e composta da sette esponenti di spicco del settore, della ricerca e dell'innovazione: Arch. Sandy Attia (MoDusArchitects), Arch. Marta Baretti (Arbau Studio), Prof. Guido Callegari e Prof. Paolo Simeone (Politecnico di Torino), Prof. Mauro Frate (Iuav) e Luca Gibello (Il Giornale dell'Architettura).
Ecco progetti e progettisti:
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Il Wood Architecture Prize è promosso con il patrocinio e il contributo scientifico dell'Università Iuav di Venezia e del Politecnico di Torino, in collaborazione con PEFC Italia - Associazione senza fini di lucro che promuove la gestione forestale sostenibile.

Vincitori e giuria WAP 2026 | foto: © Marco Parisi
I vincitori del Wood Architecture Prize by Klimahouse 2025
The Big Zip - A house for happy cows - (SO) - Studio act_romegialli

foto: © Marcello Mariana
Il progetto realizza una nuova stalla per 120 vacche, strutturata per massimizzare il benessere animale e schermare rumore e vista della vicina superstrada, aprendo al tempo stesso lo sguardo verso il paesaggio montano.
L'architettura è definita da una grande copertura in legno lamellare sostenuta da pilastri tripartiti e doppi elementi inclinati a V, che conferiscono leggerezza e chiarezza strutturale. L'organizzazione spaziale prevede tre ampie lettiere in sabbia che consentono libertà di movimento e definiscono una corte agricola interna. Sistemi di ventilazione naturale e abbaini orientati a sud garantiscono comfort ambientale e corretta illuminazione naturale.
L'edificio assume, così, anche una funzione didattica, con sale e una passerella sopraelevata che permette la visita senza interferire con le attività.
Anno di costruzione: 2022
Motivazione della giuria: "Il progetto è stato premiato per la straordinaria qualità architettonica e costruttiva conferita a una destinazione d'uso spesso considerata "prosaica" e negletta. La stalla si pone qui come un modello replicabile anche per altre funzioni di servizio, riuscendo a conciliare leggerezza, chiarezza strutturale, solidità e trasparenza".
Nuove Scuole Medie di Primiero - (TN) Mimeus Architettura con Studio Campomarzio

Situata nella Valle di Primiero, la nuova scuola secondaria di primo grado "Luigi Negrelli" sostituisce l'edificio preesistente, non più adeguato agli standard contemporanei.
Il nuovo volume, riposizionato lungo la via principale, rafforza il rapporto con il tessuto urbano e sottolinea il carattere pubblico dell'edificio attraverso un accesso diretto e un ampio portico, mentre gli spazi didattici si organizzano attorno a un grande vuoto centrale illuminato dall'alto, fulcro distributivo della scuola.
A caratterizzare il progetto sono gli ampi fronti vetrati e le facciate lineari che definiscono un'architettura moderna e funzionale. La struttura, invece, interamente in legno certificato, utilizza larice locale e dialoga armonicamente con il paesaggio e il contesto alpino.
Anno di costruzione: 2024
Motivazione della giuria: "Una scuola concepita come una casa capace di accogliere con semplicità ed eleganza alunne e alunni. Questo concetto guida si ritrova nel rigore e nella chiarezza delle forme, oltre che nella logica funzionalità dell'impianto, sapientemente organizzato intorno a un atrio centrale con ballatoi a tutta altezza che favoriscono la relazione e la visibilità tra gli spazi".
Edificio multifunzionale a Barbiano - (BZ) Roland Baldi Architects

foto: © Oskar Da Riz
Come un elemento segnaletico, posto all'ingresso sud di Barbiano, il nuovo edificio multifunzionale di Roland Baldi Architects ridisegna lo spazio pubblico con due volumi in legno che segnano l'accesso al paese.
Il corpo principale ospita scuola dell'infanzia, asilo nido, mensa e area giochi, mentre il volume opposto accoglie l'ufficio turistico, collegato da una torre con scala e ascensore.
La struttura combina un basamento in cemento armato con elevazioni in CLT e materiali lignei certificati.
L'edificio, certificato CasaClima Gold, integra fonti rinnovabili, ventilazione meccanica e soluzioni passive. Tetti verdi, gestione delle acque e rispetto dei criteri CAM e DNSH completano un progetto attento a sostenibilità e inclusione.
Anno di costruzione: 2025
Motivazione della giuria: "Frutto di un finanziamento PNRR, questo intervento dimostra una particolare sensibilità paesaggistica, dissimulando un'ingente volumetria attraverso una riuscita articolazione che diventa dispositivo distributivo e infrastruttura alla scala territoriale. Il progetto organizza molteplici funzioni in stretta relazione con l'orografia del sito. Il legno, utilizzato in chiave strutturale anche in abbinamento ad altri sistemi, è declinato a vista con un'apprezzabile rudezza materica, scevra da eccessivi autocompiacimenti formali".
Ne avevamo parlato qui
Barbiano (BZ), il versante verde di Roland Baldi Architects accoglie chi arriva al paese
Il vincitore under 35
Maso Stregozzi - (TN) | Architetto Michele Sicher

foto: © Elisa Fedrizzi
Tradizione e innovazione unite nel progetto di recupero di uno storico maso, attraverso un nuovo rivestimento a listelli in dialogo con l'esistente. Sono mantenuti proporzioni, materiali e immagine unitaria, consolidando le murature e rispettando il ritmo storico dell'edificio.
La struttura modulare in larice avvolge il volume senza alterarne la percezione, distinguendo chiaramente antico e nuovo. Le aperture sono calibrate sulla scansione originaria, con infissi nascosti che valorizzano la struttura.
L'innovazione si concentra nella struttura interna in XLAM a vista, integrata con impianti e dettagli costruttivi che semplificano cantiere e manutenzione.
Motivazione della giuria: "Un intervento di ricostruzione attento a reinterpretare, con particolare controllo della qualità costruttiva, la tipologia consolidata dell'abitazione rurale in legno. Più in generale, l'opera rivela un magistero progettuale profondo, capace di dimostrare empatia e un forte radicamento nel contesto locale".
Le menzioni speciali della giuria
Riqualificazione della contrada Polaggia - (SO) Comune di Berbenno di Valtellina | Architetto Edoardo Colonna di Paliano

foto: ©Arch. Cristian Porumbel, Arch. Federico Langell
Fortemente voluto dal Comune di Berbenno di Valtellina, l'intervento consiste nel recupero urbano del borgo medievale di Polaggia destinato a social housing per giovani coppie.
Valorizzando i muri esistenti come memoria storica, il progetto riorganizza gli spazi interni e introduce aperture contemporanee per migliorare luce e funzionalità.
La nuova costruzione reinterpreta la domus medievale con un basamento in pietra e piani superiori in legno.
La struttura combina cemento armato e telai lignei coibentati, con solai in X-Lam e copertura tradizionale.
Il rivestimento in larice e l'aggetto volumetrico, invece, esprimono il carattere contemporaneo dell'intervento nel rispetto del contesto storico.
Anno di costruzione: 2025
Motivazione della giuria: "Un recupero di grande respiro e impegno che lavora simultaneamente dalla scala urbanistica a quella edilizia. Il progetto interviene dentro un parcellare storico medievale denso, articolato e frammentato, innestando i nuovi ambienti domestici con sensibilità e creando una simbiosi organica con le parti murarie esterne, conservate senza infingimenti retorici verso la preesistenza".
T+T - (RN) Studio Piraccini+Potente Architettura

foto: © Francesco Montaguti
L'intervento si inserisce in un lotto urbano compatto a Cattolica ed è composto da un basamento vetrato per la zona giorno e da quattro volumi prismatici superiori in lamiera.
I corpi, disposti secondo una simmetria non immediata, evocano un piccolo aggregato urbano sospeso, leggero e scultoreo. La trasparenza del piano terra amplifica il rapporto con la luce e produce un effetto di galleggiamento notturno, mentre l'architettura sfrutta la luce naturale in modo passivo e controllato grazie a ombreggiamenti e frangisole.
Grazie alla struttura mista e all'involucro ad alte prestazioni è garantito il raggiungimento dello standard NZEB.
Anno di costruzione: 2024
Motivazione della giuria: "Il progetto riceve la menzione per l'originalità della rilettura tipologica e per la qualità compositiva e costruttiva. Un intervento che si pone a modello di buona pratica per i delicati processi di demolizione e ricostruzione in ambito residenziale".
Menzione speciale filiera PEFC | Punto Luce Gallaratese - (MI) Studio AOUMM

foto: ©Giacomo Bianco, ©Giovanna Silva, ©Andrea Segliani
Promosso da Save the Children Italia ETS, centro socio-educativo Punto Luce nasce per contrastare la povertà educativa e diventare un riferimento per i giovani del quartiere Gallaratese.
L'intervento sostituisce un vecchio prefabbricato non recuperabile, restituendo qualità e sicurezza a un'area degradata.
Il progetto, ispirato al principio secondo cui lo spazio è parte attiva del processo educativo, è stato sviluppato attraverso un confronto con il territorio e le realtà locali. La forma ad anello, infatti, genera un ambiente accogliente e inclusivo, capace di ospitare attività diverse in modo simultaneo.
La struttura è realizzata con portali e solai in CLT e pareti a telaio prefabbricate, e il tetto verde contribuisce alla gestione delle acque meteoriche e al comfort ambientale.
L'uso del legno e il riuso delle fondazioni, infine, riducono l'impatto ambientale e i disagi del cantiere, configurando l'intervento come buona pratica di rigenerazione urbana.
Motivazione della giuria: "per la rilevanza sociale in un contesto metropolitano non privo di criticità. Partendo da vincoli considerevoli, come la scelta di riusare una gabbia di fondazioni preesistenti a maglia quadrangolare, poi rimodulata in un impianto centrale a sviluppo anulare irregolare, il progetto e il disegno paesaggistico degli spazi aperti introducono un'oasi di respiro nel rapporto tra spazi interni ed esterni".
Klimahouse 2026 continua
Ma la Fiera non è finita. Fino a domani 31 gennaio, l'area fieristica di Bolzano sud continuerà a mostrare le innovazioni nel campo dell'edilizia e della sostenibilità, arricchita dalle due giornate di Congress, con speaker internazionali.
Qui la guida agli eventi → Klimahouse 2026

foto: © Elisa Scapicchio
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