Sobrietà e armonia nella «chiesa-tenda» a Terrasini (Pa) firmata Olivieri Office e AM3 Architetti Associati

L'esito del concorso indetto dalla diocesi di Monreale con la Cei

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Lo studio di Genova Olivieri Office, diretto da Davide Olivieri, si aggiudica con AM3 Architetti Associati, studio palermitano fondato da Marco Alesi, Cristina Calì, Alberto Cusumano e TMS engineering, società guidata da Domenico Mancini, il concorso per il nuovo centro parrocchiale di Terrasini (Palermo), bandito dalla diocesi di Monreale sotto la supervisione dell'Ufficio nazionale dei beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto della Cei.

Semplicità e sobrietà caratterizzano il progetto che cerca di fondere, armonizzandoli, aspetti funzionali, artistici ed estetici. La chiesa cerca il dialogo con il quartiere gettando le sue radici nel territorio e indirizza i suoi volumi candidi verso il cielo a simboleggiare la sacralità e la proiezione verso il divino.

Per la progettazione della nuova chiesa e dei locali di ministero pastorale i progettisti - come vuole la formula da sempre adottata per i concorsi della Conferenza episcopale italiana (Progetti pilota e Percorsi diocesani) - sono stati affiancati da subito da un liturgista e un artista, rispettivamente don Antonio De Grandis e Flavio Senoner.

Unione  tra comunità e chiesa

La nuova chiesa (Maria Santissima del Rosario) risponde all'esigenza di avere un centro di aggregazione sociale e culturale, emersa in seguito ad un processo partecipativo sulla base del quale è stato poi elaborato il documento preliminare alla progettazione.

Da qui la scelta basilare di «isolare il volume della chiesa rispetto agli edifici del contesto, creando percorsi e spazi pubblici che rendano riconoscibile l'ambiente sacro esterno ed interno del complesso parrocchiale, e al tempo stesso determinino il luogo di unione ed accoglienza tra la comunità e la Chiesa», spiegano i progettisti.

Il volume si inserisce nella rigida maglia urbana declinando in modi differenti gli spazi per la comunità. Nascono così due generosi spazi pubblici: la «piazza della Comunità» e quella «dei Ragazzi». La prima, un ampio spazio (200 mq) di riunione e incontro per la comunità, dà forma al sagrato esaltando l'ingresso, coperto, all'aula liturgica. All'esterno, il campanile si fonde con l'aula liturgica e all'interno diventa richiamo del battesimo andando a sovrastare il fonte battesimale.

La nuova piazza dei Ragazzi, che nasce dalla riqualificazione di un'area pubblica esistente, dà accesso al salone parrocchiale e ai locali dedicati alla Caritas. «Lo spazio, ad oggi poco fruibile, diventa accessibile in quota da via Matteotti, mentre su via Dante viene realizzata una gradonata utilizzabile dai fruitori come sito di incontro, spazio di riposo, mentre i bambini giocano sul piazzale, sul quale il salone parrocchiale può affacciarsi ed aprirsi completamente, eliminando le barriere tra interno ed esterno», spiegano ancora gli architetti.

Parole chiave: sobrietà e armonia

Semplicità e sobrietà caratterizzano il progetto che cerca di fondere, armonizzandoli, aspetti funzionali, artistici ed estetici. Un'azione che al contempo ricerca un equilibrio con l'ambiente costruito circostante.

«La chiesa cerca il dialogo con il quartiere, rifuggendo l'immagine di edificio altero e imponente, cercando, attraverso l'adattamento sulle diverse quote e le inclinazioni dei volumi della copertura, simbolo di quella "tenda più grande e perfetta", una relazione con il tessuto urbano e le geometrie domestiche della trama cittadina, che al tempo stesso rendono la chiesa identificabile come luogo di rilevanza sociale e culturale nel quartiere», spiegano ancora allo studio genovese.

La dualità simbolica di forme e materiali è a servizio della composizione architettonica. Il basamento è materico, rivestito in pietra d'Aspra, e dà forza al concetto di appoggio terreno per la nuova chiesa, che getta le radici sul territorio. Al di sopra si elevano i volumi dell'aula e del campanile. Candidi e vibranti sotto la luce naturale, tendono verso il cielo a simboleggiare la sacralità dell'edificio e la proiezione verso il divino.

Lo spazio «avvolgente» dell'aula

«L'aula nel complesso ospita circa 300 posti a sedere e punta a generare uno spazio avvolgente dall'impianto centrico, ma sempre orientato verso l'area presbiterale, centro dell'azione liturgica. All'interno si trova la stessa dualità materica presente all'esterno», affermano i progettisti.

Una fascia basamentale alta 3,30 metri, rivestita in pietra d'Aspra, è pensata per rapportare lo spazio alla scala umana. In corrispondenza del lato est della chiesa questa fascia diventa uno spazio caratterizzato da un cassettonato in legno a maglia regolare, che accoglie alcuni lucernari. Da qui la luce entra e mette l'accento sull'immagine mariana e sulle statue dei Santi Pio e Giuseppe. Al di sopra della parte basamentale poggia un volume più alto, bianco e luminoso, che delimita e accoglie l'assemblea dei fedeli. 

«All'interno dell'aula il rapporto con il trascendente è sottolineato dalla luce, che accompagna il credente nel suo percorso: il soffitto bianco e luminoso, che sembra essere sospeso, trova il suo punto di altezza massima in corrispondenza del presbiterio, dove un grande lucernario diffonde la luce naturale su tutta l'aula liturgica. Ulteriore estrusione del soffitto si ha in corrispondenza del fonte battesimale, che risulta illuminato da una luce zenitale, grazie al volume che ospita il lucernario e all'interno del quale, esternamente, si sviluppa il campanile, che si mostra in facciata popolando l'area del sagrato», concludono i progettisti.

di Mariagrazia Barletta

I CREDITI DEL PROGETTO

PROGETTISTA GENERALE E ARCHITETTONICO - CAPOGRUPPO
Olivieri Office - Arch. Davide Olivieri

PROGETTISTA ARCHITETTONICO - STUDIO LOCALE
AM3 Architetti Associati - (architetti Marco Alesi, Cristina Calì, Alberto Cusumano)

INGEGNERIA
Studio TMS Engineering Srl - Ing. Domenico Mancini

ARTISTA
Flavio Senoner

LITURGISTA
Don Antonio De Grandis

COLLABORATORI
Arch. Elettra Spiccio

IMMAGINI
A+T Studio