Hadid senza copertura

Si prospetta una nuova revisione del progetto di Zaha Hadid per l’Olympic Aquatics Centre, su richiesta del committente, la Olympic Delivery Authority, che gestisce la creazione delle attrezzature e delle infrastrutture per i giochi di Londra 2012.

Secondo building.co.uk, la pressione sui consulenti tecnici per operare le modifiche, legate alla necessità di contenere i costi, proverrebbe dai costruttori – Balfour Beatty, Hochtief ed Eiffel – candidati ad ottenere l’appalto per la realizzazione del Centro Acquatico: i tre sarebbero interessati a ridurre il più possibile la previsione di spesa, prima di sottoporre le rispettive offerte finali.

L’impianto per gli sport acquatici, che comprenderà due piscine da competizione lunghe 50 m, una piscina per immersioni e – tra l’altro – una palestra per il benessere psicofisico degli atleti (sportengland.com), aveva già subito un ridimensionamento alla fine del 2006, con il passaggio da 3250 a 1300 mq della superficie per la copertura.

Sempre l’anno scorso, del resto, l’ “onda” disegnata da Hadid era stata additata anche come possibile causa di dispendio energetico nell’ambito di una verifica di sostenibilità ambientale, conclusasi con un giudizio molto severo sul progetto per l’Aquatics Centre: complessivamente, non era stata riscontrata alcuna attenzione alle problematiche della sostenibilità e, in particolare, si era evidenziato che, essendo opaca, la parte superiore della struttura avrebbe richiesto l’impiego di notevoli quantità di energia per alimentare l’illuminazione artificiale.   

Centro Acquatico per le Olimpiadi di Londra 2012 (animazione 3d da youtube.com)

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