Rispetto del passato e sguardo diretto al futuro, restauro e tecnologie all'avanguardia proprie dell'architettura cinetica. Rinascerà così - su progetto di CRA - Carlo Ratti Associati, Italo Rota, Francesco Doglioni (docente di restauro architettonico a Venezia, Ferrara e Trento) e la Società Politecnica - l'ex Ospedale Sant'Agostino di Modena, il grande complesso di 22 mila metri quadrati nato nella seconda metà del '700 come Grande Spedale degli Infermi per volere del Duca Francesco III d'Este.

Situato nel cuore del centro storico della città, in un nodo cruciale per la vita storica e culturale, l'intervento darà vita a uno dei più grandi poli culturali in Italia e spazio di dialogo tra sapere scientifico e sapere umanistico, che vedrà un enorme investimento finanziario e un'inedita operazione di restauro dei beni culturali, dove rispetto dell'esistente e spinta verso il futuro saranno tradotti attraverso un approccio sperimentale mai visto prima.

"Ripercorrere il passato del complesso S. Agostino - si legge nella nota dei progettisti - significa incontrare una panoplia di storie, personaggi e funzioni: si tratta di una diversità a volte contraddittoria, ma nella cui molteplicità risiede la memoria urbana".

Così come la molteciplità dei passati attraversati dall'edificio, il progetto cercherà di innescare una molteciplità di futuri. "Il nostro dovere da progettisti nell'intraprendere un'operazione di restauro - continua la nota - diventa allora non tanto quello di "congelare" l'edificio, bensì quello di predisporre una piattaforma capace di accogliere trasformazioni nel corso del tempo".

Anche grazie al coinvolgimento di partner quali Fondazione di Modena, Comune di Modena e Università di Modena e Reggio Emilia e per l'entità dell'investimento e per le dimensioni dell'intervento, AGO rappresenterà uno dei progetti culturali più importanti e significativi degli ultimi anni a livello nazionale.

L'OPERA VIDEO DI AURORAMECCANICA E L'ALLESTIMENDO DELLA FARMACIA STORICA
Dal 16 dicembre 2022 all'8 gennaio 2023, dalle ore 17.30 alle 23.00, la facciata esterna del complesso si illuminerà con il progetto "Corpus" che, prendendo ispirazione dal futuro dello spazio e degli istituti che lo ospiteranno, rielaborerà attraverso il medium dell'arte i reperti dei Musei Anatomici dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, le collezioni del Museo della Figurina e i manoscritti digitalizzati sulla Piattaforma Lodovico - la Digital Library del DHMoRe - reinterpretati da un digital artist, una calligrafa e quattro performer. 

Parallelamente, sempre dal 16 dicembre all'8 gennaio dalle 16:00 alle 19:00, presso la Farmacia storica, un allestimento site specific racconterà la storia delle fabbriche culturali di Modena e il cantiere di AGO Attraverso un percorso multimediale il pubblico può capire come si stanno trasformando gli spazi di AGO come saranno nel futuro.

AGO | © Carlo Ratti Associati e Italo Rota

Il cantiere, già avviato, restituirà una porzione di città in parte proibita, ora trasformata in uno spazio pronto ad accogliere la partecipazione interdisciplinare dei suoi abitanti, a partire dalle sinergie locali della Fondazione  Fondazione Modena Arti Visive (FMAV), dei Musei Universitari, il Museo della Figurina, oltre al Centro Interdipartimentale di ricerca sulle Digital Humanities DHMoRe ed il Future Education Modena (FEM, centro internazionale per la didattica innovativa) che abitano e animano il luogo.

Alle attività esistenti si aggiungeranno progetti di digitalizzazione e applicazione dell'intelligenza artificiale al campo culturale, a progetti e sperimentazioni su apprendimento, education e formazione, fino alle mostre dedicate alle arti visive, anche nel contesto delle media arts.

AGO | © Carlo Ratti Associati e Italo Rota

Una piazza restituita e una copertura con tecnologie utilizzate per la NASA

Già oggetto di intervento di recupero per mano di Gae Aulenti, il progetto di CRA e Italo Rota si servirà di un approccio sperimentale basato sulla convergenza di approcci finora mai fatti convivere: da un lato il restauro conservativo, dall'altro l'utilizzo dell'architettura cinetica, tipicamente utilizzata nella dimensione installativa.

Cuore del progetto sarà, infatti, la nuova piazza a triangolo, risultante della convergenza tra gli edifici storici, che sarà coperta da una avveniristica copertura cinetica, realizzata in collaborazione con l'ingegnere e artista americano Chuck Hoberman, con all'attivo progetti di strutture dinamiche per la NASA.

Questo manto, infinitamente leggero, sarà pieghevole e trasparente, paragonabile a un origami capace di aprirsi e chiudersi in maniera armonica, trasformando in piazza e luogo della socialità un'area per lungo tempo dimenticata.

AGO | © Carlo Ratti Associati e Italo Rota

Da qui si dirameranno, poi, una serie di stanze flessibili e riconfigurabili, destinate ad ospitare le diverse funzioni.

Superato il grande foyer comune a doppia altezza, il percorso si snoderà attraverso i corridoi delle "tenaglie", opportunamente restaurati attraverso la reinterpretazione delle volte a botte e a crociera per ripristinarne la monumentalità originaria.

Attraverso la corte del Museo Anatomico si arriverà poi alla Corte del Camino e al sistema di edifici non monumentali, anch'essi resi accessibili dal nuovo progetto.

Infine, un'altra installazione cinetica darà accesso al "giardino" sospeso sopra i tetti di AGO, uno spazio che, come consuetudine dei progetti di Carlo Ratti, farà convergere naturale e artificiale, con privilegiati canali visivi allargati sulle cupole e i campanili del centro storico di Modena.

AGO | © Carlo Ratti Associati e Italo Rota

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