il racconto dello studio Demogo | foto © Iwan Baan

Le Marmarole sono una catena montuosa selvaggia e impervia, la forcella dove si posiziona l'opera è uno spazio sconfinato a 2667 metri di altitudine, un contesto fatto di roccia, luce, vento, neve e distanze.

L'architettura in alta quota assume un significato estremo, ogni cosa sembra espandersi nella percezione dello spazio esteso. Emotivamente emergono istanze opposte come il desiderio di esplorare e muovere in questo spazio dilatato e il bisogno di proteggersi e rifugiarsi, di ritrovare una dimensione umana.

Il Bivacco Fanton è un progetto di proporzioni tra assoluto e misura, un'opera minuta che trova una sua dimensione nella possibilità dell'amplificazione percettiva; abitarla significa porsi tra le lenti di un cannocchiale, è il tentativo di inquadrare lo spazio, circoscriverlo renderlo opera di connessione tra uomo e ambiente, definire una cesura capace di trovare un confine provvisorio al paesaggio, una forma di compressione progressiva di rocce, luce, vento e neve. Si tratta di un equilibrio instabile, che si sostanzia nello spazio interno dell'opera: un ventre ligneo che attutisce l'impatto della natura selvaggia, poi la fibra di vetro a inspessirsi strato su strato, come una seconda pelle a divenire guscio e struttura insieme.

foto: © Iwan Baan

Esternamente il suo aspetto formale assume i tratti di un volume sbozzato sospeso su di un crinale irto, un corpo in attesa proteso nel vuoto, intento ad aprire una dimensione spaziale al di là dalla propria geometria interna. Un volume definito dalla natura, un'architettura caratterizzata da un profilo fortemente inclinato che si adatta all'orografia delle Marmarole.

Una sezione che mantiene la sua forte valenza nello spazio interno diventandone elemento generatore, organizzando lo spazio interno verso l'alto assecondandola lungo l'asse longitudinale, generando un asse che connette il sito e la vallata di Auronzo.

Misurare sé stessi, misurare spazio, perdere sé stessi, perdere dimensione spaziale, trovare un habitat proprio, resistere, flettersi, ancorarsi, variare percezione, estendersi al di fuori, inclinarsi, reagire, accumulare dilatazioni e contrazioni, farsi elitrasportare, scomparire nella neve, essere spazzati dal vento, adattandosi come in un corpo sottoposto all'alta quota, divenire architettura e cessare di esserlo schiacciata nella grandezza di un paesaggio assoluto.

foto: © Iwan Baan

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 CREDITI DI PROGETTO 

Nome: BIVACCO FANTON
Luogo: Forcella Marmarole, 2667 m s.l.m Dolomiti(Belluno), Italia.
Committente: CAI - Sezione Cadorina di Auronzo
Autore del progetto: DEMOGO
Foto: Iwan Baan
Progetto strutture generali: Franzoso ingegneria
Progetto strutture guscio: Advanced Mechanical Solutions
Realizzazione guscio: Maila's
Rivestimento interno: Dolomwood
Rivestimento esterno: Alpewa - Piller Cottrer
Serramenti: Aldena Isolamento: Soprema Group
Opere di fondazione: Consorzio Disgaggi Padolese
Cronologia: 2015 concorso 1° premio, 2016 progetto, 2018-21 realizzazione
Superficie: 30 mq

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