Dissesto del territorio: danni per 1 mld all'anno ma il ddl Stabilità trova solo 30 mln

I danni a partire dagli anni Cinquanta risultano superiori a 52 miliardi di euro

Il disegno di legge di Stabilità stanzia 180 milioni in 3 anni, di cui 30 nel 2014, per potenziare gli interventi straordinari in difesa del suolo. Una cifra ben inferiore a quanto aveva stimato come necessaria il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando. La richiesta dell'Ambiente, inviata al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, in vista del varo della manovra, era di incrementare di 500 milioni la dotazione dei piani straordinari di intervento nei prossimi 3 anni. «Una cifra assai modesta rispetto ai 40 miliardi che servirebbero per mettere in sicurezza l'intero Paese» aveva precisato il ministro.

Anche questa volta, però, la coperta è troppo corta. Il disegno di legge provvede a sbloccare, infatti, 1,4 miliardi di euro per progetti immediatamente cantierabili per far fronte alla somma urgenza. Si tratta di risorse già esistenti, giacenti sulle contabilità speciali intestate ai Commissari (oltre 600 milioni), cui si aggiungono quelle previste dalle delibere del CIPE del 2012 (ulteriori 804 milioni). Di nuovi stanziamenti vi sono solo i 180 milioni programmati da qui al 2016 (30 milioni per il 2014, 50 per il 2015 e 100 per il 2016) destinati al tamponamento dell'emergenza.

Risorse insufficienti e niente prevenzione

«Risorse assolutamente insufficienti» denunciano l'Inu, il WWF, Legambiente ed altri enti firmatari di un comunicato stampa comune, sottoscritto anche dal Consiglio nazionale degli Architetti. Il comunicato mette in luce un'altra evidenza: le somme stanziate «non consentono di mettere in campo un'azione integrata di difesa del suolo e di mitigazione del rischio idrogeologica quanto mai necessaria». Nessun fondo, poi, è destinato alla prevenzione.

Eppure «la manutenzione del territorio e la difesa idrogeologica sono una priorità per il Paese» dichiaravano all'unanimità solo pochi mesi fa i Parlamentari in una mozione bipartisan approvata con il parere favorevole del Governo. La mozione impegnava l'Esecutivo a prevedere nella legge di stabilità almeno 500 milioni all'anno (contro i 30 stanziati nel 2014), riconoscendo la difesa del suolo come «vera e propria grande opera infrastrutturale, in grado non solo di mettere in sicurezza il fragile territorio italiano, ma anche di attivare migliaia di cantieri distribuiti sul territorio, con ricadute importanti dal punto di vista economico e occupazionale».

I numeri inascoltati

La richiesta era ampiamente suffragata da numeri. Le cifre, inascoltate, raccontano quanto sia a rischio la sicurezza e la vita delle persone. Secondo i dati il 10% della superficie del territorio nazionale è a rischio frana e/o alluvione. Le aree ad elevata criticità idrogeologica riguardano l'89% dei Comuni (6.631) e in esse vivono 5,8 milioni di persone (il 9,6% della popolazione nazionale). Inoltre, secondo un censimento effettuato dal progetto IFFI (Inventario dei fenomeni franosi in Italia), realizzato dall'Ispra e dalle regioni e province autonome, il 68% delle frane europee si verifica in Italia.

Il problema appare in tutta la sua gravità se si contano le vittime: dall'inizio del secolo scorso, gli eventi di dissesto idrogeologico gravi in Italia sono stati oltre 4.000 e hanno provocato circa 12.600 morti, mentre il numero dei dispersi, dei feriti e degli sfollati supera i 700 mila.

Infine, la mancata e lungimirante programmazione di interventi ha un costo. L'Italia non riesce a reperire sufficienti risorse per le emergenze e per iniziare un piano di prevenzione, ma l'inattività è pagata a caro prezzo. Secondo quanto stimato dal ministero dell'Ambiente e dall'Ispra, il conto dei danni provocati dagli eventi franosi ed alluvionali dal 1951 al 2009, risulta superiore a 52 miliardi di euro. Si tratta di circa 1 miliardo di euro all'anno e, complessivamente, più di quanto servirebbe per realizzare l'insieme delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico sull'intero territorio nazionale, individuate nei piani stralcio per l'assetto idrogeologico e quantificate in 40 miliardi di euro.

di Mariagrazia Barletta architetto

 

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