La percentuale di affidamenti diretti sottosoglia sul totale dei Cig (sopra e sottosoglia) è abbastanza stabile nel periodo 2021-24 con valori che toccano percentuali dell'ordine del 92-95%. E, tra i principali contratti in cui si verifica una concentrazione degli affidamenti di importo immediatamente inferiore alla soglia che legittima l'affidamento diretto (140mila euro) ci sono i servizi di ingegneria e i servizi architettonici e affini. È quanto emerge dal rapporto "Addensamento sottosoglia degli affidamenti diretti di servizi e forniture (2021-2024)", elaborato da Anac.
Il documento presenta i risultati di uno studio riguardante gli affidamenti diretti sottosoglia nei settori servizi e forniture, nel quadriennio 2021-2024 e prende in considerazione gli effetti determinati dai cambiamenti normativi arrivati prima con la decretazione d'urgenza post-pandemia (Dl 76/2020 e Dl 77/2021) e poi con il nuovo Codice dei contratti (Dlgs 36 del 2023). Da un lato, si analizza come sia cambiato il peso degli affidamenti diretti sul mercato dei contratti pubblici e, dall'altro, si vanno a ricercare gli affidamenti che si concentrano a ridosso delle soglie entro cui è possibile non indire una gara. L'analisi dei dati è stata svolta su un dominio da cui sono state eliminate le procedure di importo inferiore a 5mila euro.
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Affidamenti diretti al 31% (in valore) nel 2023 e al 17% nel 2024
Rispetto al totale degli affidamenti (sopra e sottosoglia), gli affidamenti diretti rappresentano quasi la norma, attestandosi al 92% nel 2021 e nel 2024, al 94% nel 2022 e al 95% nel 2023. In termini puramente numerici, quindi, su 10 contratti pubblici più di 9 non ricorrono a procedure competitive tra gli operatori economici.
Sebbene in termini numerici, il ricorso agli affidamenti diretti risulti una pratica abbastanza consolidata e diffusa tra le stazioni appaltanti - si legge nel rapporto -, il loro valore economico è di gran lunga inferiore rispetto a quello complessivamente rappresentato dalle gare a procedura aperta. In termini monetari, infatti, gli affidamenti diretti rappresentano una quota meno significativa del mercato dei contratti pubblici nel settore dei servizi e delle forniture. Tale quota di affidamenti diretti sul totale delle procedure raggiunge il livello massimo nel 2023, oltre il 31%, per poi ridursi drasticamente nel 2024, in cui risulta pari a circa il 17%. Il drastico calo di tale quota nel 2024 è imputato dall'Anac anche ad un aumento rilevante dell'importo aggregato delle procedure soprasoglia che raggiungono in tale anno 79 miliardi.
Servizi di architettura e ingegneria, importi concentrati a ridosso della soglia dei 140mila euro
Di particolare interesse, inoltre, risulta, in alcuni settori, il ricorso agli affidamenti diretti di importo concentrato sotto le soglie entro cui è possibile non ricorrere ad una selezione aperta degli operatori economici. I dati, infatti, mostrano come tra i principali contratti in cui si verifica una concentrazione degli affidamenti di importo immediatamente inferiore alle soglie previste dalla normativa sono i servizi di ingegneria e i servizi architettonici e affini. Più nel dettaglio nella media degli anni considerati, tra gli affidamenti di poco sottosoglia prevalgono le apparecchiature mediche, con 78,31 milioni di euro, seguite dai Cpv relativi a servizi di ingegneria, con 77,6 milioni di euro, e servizi architettonici e servizi affini con 66,48 milioni di euro.
È chiaro che gli affidamenti diretti, sebbene legittimi se effettuati entro la soglia consentita dal Codice, possono costituire motivo di alert in quei casi in cui gli importi siano molto vicini alla soglia di legittimità. È lì che potrebbero annidarsi forzature volte ad eludere il confronto competitivo.

Da un'analisi approfondita emerge che si verifica una concentrazione degli affidamenti diretti per importi immediatamente inferiori alla soglia e, in particolare nella classe di importo tra 70mila e 75mila euro nel 2021 e tra 135mila e 140mila euro dal 2022 al 2024, quando la soglia vigente per gli affidamenti diretti viene innalzata da 75mila euro a 140mila euro. Nel 2021, gli affidamenti diretti "addensati" tra 70mila e 75mila euro rappresentano, in termini monetari, circa il 28% del totale delle procedure (considerando gli affidamenti diretti fino a 75mila euro e procedure aperte oltre i 75mila euro) comprese tra 50mila e 100mila euro.
Considerando gli importi in un intorno della soglia dei 140mila euro, ovvero tra 100mila e 180mila euro, le procedure aperte tra 135mila e 140mila rappresentano l'8% nel 2021 (quando la soglia era 75mila) e tale percentuale aumenta con l'innalzamento della soglia dal 2022, quando gli affidamenti diretti tra 135mila e 140mila euro pesano circa il 25%, per poi aumentare al 28% nel 2023 e al 31% nel 2024 (rispetto alle procedure totali rappresentate dagli affidamenti diretti fino a 140mila euro e dalle procedure aperte comprese tra i 140mila e i 180mila euro).

Sono le amministrazioni più piccole a ricorrere di più all'affidamento diretto
L'analisi evidenzia, inoltre, che le amministrazioni di piccole dimensioni ricorrono in modo significativo agli affidamenti diretti sottosoglia, con un'incidenza superiore al 96% per le Stazioni appaltanti con meno di 50 dipendenti. Nel 2021-2022, il fenomeno risulta ancora più marcato tra le Sa con meno di 10 dipendenti (oltre il 97,8%), mentre nel 2023-2024 tale incidenza sembra più omogenea tra le Sa di diversa dimensione, suggerendo che l'innalzamento della soglia a 140mila euro ha contribuito a una maggiore concentrazione degli affidamenti in prossimità del nuovo limite per tutte le Sa di piccole dimensioni (0-50 dipendenti).
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