Obbligo Bim negli appalti: dal 1° gennaio 2020 soglia a 50 milioni di euro

Va avanti la progressiva introduzione della modellazione informativa, ossia del Building information modeling (Bim), negli appalti pubblici. Nel 2019 il ricorso al Bim è diventato obbligatorio per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro. Dal 1° gennaio 2020 tale soglia è dimezzata e l'obbligo di indire gare "Bim oriented" scatta a partire dai 50 milioni di euro.

Va ricordato che le modalità e tempi per la progressiva introduzione del Bim negli appalti pubblici per opere edilizie e infrastrutture sono stati delineati dal decreto del ministero delle  Infrastrutture numero 560 del 1° dicembre 2017, che ha dato attuazione all'articolo 23 del Codice dei Contratti. Per effetto del Dm le soglie si abbasseranno di anno in anno.

La soglia che funzionerà da spartiacque tra le gare Bim e quello che non rientrano nell'obbligo scenderà a 15 milioni di euro nel 2021 per poi eguagliare le soglie comunitarie nel 2022. Si arriverà, poi, al 2025 con l'estensione dell'obbligo alle opere di importo a base di gara pari o superiore al milione di euro.

Decreto Mit n. 560 del 1° dicembre 2017

Al di là dell'obbligo, alcune amministrazioni, in primis l'Agenzia del Demanio, hanno già fatto ampio ricorso al Bim, anche prima del 1° gennaio 2019. E il Demanio non è l'unico ad aver compreso i vantaggi di una metodologia che coinvolge i processi di progettazione, realizzazione, gestione e fruizione dell'edificio.

Vale la pena ricordare quanto è emerso dal rapporto Oice del 2019: nel 2018, rispetto all'anno precedente, è triplicato il numero di gare di progettazione in Italia che richiedevano l'utilizzo del Bim. Una crescita ancora più marcata se si considera l'ammontare totale dei bandi. L'importo delle gare di progettazione "Bim oriented" è infatti salito nel 2018 a 246 milioni di euro, contro i 36 milioni del 2017, con un'impennata nell'ultimo trimestre che ha fatto registrare 80 bandi per un controvalore di 163 milioni di euro.

di Mariagrazia Barletta

 

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