Il riconoscimento va a chi progetta, a chi commissiona e a chi costruisce. Fu Bruno Zevi, fin dalla prima edizione dei Premi IN/ARCHITETTURA nel 1961, a voler valorizzare la qualità del rapporto tra queste tre figure, riconoscendo nell'opera costruita il risultato di un lavoro condiviso. È stato così anche nella tappa sarda, che il 20 ottobre, alla Fondazione di Sardegna a Cagliari, ha assegnato sette premi e quattro menzioni tra 67 candidature.

Promossa da IN/Arch - Istituto Nazionale di Architettura e ANCE, con la collaborazione di Archilovers, la selezione ha riguardato gli interventi realizzati nell'Isola tra il 2021 e il 2026. A distinguersi sono state la capacità di inserirsi nel paesaggio e l'attenzione alle comunità, con progetti che hanno dato nuovi usi agli edifici esistenti, ripensato gli spazi pubblici e riportato tecniche e materiali locali nell'architettura contemporanea.

Il verdetto della giuria ha visto premiati, nella sezione nuove costruzioni, il Complesso parrocchiale e Chiesa della Beata Vergine Assunta a Villa Verde, di Carlo Atzeni, Silvia Mocci, Maurizio Manias e Franceschino Serra; la Tenute Maestrale Winery a Donori, di Spaziozero e X Architekten; e la Nuova scuola di via Caravaggio a Sinnai, di Leicho studio associato. La menzione è stata assegnata a Marea BH a Orosei, di S P A Z I A R E e Inhori.

Nella categoria riqualificazione e rigenerazione del patrimonio esistente, i riconoscimenti sono andati alla Casa delle Tradizioni a Simala, di Martino Picchedda, alla piazza San Pietro a Nuxis, di Sebastiano Gaias, e a Casa ON a Cagliari, di C+C04STUDIO con Pierluigi Locci. Menzionati anche Palazzo Tirso a Cagliari, con il restauro di Francesco Deplano, l'interior design dello Studio Marco Piva, le strutture di Marco Abis e gli impianti di Mauro Ledda e Antonio Cabras; Casa Cruda a Serramanna, di Officinevida; e Casa a due corti a Pirri, di Fabrizio Pusceddu.

La sperimentazione sui materiali è valsa alla Sala dei Giganti di Mont'e Prama il Premio Speciale Federbeton: nel progetto di Walter Dejana, Renata Fiamma e Simone Lumbau a Cabras, il calcestruzzo delle facciate diventa bassorilievo attraverso la tecnica del sand-casting, riprendendo la ricerca di Costantino Nivola. Alla cultura materiale e artistica dell'Isola è legato anche il lavoro di Antonello Cuccu, che ha ricevuto il Premio alla Carriera per quasi cinquant'anni di ricerca tra architettura, museografia, design, arte ed editoria.

I riconoscimenti regionali conducono i vincitori verso la selezione nazionale, in un'edizione che ha raccolto 1.390 candidature in tutta Italia: le opere che supereranno quest'ultimo vaglio saranno premiate il 13 novembre 2026 a Ca' Giustinian, a Venezia.

A firmare la selezione regionale è stata la giuria presieduta da Paolo Sanjust, con Massimo Locci, Giuseppe Vallifuoco, Rossella Sanna e Gianfranco Sanna, mentre una giuria specialistica nazionale ha assegnato il riconoscimento Federbeton.

Categoria opere di nuova costruzione

Progetti premiati

Complesso parrocchiale e Chiesa della Beata Vergine Assunta

Carlo Atzeni, Silvia Mocci, Maurizio Manias, Franceschino Serra | Villa Verde

Un grande muro cavo rivestito in basalto locale organizza l'intero complesso: raccorda le quote del terreno, separa la chiesa dallo spazio pubblico e accoglie, nel proprio spessore, battistero, penitenzieria e cappella dell'adorazione. Anche la cassa campanaria è integrata nella sua sommità, entro il profilo orizzontale.

Al muro si appoggia una copertura inclinata, tesa sopra l'aula da circa 150 posti fino al volume laterale, che ospita ingresso, patio, coro e sacrestia. La luce raggiunge gli interni attraverso tre sistemi: le cavità nel basalto, le schermature tridimensionali in corten delle testate triangolari e il patio, dal quale entra a una quota più bassa.

Il basalto riveste il nucleo strutturale in cemento armato anche all'interno, affiancato dal legno di pavimenti e arredi. Altare, ambone, fonte battesimale e acquasantiere sono monoliti in marmo bianco di Orosei.

Completato nel 2023, il complesso sostituisce la chiesa degli anni Sessanta, resa inaccessibile da problemi statici e geotecnici, e recupera una porzione dell'edificio originario per le attività parrocchiali.

Committenti: Parrocchia della Vergine Assunta di Bannari, Diocesi di Ales Terralba, Comune di Villa Verde
Impresa: Demelas Edilservice S.a.s. di Francesco Demelas
Dalla motivazione della giuria: «Il complesso parrocchiale di Bannari Villaverde affronta con misura una scala rilevante per il piccolo centro, stabilendo una relazione equilibrata tra architettura, paesaggio e vita comunitaria».

©Studio Vetroblu

Tenute Maestrale Winery

Spaziozero e X Architekten | Donori

La lavorazione delle uve comincia sotto una pergola in copertura e prosegue per caduta nel locale serbatoi sottostante. È il ciclo produttivo a dettare l'organizzazione della cantina: gli ambienti per la vinificazione, l'affinamento in botte e l'imbottigliamento occupano i livelli interrati, dove l'inerzia termica del terreno contribuisce a ridurre il fabbisogno di raffreddamento.

Tra i vigneti e gli uliveti di Donori, Spaziozero - Lorenzo Ciccu, Simone Langiu e Nicola Melis - e X Architekten - Max Nirnberger - concentrano sul fronte sud le principali aperture. Due tagli interrompono il rivestimento in lamiera stirata di corten, ricavando la loggia della sala degustazione e l'ingresso agli spazi produttivi. Sopra, la copertura offre una terrazza panoramica sul Parteolla e sui monti del Gerrei.

I visitatori accedono da un volume cilindrico rivestito di lamelle in acciaio zincato, con ascensore e scale elicoidali che scendono verso gli ambienti di accoglienza. Vetrate e vuoti a doppia altezza consentono di affacciarsi sugli spazi di lavoro, rendendo visibile il processo di vinificazione. Il cemento lasciato a vista accomuna produzione e accoglienza; nella sala degustazione si affianca al castagno brunito degli arredi su misura.

Committente: Tenute Maestrale - Spinarba Società Agricola S.r.l.
Impresa: A.P.I.C.E. S.r.l. - Gruppo Puddu
Dalla motivazione della giuria: «L'organizzazione del ciclo produttivo sfrutta la gravità e l'inerzia termica del terreno, integrando le esigenze funzionali e ambientali nella forma del progetto».

©Giaime Meloni

Nuova scuola di via Caravaggio

Leicho studio associato | Sinnai

L'aula musica si apre sull'agorà e la scuola guadagna un auditorium: una parete mobile permette di unire i due ambienti, trasformando la gradonata in cavea e lo spazio per la musica in scena. Gli affacci del piano superiore diventano ulteriori punti dai quali assistere agli eventi.

È intorno a questo spazio centrale a doppia altezza che Aurora Perra e Claudio Sirigu organizzano la nuova scuola, realizzata nel 2025 in sostituzione dell'edificio precedente. Gli arredi mobili consentono all'agorà di funzionare anche come mediateca, ludoteca e ambiente per attività didattiche fuori dall'aula.

I laboratori, concentrati prevalentemente al primo piano, variano per geometria, disposizione delle finestre e spazi di deposito. Nei corridoi, slarghi e rientranze ricavano aree per il lavoro in piccoli gruppi; all'esterno, il terreno modellato accoglie aule all'aperto, estendendo ulteriormente gli spazi per l'apprendimento.

Un rivestimento di onduline metalliche colorate unifica il volume, il cui profilo organico riprende l'andamento delle colline vicine.

Committente: Comune di Sinnai
Impresa: La Cascina Costruzioni S.r.l.
Dalla motivazione della giuria: «Pur entro i vincoli economici e temporali dell'intervento, il progetto costruisce un luogo di riferimento per il quartiere e rafforza il senso di appartenenza degli alunni».

©Cédric Dasesson

Progetto menzionato

Marea BH

S P A Z I A R E e Inhori | Orosei

Un lotto stretto e allungato, con un giardino che risale per terrazzamenti, orienta il progetto di Giacomo Mulas - S P A Z I A R E - e Inhori. Completata nel 2026, la struttura ricettiva concentra gli ambienti in un volume compatto e sviluppa all'aperto una sequenza di spazi per la sosta, piscine e aree verdi, collegati da scale e percorsi laterali.

Le facciate bianche sono incise da aperture di dimensioni diverse, alcune con profonde strombature che accentuano lo spessore dell'involucro. Le finestre rivolte verso il giardino inquadrano i dislivelli, le chiome degli ulivi e i muri in pietra dei terrazzamenti, portando il disegno degli esterni anche nella percezione delle camere.

Committente: Café & Bistrot S.r.l.
Impresa: Cooperativa Sarda Edificazioni
Dalla motivazione della giuria: «La menzione a Marea BH riconosce la capacità di trasformare i vincoli morfologici e normativi del lotto in risorse per il progetto».

©Studio Vetroblu

Categoria interventi di riqualificazione e rigenerazione del patrimonio edilizio esistente

Progetti premiati

Casa delle Tradizioni

Martino Picchedda | Simala

Una piazza espositiva dentro i resti di una casa ottocentesca: nel centro storico di Simala, Martino Picchedda trasforma un'ex residenza legata alle attività agricole in 500 mq di spazio pubblico, destinati a incontri, esposizioni e iniziative sulle produzioni locali.

Le murature superstiti definiscono il nuovo impianto. Ripulite dalla vegetazione, consolidate e trattate con intonaci a base di calce, conservano la suddivisione degli ambienti e delimitano gli spazi ora aperti. La corte, un tempo al servizio della casa e del lavoro agricolo, diventa il luogo centrale delle attività collettive.

Anche il suolo conserva elementi della costruzione precedente. I frammenti della pavimentazione in tellas di pietra vengono recuperati e reintegrati, mentre nella corte torna la tecnica tradizionale dell'impedrau. Negli ex ambienti residenziali, il basalto posato a fughe larghe su un letto drenante rende permeabili le superfici e convoglia l'acqua verso una rete di tubi sottostante.

Committente: Comune di Simala
Imprese: Impresa Nurra S.r.l.; Pisano Bruno Costruzioni S.r.l.
Dalla motivazione della giuria: «Il progetto conserva le tracce dell'edificio e le rende leggibili, affidando loro il compito di raccontare la storia del luogo e di accogliere una piazza espositiva».

©Cédric Dasesson

Riqualificazione di piazza San Pietro e aree limitrofe

Sebastiano Gaias | Nuxis

La riqualificazione comincia dalle quote del terreno: raccordando i dislivelli e ridisegnando la scalinata della chiesa, Sebastiano Gaias ricompone una piazza frammentata e ristabilisce i collegamenti con il giardino parrocchiale, le residenze e le strade circostanti. Le scelte progettuali nascono da un confronto con amministrazione comunale, parroco e abitanti.

Il granito, lavorato in lastre e masselli, distingue la piazza dagli altri ambiti del centro storico. Le tessiture delle pavimentazioni raccordano le diverse giaciture, mentre panche monolitiche in basalto scandiscono gli spazi di sosta. Nell'area di Sa Guardiedda, le sedute sono invece rivestite in granito.

La sistemazione degli spazi aperti comprende anche l'area del nuovo monumento ai caduti e interventi lungo via Garibaldi. Sotto le pavimentazioni vengono rinnovate le reti tecnologiche e adeguata la fognatura; un nuovo impianto di illuminazione pubblica completa l'intervento.

Committente: Comune di Nuxis
Impresa: IN.CO. S.r.l. Unipersonale
Dalla motivazione della giuria: «Ne risulta un intervento coerente, nel quale le scelte funzionali e il carattere del luogo concorrono a rafforzare la qualità dello spazio collettivo».

©Studio Vetroblu

Casa ON

C+C04STUDIO con Pierluigi Locci | Cagliari

Il progetto di Mario Cubeddu e Alessandra Cirina, con Pierluigi Locci per le strutture, riunisce due appartamenti sovrapposti in una casa a schiera su un lotto stretto e lungo nel tessuto consolidato di Cagliari.

La distribuzione viene riorganizzata intorno a un setto in cemento armato, realizzato con casseforme lisce modulari, che sostiene scala e ballatoio e definisce il rapporto con una piccola corte ricavata dal pozzo luce esistente. Una scala in lamiera piegata e forata collega il piano terra ai livelli superiori.

Soggiorno e cucina si sviluppano in continuità al piano terra; al piano superiore, il ballatoio separa la camera principale dalle due stanze destinate al B&B. Un giardino sul fronte d'ingresso e una piscina nello spazio esterno posteriore completano l'intervento, concluso nel 2026.

Committente: privato
Imprese: Pisano Bruno Costruzioni S.r.l.; 3A Costruzioni S.r.l.
Dalla motivazione della giuria: «Un solo elemento strutturale dà così chiarezza alla distribuzione e una nuova qualità spaziale all'abitazione».

©Barbara Pau

Progetti menzionati

Palazzo Tirso

Francesco Deplano, Studio Marco Piva e gruppo di progettazione | Cagliari

Dietro l'involucro neorinascimentale di Palazzo Tirso, uno dei primi telai in cemento armato realizzati a Cagliari per un edificio civile offre la flessibilità necessaria alla trasformazione in hotel a cinque stelle con 85 camere e suite.

Il recupero si sviluppa dal consolidamento della struttura al restauro dei prospetti, fino alla riconfigurazione degli interni. Francesco Deplano cura il restauro, Marco Abis le strutture, Mauro Ledda e Antonio Cabras gli impianti. Lo Studio Marco Piva progetta gli ambienti e disegna arredi e illuminazione su misura, con colori, geometrie e materiali ricavati da una ricerca sul patrimonio architettonico e culturale cittadino.

La nuova organizzazione distribuisce reception, bar, ristorante e spazi per il lavoro e gli incontri al piano terra, riservando il livello interrato all'area benessere. L'intervento raggiunge anche la copertura: strutture leggere e reversibili definiscono terrazze panoramiche e una serra vetrata per il ristorante, aggiungendo nuovi spazi affacciati sul centro storico e sul golfo.

Committente: Antonio Puddu Costruzioni S.r.l.
Impresa: A.P.I.C.E.
Dalla motivazione della giuria: «Il recupero combina così attenzione conservativa e capacità di interpretare con una sensibilità contemporanea le possibilità offerte dall'edificio».

©Andrea Martiradonna

Casa Cruda

Officinevida | Serramanna

Oltre 20 tonnellate di terra recuperata dall'edificio tornano sulle sue pareti, impastate con paglia e acqua. A Serramanna, Officinevida recupera una casa del 1937 attraverso il riutilizzo della materia esistente e delle tecniche costruttive locali. La rimozione dei rivestimenti cementizi riporta a vista i mattoni in terra cruda, mentre le aperture originarie vengono ripristinate.

Le travi in castagno di recupero sostengono la nuova copertura. Un soppalco e una scala in lamiera piegata riorganizzano gli interni, affiancati da arredi su misura realizzati da falegnami locali. Le lavorazioni nella corte riportano inoltre alla luce un pozzo e una cisterna interrata da 30 metri cubi.

La casa ospita anche una collezione d'arte contemporanea e residenze per giovani creativi. In occasione di festival, rassegne e incontri, il portone su via Roma si apre e la corte privata diventa uno spazio per le attività della comunità.

Committenti: Manuela Serra e Daniele Spiga
Impresa: Società edile artigiana F.lli Lai di Lai
Dalla motivazione della giuria: «L'apertura alla comunità amplia il significato dell'intervento: l'edificio diventa anche uno spazio per l'incontro, la produzione culturale e la condivisione».

©Studio Vetroblu

Casa a due corti

FPA - Fabrizio Pusceddu Architetto | Pirri, Cagliari

Una corte d'ingresso verso la strada e un giardino rialzato sul retro definiscono i due estremi dell'abitazione. Tra questi spazi, Fabrizio Pusceddu recupera un magazzino vinicolo della metà dell'Ottocento, liberandolo dalle suddivisioni e dalle superfetazioni che avevano frammentato il complesso campidanese.

Il volume conserva la navata unica con copertura a doppia falda. A organizzare gli interni sono gli arredi fissi in multistrato di betulla, che accolgono le funzioni e prolungano lo spessore percepito delle murature in pietra. Gli infissi a filo interno accentuano la profondità delle aperture; nella stanza dei bambini, un soppalco sopra il bagno ricava uno spazio per il gioco, affacciato sulla zona giorno.

La corte anteriore distribuisce anche l'accesso alla dependance per gli ospiti, mentre il giardino posteriore si collega agli ambienti più privati. 

Committente: Famiglia Pusceddu-Melis
Impresa: RCC Costruzioni di Alfredo Murtas
Dalla motivazione della giuria: «L'attenzione al comfort e ai consumi completa un intervento di notevole coerenza, nel quale qualità costruttiva e delicatezza compositiva si sostengono reciprocamente».

©Studio Vetroblu

Premio Speciale Federbeton

Sala dei Giganti di Mont'e Prama

Walter Dejana, Renata Fiamma, Simone Lumbau | Cabras

Il calcestruzzo delle facciate prende forma da calchi di sabbia: la tecnica del sand-casting, ripresa dalla sperimentazione di Costantino Nivola, imprime bassorilievi sulle superfici esterne della Sala dei Giganti. È questo impiego espressivo del materiale a ottenere il Premio Speciale Federbeton.

Il volume monolitico, sollevato rispetto al terreno, accoglie le sculture di Mont'e Prama in uno spazio espositivo ipogeo, in cui l'illuminazione artificiale concentra i fasci luminosi sui reperti, lasciando in penombra l'ambiente circostante e rendendo più evidenti forme e dettagli delle statue.

La sala è parte di Tra il Silenzio e la Luce, il progetto per il complesso museale di Cabras nato dal concorso internazionale vinto nel 2011. Un percorso lineare collega i nuovi edifici al parco e si orienta verso il Sinis e Mont'e Prama, distribuendo spazi espositivi, uffici e sale per mostre temporanee.

Committente: Comune di Cabras
Imprese: Angius Costruzioni S.r.l.; Styl-comp S.p.A., prefabbricazione in cemento armato
Dalla motivazione della giuria: «La Sala dei Giganti si distingue per l'innovazione nell'utilizzo del calcestruzzo ai fini estetici. Le superfici esterne sono, infatti, realizzate attraverso la tecnica del sand-cast, con bassorilievi ottenuti mediante calchi di sabbia».

©Filippo Romano | Dejana Fiamma

Premio alla Carriera

Il Premio alla Carriera va ad Antonello Cuccu, per quasi cinquant'anni di attività tra architettura, museografia, design, arte ed editoria, dedicati alla conoscenza della cultura materiale e artistica della Sardegna e al confronto con quella italiana e internazionale.

Nato a Bosa nel 1958 e laureato in Architettura a Roma, dove ha vissuto fino al 1997, Cuccu cura dal 1993 il settore espositivo della casa editrice Ilisso di Nuoro. Attraverso gli allestimenti ha contribuito alla conoscenza di autori come Maria Lai, Costantino Nivola, Francesco Ciusa, Eugenio Tavolara e Giuseppe Biasi, estendendo il proprio lavoro anche fuori dall'Isola: nel 2021 ha progettato l'allestimento dell'antologica su Mario Sironi al Museo del Novecento di Milano.

Al rapporto con le opere si affianca quello con le arti applicate e i saperi delle botteghe, che Cuccu ha portato nella pratica contemporanea attraverso il confronto tra progettazione e artigianato. Un'attenzione richiamata anche dalla motivazione del premio, che riconosce nella tradizione materiale una componente della cultura del progetto.

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