Il ministero del Lavoro ha emanato le linee guida per promuovere l'adozione consapevole dell'Intelligenza Artificiale nei contesti lavorativi, tutelando i diritti dei lavoratori, favorendo l'innovazione sostenibile e garantendo la conformità alle normative vigenti.
Il documento fa seguito alla legge 23 settembre 2025 n. 132 sull'uso dell'intelligenza artificiale, che all'articolo 13 riserva alcune misure alle professioni intellettuali. Legge che sancisce un principio basilare: l'intelligenza artificiale può essere usata solo come supporto all'attività professionale, ma non può sostituire il lavoro intellettuale che deve sempre prevalere sull'utilizzo di strumenti di Ia. Inoltre, per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati dal professionista - afferma sempre la legge - sono comunicate al soggetto destinatario della prestazione intellettuale con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Le linee guida ministeriali
PER L'IMPLEMENTAZIONE DELL'IA NEL MONDO DEL LAVORO
Le tecnologie basate sull'IA, come i sistemi di apprendimento automatico, i chatbot, gli assistenti virtuali e le piattaforme di analisi predittiva consentono di affrontare sfide complesse in modo innovativo. Viene tra l'altro ricordato nelle linee guida, che le applicazioni dell'IA «possono supportare le ricerche di mercato e la mappatura dei clienti esistenti e potenziali, consentendo di prioritizzarli in base alla quota di portafoglio e al potenziale di crescita».
Tuttavia, l'IA non si limita a trasformare le aziende: il suo impatto si riflette direttamente sui lavoratori e sulle modalità di svolgimento delle professioni. Da un lato, favorisce nuove opportunità occupazionali, portando alla nascita di nuove figure professionali; dall'altro, però, solleva preoccupazioni su possibili rischi.
Il The Future of Jobs Report 20251 del World Economic Forum, pubblicato il 7 gennaio 2025 - viene ricordato nelle linee guida -, stima che entro il 2030 verranno creati circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale, a fronte della scomparsa di circa 92 milioni di ruoli, con un saldo netto positivo di 78 milioni (+6%). Questa trasformazione sarà alimentata da innovazione tecnologica, transizione ecologica, dinamiche demografiche e tensioni geoeconomiche.
L'Intelligenza Artificiale rappresenta una grande opportunità per il mondo del lavoro, ma la sua adozione deve essere guidata da principi di responsabilità, sicurezza e inclusione. Affinché l'IA possa essere un motore di sviluppo e non un fattore di disuguaglianza, il Ministero del Lavoro raccomanda l'importanza di:
- Proteggere i lavoratori da discriminazioni e trattamenti iniqui.
- Investire nella formazione e nella riqualificazione professionale.
- Assicurare il rispetto delle normative nazionali e internazionali.
- Accompagnare l'introduzione dell'IA nei contesti lavorativi anche attraverso il dialogo sociale.
Dunque, le linee guida si pongono come uno strumento pratico per imprese, Pmi e lavoratori, affinché possano affrontare il cambiamento digitale in modo consapevole, sicuro e sostenibile.
Un'apposita sezione tenta di fornire strumenti pratici e indicazioni operative affinché i lavoratori autonomi e professionisti possano integrare l'IA nel loro lavoro in modo vantaggioso, senza subire penalizzazioni o perdita di tutele. L'appendice due - alla fine del documento - si configura come un vademecum per l'uso consapevole dell'intelligenza artificiale generativa nelle Pmi e tra i professionisti. Tra gli argomenti trattati, vi è anche il rischio di trattare in modo inappropriato dati personali, informazioni aziendali riservate e contenuti protetti da diritti di proprietà intellettuale.
La responsabilità e l'etica restano comunque sempre centrali. Va ricordato che il codice deontologico degli architetti nel preambolo affronta il tema dell'uso etico dell'Ia: «Il Professionista, nella propria attività professionale - dice il codice -, si impegna a utilizzare l'Intelligenza artificiale in modo etico e responsabile, nel rispetto dei principi di trasparenza, equità e riservatezza. Si impegna a garantire che l'uso dell'Intelligenza artificiale nei propri progetti rispetti i valori fondamentali della professione, promuovendo la qualità, la sicurezza e il benessere dell'utente».
Inoltre, di Intelligenza artificiale si occupa anche il disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali che prevede l'aggiornamento dei Codici deontologici affinché «garantiscano che la prestazione professionale, seppur svolta con l'ausilio di tecnologie digitali, sia frutto della professionalità e della competenza specifica dell'iscritto».
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