Artigianato ingegnerizzato e 230 mc di legno per l'auditorium a Baku di Zaha Hadid

Un flusso spaziale senza soluzione di continuità coperto di legno di quercia, per un totale di 230 metri cubi di rivestimento. Appare così l'auditorium dell'Heydar Aliyev Center di Baku, in Arzebaigian, firmato dall'architetto anglo-irachena Zaha Hadid. La vorticosa geometria delle strutture è stata una delle sfide più complesse del progetto, lo racconta l'impresa responsabile della costruzione dell'auditorium, la İkoor di Ankara.

 Foto © Hufton+Crow

Pieghe, inflessioni caratterizzano le superfici. Dunque una geometria molto complessa da realizzare in legno. All'inizio, alla İkoor non erano sicuri di come procedere, e hanno valutato le alternative di una scocca in legno massello, dello spessore di 45 mm, per prestazioni acustiche ottimali, e di uno scheletro rivestito in legno. Hanno anche preso in considerazione il polistirolo espanso sagomato con macchine a controllo numerico, rinforzato con fibra di vetro e impiallacciato in legno. Preoccupati per la precisione del risultato, non garantita dalla possibile espansione e contrazione delle venature del legno, hanno respinto queste opzioni a favore di una quarta che hanno chiamato "falegnameria artigianale ingegnerizzata", che consisteva nel lavorare con il software Rhino per costruire con precisione uno scheletro composto da elementi MDF orizzontali e verticali.

Questi elementi sono stati realizzati con macchine a controllo numerico, in modo da poter essere assemblati per ottenere una forma che è un risultato preciso della superficie finita del modello di Zaha Hadid Architects. Successivamente questa superficie è stata coperta con quattro strati di elementi in quercia bianca americana dimensionati con precisione nella sezione di 10 mm x 10 mm, successivamente incollati, inchiodati, lavorati e regolati fino a corrispondere precisamente alla geometria modellata dagli architetti, infine controllati con modelli generati in modo digitale.

© IKOOR

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Tale era l'ampiezza del progetto che nell'auditorium sono stati utilizzati 230 metri cubi di quercia bianca americana. La quercia bianca americana - dice Melih Gün, co-fondatore e proprietario di İkoor - è stata scelta soprattutto perché «avrebbe reso bene in un ambiente in cui i livelli di temperatura e di umidità sarebbero stati variabili, è omogenea nella struttura, è di colore giusto rispetto al risultato finale desiderato, ha buone proprietà di lavorazione e, cosa più importante per questo progetto, ha una buona prestazione acustica».

L'acustica

L'azienda ha lavorato insieme al dott. Mehmet Çalışkan di Mezzo Stüdyo Acoustic Consulting, anche lui di Ankara. Per ragioni acustiche, le superfici interne sono state costruite come un guscio all'interno di una scatola. Una volta che questa scatola è stata costruita, la calotta interna è stata attaccata ad un telaio in acciaio con una connessione flessibile gomma-acciaio alle facce interne della struttura stessa. Un guscio intermediario di isolante acustico e cavi di sospensione in filo d'acciaio multistrato migliorano ulteriormente l'isolamento acustico.

Foto © Helene Binet

Foto: © Hufton+Crow

Anche se questo non è stato un intervento di routine per il team di progetto, la sua più grande sfida è stata l'acustica del tetto dell'auditorium. Questa sfida era in parte insita nel brief del progetto, che richiedeva che l'auditorium potesse essere usato sia come spazio per conferenze, che ha bisogno di un basso riverbero affinché la voce possa essere sentita chiaramente, sia come auditorium per la musica, che trae vantaggio da una riflessione maggiore e da un'acustica più ricca.

La proposta di utilizzare l'auditorium per l'opera e il balletto così come i concerti era un'ulteriore complicazione, perché ognuno di essi richiede una diversa configurazione della copertura di orchestra e buca. La geometria prescrittiva di Zaha Hadid Architects, la scelta di finiture superficiali riflettenti e il desiderio di non mettere in opera miglioramenti acustici che avrebbero trasformato l'aspetto della sala in base al suo utilizzo, hanno complicato ulteriormente la questione. Non si è trattato solo di un esercizio di ricerca di forma acustica.

Mezzo Stüdyo, non estraneo alle visioni degli architetti sugli auditorium o alle richieste contraddittorie dei clienti, non si è scoraggiato e, come gli altri membri del team di progetto, ha accettato le richieste dettagliate di Zaha Hadid Architects come un dato di fatto. Mezzo Stüdyo sapeva anche di poter contare su un deus ex machina: l'acustica di volumi di spazio accoppiati. Si tratta di due o più spazi collegati da una superficie comune acusticamente trasparente, nota come apertura di collegamento. Il concetto si basa sui requisiti di tempo diversi per il decadimento del suono nei diversi spazi. Ciò comporta che l'eccesso di energia in uno spazio durante il processo di decadimento venga trasferito all'altro spazio. Questo può produrre un decadimento del suono adatto alle qualità acustiche desiderate all'interno di uno spazio.

Nel caso del Heydar Aliyev Center, un ribassamento inutilizzato del soffitto adiacente all'apertura del proscenio dava l'opportunità di costruire uno spazio chiuso con superfici riflettenti che agisse come volume di accoppiamento. La sua configurazione è stata ottimizzata attraverso simulazioni acustiche utilizzando il software Odeon. La risultante configurazione di aperture multiple permette una migliore diffusione e flusso dell'energia in eccesso.

L'Heydar Aliyev Center di Baku

Il Centro, progettato per diventare l'edificio di riferimento dei programmi culturali della nazione, è frutto di un concorso vinto nel 2007 da Zaha Hadid Architects. È un simbolo nazionale per l'Azerbaigian, un catalizzatore per la rigenerazione e, in senso lato, un fiore all'occhiello per la regione. La realizzazione dell'audace progetto di Zaha Hadid Architects ha richiesto la collaborazione di esperti provenienti dalla Turchia, dagli Emirati Arabi Uniti e da altri paesi più lontani.

Foto: © Hufton+Crow

Foto: © Hufton+Crow

Il Centro Heydar Aliyev è stato nominato Progetto dell'anno 2014 dal Design Museum di Londra - la prima volta per un progetto architettonico.

Crediti 

Progetto: Heydar Aliyev
Committente: La Repubblica dell'Azerbaigian

Località: Baku, Azerbaigian
Tipo: Centro culturale multiuso

Architetto: Zaha Hadid Architects
Design: Zaha Hadid e Patrik Schumacher con Saffet Kaya Bekiroglu
Progetto architettonico: Saffet Kaya Bekiroglu
Main contractor: DiA Holding
Consulente acustico: Mezzo Stüdyo
Rivestimento in legno dell'auditorium: İkoor

Superficie del sito: 111.292 m2
Capacità dell'auditorium: 1.000 posti

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