Regime forfettario: dal 2020 bonus per l'acquisto di arredi e Pc anche per i professionisti con flat tax

Si applica anche ai professionisti in regime forfettario il nuovo credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi, come arredi e Pc. Si tratta dello sgravio fiscale che nasce dalla riscrittura - da parte della legge di Bilancio 2020 - della disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano nazionale Impresa 4.0. Una ridefinizione degli incentivi che ha comportato anche la cancellazione, a partire dal 2020, del cosiddetto super-ammortamento, dalle cui ceneri è nato, dunque, il nuovo credito di imposta.

Del super-ammortamento non potevano beneficiare i forfettari, ossia i contribuenti che, non superando i 65mila euro annui di ricavi o compensi, applicano il regime agevolato con aliquota unica al 15 per cento, sostitutiva dell'imposta sul reddito, delle addizionali regionali e comunali e dell'imposta regionale sulle attività produttive. Al contrario il nuovo credito di imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi sembra non escludere i contribuenti, inclusi i professionisti, in regime forfettario.

Si veda anche:
• Regime forfettario 2020: ecco la circolare dell'Agenzia dell'Entrate con i chiarimenti
• Regime forfettario 2020: è caos sulle cause di esclusione introdotte dalla legge di Bilancio

I beni ammessi al credito

Con il nuovo sgravio sono dunque agevolabili - anche per i professionisti forfettari - gli investimenti, effettuati nel corso del 2020, in beni materiali nuovi strumentali all'esercizio della professione, come gli arredi per l'ufficio, le stampanti, i plotter, i computer. Sono esclusi: auto e moto e altri mezzi di trasporto, anche se utilizzati per l'esercizio della professione, i software e i beni strumentali usati. Il credito d'imposta è riconosciuto nella misura del 6 per cento fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il credito spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione  in cinque quote annuali di pari importo a decorrere dall'anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni.

La documentazione da conservare

I soggetti che si avvalgono del credito d'imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l'effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati devono contenere l'espresso riferimento alle disposizioni della legge di Bilancio che istituiscono il credito (articolo 1 commi, da 184 a 194).

Le altre novità nella Manovra 2020

Vale la pena ricordare che la legge di Bilancio 2020 ha reintrodotto alcune cause di esclusione dal regime forfettario. Dal quale escono i contribuenti che hanno sostenuto spese, per un ammontare complessivo pari o superiore a 20mila euro, per lavoro accessorio, per lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l'esecuzione di specifici progetti. La manovra 2020 ha inoltre reintrodotto l'esclusione dal regime dei soggetti che percepiscono redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente eccedenti l'importo di 30mila euro. 

Per approfondire:
• Regime forfettario 2020: ecco come cambia con la legge di Bilancio

di Mariagrazia Barletta

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