Ricostruzione post-terremoto: al via la microzonazione sismica nei 140 Comuni del cratere

È stata pubblicata l'ordinanza del commissario straordinario, Vasco Errani, che dà il via agli studi di microzonazione sismica. L'avvio degli studi è un passo importante per le fasi di pianificazione e programmazione della ricostruzione.

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È stata pubblicata l'ordinanza del commissario straordinario, Vasco Errani, che dà il via agli studi di microzonazione sismica nei 140 Comuni del cratere. Si tratta di un passo importante per le fasi di pianificazione. Infatti, una volta chiuso il procedimento di microzonazione - che porta alla conoscenza approfondita delle caratteristiche del suolo - la Regione adotta gli studi e li utilizza per le attività di pianificazione e di progettazione; mentre il Comune interessato ne recepisce gli esiti nei propri strumenti di programmazione e di pianificazione. 

Gli studi sono finanziati dallo Stato con 3,8 milioni di euro. Saranno i Comuni a selezionare i tecnici da coinvolgere. Come previsto dal terzo decreto terremoto (Dl 8 del 2017), i Comuni possono ricorrere all'affidamento diretto (per importi inferiori a 40mila euro) per incaricare esperti di prevenzione sismica con esperienza professionale nell'elaborazione di studi di microzonazione, purché iscritti nell'elenco speciale dei tecnici abilitati ad operare per la ricostruzione.

COS'È LA MICROZONAZIONE SISMICA
I Comuni del cosiddetto "cratere" dovranno avere un piano di microzonazione sismica, eseguito seguendo gli indirizzi già definiti nel dettaglio nel 2008 dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, confluiti in una specifica pubblicazione (disponibile sul sito www.protezionecivile.gov.it).
Si tratta di valutare la pericolosità sismica locale andando a individuare zone a comportamento sismico omogeneo. Uno stesso terremoto può causare danni differenti su edifici simili per caratteristiche e ricadenti anche in uno stesso Comune. Lo stesso terremoto può provocare infatti scuotimenti diversi in luoghi distanti anche poche centinaia di metri l'uno dall'altro e il motivo è dato dalle diverse caratteristiche litostratigrafiche e morfologiche dei terreni.
Così, la microzonazione sismica valuta la pericolosità sismica locale e confluisce in una carta che riporta zone ad uguale comportamento, andando a specificare se si tratta di aree instabili, stabili o di aree che per caratteristiche morfologiche o di composizione del terreno provocano effetti di amplificazione dello scuotimento in caso di sisma. Insomma, informazioni fondamentali per la ricostruzione. Il livello di approfondimento dello studio di microzonazione che si richiede alla maggioranza dei Comuni del cratere di applicare è il terzo, ossia quello massimo previsto. Significa, in pratica, che le carte non si limiteranno al riconoscimento di zone omogenee, ma approfondiranno le tematiche che necessitano di particolare attenzione in relazione al rischio sismico.

Monitoraggio del lavoro e verifiche di conformità

I Comuni sono supportati dalle strutture tecniche delle Regioni di competenza (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) e dal Centro per la microzonazione sismica del Consiglio nazionale delle ricerche. Per monitorare l'avanzamento degli studi viene istituito un apposito gruppo di lavoro. A comporlo sono un rappresentante della Struttura commissariale con funzioni di coordinatore; un rappresentante del Dipartimento di Protezione civile; 4 rappresentanti delle Regioni; 3 rappresentanti del Centro per la microzonazione sismica. Tra i compiti del gruppo, c'è anche la verifica di conformità finale.

Incarichi a ingegneri e geologi 

L'ordinanza aggiunge, inoltre, altri paletti per la scelta dei professionisti che si occuperanno della microzonazione. Gli incarichi devono essere affidati a professionisti o con laurea magistrale in scienze geologiche con iscrizione alla sezione A dell'Ordine professionale dei geologi, oppure a professionisti con laurea magistrale in ingegneria, iscritti alla sezione A dell'Albo professionale. I tecnici devono, tra l'altro, avere esperienza di rilevamento geologico, in analisi numeriche di risposta sismica locale, nell'utilizzo di strumentazione geofisica e nelle elaborazioni dei dati acquisiti. Bisogna saper utilizzare i sistemi informativi geografici, e in particolare saper lavorare in ambiente Gis.

Gli incarichi possono andare a anche ad associazioni di professionisti, raggruppamenti temporanei di imprese, società di ingegneria o geologia, a studi associati, ma al loro interno devono esserci  ingegneri e geologi, iscritti al rispettivo Ordine, in possesso di laurea magistrale e di competenze ed esperienze specifiche, le spesse richieste al professionista singolo.

Ogni esperto, ogni studio associato, raggruppamento, società, associazione di professionisti può ricevere incarichi per redigere fino a 5 studi di microzonazione.

Ordinanza del commissario straordinario per la ricostruzione, numero 4 del 12 maggio

 

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