La rimodulazione delle parcelle del professionista che usa l'intelligenza artificiale è affidata all'aggiornamento, entro un anno, dei decreti che determinano i parametri per la liquidazione dei compensi professionali, compreso il Dm per il calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara nei servizi di architettura e ingegneria.
Inoltre, in sei mesi, i consigli e i collegi nazionali delle professioni dovranno adeguare i regolamenti per la formazione, introducendo un numero minimo di ore dedicate all'IA.
Sono alcune delle novità inserite nel Dlgs 179 del 2026, pubblicato in "Gazzetta ufficiale" e in vigore dal 23 ottobre. Il decreto adegua le nostre leggi al regolamento Ue battezzato «AI Act» e risponde ai contenuti della legge delega 132 del 2025 che ha introdotto un primo quadro normativo sul fronte dell'IA e fissato i "paletti" che il governo deve seguire per introdurre regole sull'uso dell'intelligenza artificiale.
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Parcella, dovranno essere integrati i decreti "Parametri"
Entro dodici mesi dall'entrata in vigore del Dlgs dovranno essere aggiornati i decreti ministeriali che determinano i parametri per la liquidazione dei compensi professionali, compreso il decreto per il calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara nel servizi di architettura e ingegneria. Si tratta di aggiornare i parametri per i compensi professionali in modo da garantire l'equo compenso per le prestazioni che comportano l'utilizzo di sistemi di IA.
La modulazione del compenso è ancorata alla classificazione di rischio del sistema IA impiegato. La relazione illustrativa che accompagna il Dlgs spiega che tale aggiornamento dovrà considerare che «l'impiego di sistemi a rischio più elevato richiede al professionista competenze aggiuntive, attività di verifica e sorveglianza più onerose e una maggiore assunzione di responsabilità, che giustificano un adeguamento del compenso».
La maggiorazione del compenso viene intesa dalla norma non come un automatismo, ma come una possibilità, viene sempre precisato nella relazione tecnica: «la modulazione in concreto è rimessa ai decreti parametrici, che potranno graduarne l'incidenza in relazione al tipo di prestazione e alla categoria professionale».
L'intelligenza artificiale entra nella formazione continua
Il Dlgs introduce l'obbligo, per i consigli e i collegi nazionali delle professioni, di includere nella formazione continua corsi sull'uso dei sistemi di intelligenza artificiale. La formazione dovrà articolarsi in tre percorsi che approfondiranno gli aspetti tecnici, giuridici e deontologici.
Gli aspetti tecnici comprendono: il funzionamento dell'IA, e dunque le tecniche di interrogazione e istruzione, le potenzialità e i limiti dei sistemi di intelligenza artificiale rispetto al settore professionale di riferimento. Quelli giuridici dovranno approfondire il regolamento IA e le disposizioni nazionali di attuazione. Infine, la formazione dovrà includere i profili deontologici relativi alle responsabilità del professionista nell'uso dei sistemi di intelligenza artificiale, agli obblighi informativi verso il cliente e al rispetto del principio antropocentrico che invita ad un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dell'intelligenza artificiale, intesa come uno strumento di ausilio che non deve mai sostituirsi alla persona.
I consigli e i collegi nazionali dei professionisti, entro sei mesi dall'entrata in vigore del Dlgs, dovranno modificare i regolamenti sulla formazione per introdurvi l'uso dell'IA, andando anche a fissare il numero di ore minimo che dovrà essere dedicato all'intelligenza artificiale. I regolamenti dovranno anche determinare i contenuti, le modalità di erogazione e la periodicità dei percorsi formativi.
Intelligenza artificiale e sicurezza
Il Dlgs precisa che l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale che incidono sull'organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di esecuzione della prestazione o sui processi decisionali rilevanti ai fini della sicurezza va valutato nell'ambito della valutazione dei rischi.
I datori di lavoro assicurano un'adeguata informazione e formazione dei lavoratori in merito ai rischi specifici connessi all'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, nonché alle misure di prevenzione e protezione adottate.
Intelligenza artificiale nella Pa
Il ministro della Pubblica amministrazione deve garantire la formazione dei dipendenti pubblici nel campo dell'IA e deve adottare misure ad hoc per sostenere l'introduzione, l'utilizzo e la diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale, favorendo l'innovazione organizzativa e gestionale delle amministrazioni pubbliche, la semplificazione amministrativa e la accelerazione dei procedimenti.
La legge 132 del 2025
Va ricordato che la legge 132 del 2025 sull'uso dell'intelligenza artificiale afferma che questa può essere usata solo come supporto all'attività professionale, ma non può sostituire il lavoro intellettuale che deve sempre prevalere sull'utilizzo di strumenti di IA. Inoltre, per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
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