Beni Culturali, riorganizzato il Ministero

ammodernamento della struttura centrale e semplificazione di quella periferica: le linee guida del cambiamento.

Il ministro Dario Franceschini ha presentato questa mattina il nuovo modello organizzativo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Ammodernamento della struttura centrale e semplificazione di quella periferica sono le linee guida del cambiamento. Un'apposita direzione generale si occuperà di  "Arte e architettura contemporanee e periferie urbane", avrà il compito di promuovere il contemporaneo partecipando direttamente all'ideazione di opere pubbliche, anche fornendo indicazioni per la loro progettazione. E tra i compiti della struttura anche la riqualificazione ed il recupero delle periferie urbane.  Nel rispetto della distribuzione territoriale, sono inoltre accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici con quelle per i beni architettonici.

Tra le strategie messe in atto: il rilancio delle politiche di innovazione e formazione; la valorizzazione delle arti contemporanee; la revisione delle linee di comando tra centro e periferia ed il taglio delle figure dirigenziali (37 dirigenti in meno).

Diverse le carenze riscontrate che si vogliono correggere con la nuova organizzazione: la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo; la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia; il congestionamento dell'amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni; la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limitano grandemente le potenzialità; il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione.

La spending review passa per il Ministero. La riorganizzazione del MIBACT nasce dalle politiche di riduzione della spesa attuate da ultimo con il decreto legge n. 66 del 2014. In base ai tagli operati nel 2012-2013, infatti, ogni Ministero era tenuto a dotarsi di un nuovo regolamento di organizzazione che recepisse le riduzioni di pianta organica.

Una nuova organizzazione periferica

Allo scopo di risolvere l'"ingorgo" burocratico venutosi a creare negli anni a causa della moltiplicazione delle linee di comando e dei frequenti conflitti tra Direzioni regionali e Soprintendenze, l'amministrazione periferica è stata ripensata, mantenendo, secondo quanto previsto dalla ipotesi di riforma dell'amministrazione centrale, il livello regionale quale ambito ottimale di riferimento.

Le Direzioni regionali sono trasformate in Segretariati regionali del MIBACT, con il compito di coordinare tutti gli uffici periferici del Ministero operanti nella Regione. Viene così pienamente riconosciuto il ruolo amministrativo di tali uffici, tutti dirigenziali di II fascia, senza però sovrapporsi alle competenze tecnico-scientifiche delle Soprintendenze.

La linea di comando tra amministrazione centrale e Soprintendenze è ridefinita: le Soprintendenze archeologiche sono articolazioni periferiche della relativa Direzione centrale. Nel rispetto della distribuzione territoriale, sono accorpate le Soprintendenze per i beni storico-artistici con quelle per i beni architettonici.

Infine il comitato di coordinamento regionale, presieduto dal segretario regionale e composto dai soprintendenti, diviene il luogo in cui sono assunte le decisioni un tempo adottate dalla direzione regionale, come la dichiarazione e la verifica di interesse culturale.

Integrazione tra cultura e turismo

Le Direzioni regionali diventano uffici di coordinamento amministrativo dotati di specifiche competenze in materia di turismo. Viene inoltre rafforzata la loro interazione con Regioni ed enti locali. Quanto alle Direzioni generali centrali competenti per i beni culturali, queste sono arricchite di funzioni rilevanti anche per il turismo, come ad esempio la realizzazioni di itinerari e percorsi culturali e paesaggistici di valenza turistica.

La nuova struttura centrale

Le riforme operate negli anni hanno progressivamente accorpato le Direzioni generali del Ministero, portando però a sacrifici eccessivi nei confronti sia del buon andamento dell'amministrazione, sia di settori di grande importanza per il Paese. La struttura centrale è stata quindi ripensata per rafforzare i poteri di indirizzo, di impulso e di coordinamento del Segretariato generale, affidando a tale ufficio i compiti di natura trasversale e rilevanti per l'intero Ministero, come ad esempio il coordinamento della programmazione dei fondi comunitari diretti e indiretti e l'attuazione e il monitoraggio delle norme sulle agevolazioni fiscali (il c.d. ArtBonus).

La riorganizzazione serve anche a costituire due Direzioni trasversali di supporto, una per l'organizzazione e il personale e una per il bilancio, così da rendere più efficiente la gestione e il funzionamento del Ministero.

Per approfondirewww.beniculturali.it

 

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