In apertura l'ampliamento della Rsa visto dal Lago d'Iseo

Affacciato sul Lago d'Iseo, l'ampliamento della Rsa asseconda il naturale declivio verso l'acqua con l'obiettivo di minimizzare sia l'interruzione degli elementi naturali a monte e a valle che le opere di sbancamento. È il paesaggio, insieme alla volontà di immergere i nuovi volumi nell'ambiente circostante, il punto di partenza del progetto con cui lo studio Laboratorio Permanente di Milano, fondato da Angelica Sylos Labini e Nicola Russi, si aggiudica il concorso, avviato poco più di un anno fa dalla Fondazione Beppina e Filippo Martinoli - Onlus, per l'ampliamento della Casa della Serenità a Lovere (Bg).

Al progetto ha partecipato, insieme a Laboratorio Permanente (capogruppo), una squadra multidisciplinare composta da For Engineering Architecture, esperti in progettazione sostenibile, e lo studio di architettura del paesaggio RSL - Rebediani Scaccabarozzi Landscape.

La nuova piazza

Valorizzare due palazzine del «lascito Ottoboni» collocate nel perimetro della Rsa, realizzando 34 nuovi posti letto, 15 mini-alloggi, un collegamento con la struttura esistente e un parcheggio interrato, era l'obiettivo della competizione coordinata da Luca Molinari che aveva scelto sei studi. Oltra a Laboratorio Permanente hanno gareggiato: act_romegialli di Morbegno (Sondrio), Aspro Studio di Vicenza, De8 Architetti di Bergamo, MoDus Architects di Bressanone (Bolzano), PBEB Paolo Belloni Architetti di Bergamo.

Parola d'ordine: cura

La parola chiave del progetto è «cura» affrontata in tutte le possibili implicazioni: cura del paesaggio, dell'ambiente (interno ed esterno), dell'anziano e del suo fragilissimo equilibrio, e dei suoi cari. Ma anche cura degli spazi cittadini che conquistano una nuova piazza legata al concetto di una Rsa aperta all'esterno e che, insieme a funzioni accessibili a tutta la comunità, accorcia - fino quasi ad annullare, per quanto possibile - quella distanza fisica e percettiva che solitamente esiste tra gli ospiti ed il resto del mondo.

Assonometria dell'ampliamento e della nuova piazza

Un interno con vista sulla "corte aperta"

I progettisti optano per la demolizione degli edifici ex Ottoboni, in quanto la loro conservazione, il collegamento con l'esistente e l'adattamento al programma funzionale avrebbero comportato non giustificati e significativi costi di ristrutturazione, si legge nella relazione di progetto. I nuovi volumi previsti generano una "corte aperta" che garantisce l'affaccio sul lago a tutti gli ospiti, mettendoli anche in contatto visivo tra loro attraverso logge, bow-window e ampie superfici vetrate.

Il paesaggio come elemento terapeutico (e non solo)

Il paesaggio e le piante funzionano da stimolo per la memoria a lungo termine e per le funzioni cognitive e percettive delle persone colpite da demenze senili. Ecco allora che il verde entra a far parte della "cura". E non solo: ad esempio gli orti, pensati per essere condivisi con la comunità di Lovere, diventano un elemento importante per ridurre la citata distanza tra ospiti e comunità. «Lo spazio aperto - spiegano i progettisti - è il vero materiale di partenza del progetto».

Vista di un mini-alloggio

Il verde non ha soluzione di continuità e diventa un elemento terapeutico. «Vengono definite delle aree verdi che esaltano le caratteristiche morfologiche dello spazio: come la terrazza giardino sulla copertura del volume centrale, il sottobosco naturale lungo il pendio scosceso della corte verde, gli orti terapeutici e comunitari esposti a mezzogiorno e le alberature a ombrello della piazza pavimentata che schermano dal sole e rinfrescano la facciata sud senza compromettere la vista del lago».

«La scelta delle diverse tipologie di verde impiegate - spiegano ancora i progettisti - è dovuta a considerazioni di tipo terapeutico, improntate all'utilizzo delle essenze come strumenti di stimolo sensoriale e mnemonico, a considerazioni ambientali mirate alla mitigazione degli agenti climatici e a considerazioni gestionali di manutenzione elaborate in funzione della diversa accessibilità e fruibilità dell'area».

La piazza e il concetto di Rsa aperta, punto di riferimento per la città

Il piano terra ruota attorno alla nuova piazza delimitata dal nuovo edificio e dalla cappella esistente, sulla quale affacciano tutte le funzioni pubbliche. Il nuovo spazio pubblico, principalmente pedonale, diventa un luogo di incontro per gli ospiti, gli operatori, i visitatori e la città di Lovere. Oltre agli ambulatori e la palestra, la struttura prevede anche altri spazi da aprire al pubblico, quali: luoghi di svago, accoglienza e di produzione culturale destinati ad attrarre diverse fasce di età.

La stessa palestra può trasformarsi inoltre in aula polifunzionale ad uso anche della cittadinanza. «Il nuovo mix di funzioni e spazi pubblici, che include la piazza, la chiesa, il bar e lo spazio di gioco anziani-bambini definisce il significato urbano del progetto», affermano gli architetti.

Vista della lobby

Le aree-lanterna, spazi di accoglienza e svago posizionati nelle testate dei corpi trasversali

Ai piani superiori gli ambienti collettivi di svago, quelli deputati all'accoglienza dei visitatori, collocati nelle testate dei corpi trasversali est e ovest, offrono un rapporto privilegiato con il paesaggio, e sono concepiti come grandi lanterne aperte verso il lago, pronte a rendere evidente a tutti l'identità collettiva del centro.

Il corridoio luogo della socialità come le "viuzze" di paese

Il corridoio come spazio della socialità in analogia con le stradine dei piccoli paesi d'Italia

«A tutti i livelli - si legge ancora nella relazione di progetto - ma in particolare al primo piano, dove la larghezza del corpo di fabbrica è più generosa, lo spazio di attesa davanti a ogni camera trasforma il corridoio da semplice luogo di passaggio a occasione di socialità e stimolo, perpetuando quel rapporto sociale di sguardi e saluti che caratterizzava le vie dei paesi d'Italia, dove davanti a ogni uscio si trovavano una sedia e un anziano lì seduto».

Progettazione anti-Covid

La predisposizione di apposite zone filtro e la separazione dei flussi sporco e pulito, grazie anche a ascensori dedicati, sono solo alcuni degli accorgimenti pensati in chiave anti-Covid o per affrontare emergenze analoghe.

di Mariagrazia Barletta

Crediti del progetto

Team di progetto
Capogruppo
Laboratorio Permanente:
Angelica Sylos Labini, Nicola Russi, Luca Cozzani, Amedeo Noris, Alberto Ceriotti, Pietro Nobili Vitelleschi, Greta Benelli, Mario Ventilato, Francesca Luci, Pablo Hernando del Amo, Vittoria Leonardelli, Giulia Turati, Emilio Vata.

Consulenti

RSL - Rebediani Scaccabarozzi Landscape:
Vera Scaccabarozzi, Lorenzo Rebediani.
FOR Engineering Architecture:
Roberto Mancini, Sofia Mori, Chiara Rinaldoni, Ronni Semeraro, Maria Sergio