Se la poesia è l'arte delle parole, in architettura la poesia si raggiunge quando la materia assume un significato che travalica l'ordinaria percezione. Ed allora la materia è come le parole: se trattata con arte, cura estrema, basando le scelte su un'accurata ricerca, può elevarsi. Suggerisce questo Casa BM a Paesana (Cuneo), realizzata facendo ricorso anche a materiali di riuso e a scelte compositive e tecnologiche adatte ad essere realizzate anche da imprese locali poco specializzate e facendo ricorso a pratiche di autocostruzione.

Il progetto è di ErranteArchitettura, lo studio con base a Savigliano (Cuneo), fondato da Sarah Becchio e Paolo Borghino, i cui progetti sono stati esposti alla Biennale di Venezia, riconosciuto da Cino Zucchi «tra gli studi di architettura più interessanti d'Italia». «Trovo persino che la loro location in qualche modo "provinciale" contribuisca notevolmente a formare una competenza e una ricerca che elevi il loro lavoro al livello di alcuni degli studi del Nord Europa che stimo di più», ha affermato pubblicamente sui social l'architetto.

E, ancora una volta, la poesia va chiamata in causa per comprendere il progetto e più in particolare bisogna far ricorso alla figura retorica dell'antitesi. È su concetti opposti che si basa, infatti, il progetto, realizzato in un contesto fatto di condomini alti, villette sgraziate ed una costellazione edilizia senza particolare qualità. La stessa casa, completamente stravolta e ampliata, è un'anonima abitazione degli anni Sessanta, a due piani, ormai abbandonata.

«L'insieme delle strategie di progetto - affermano Sarah Becchio e Paolo Borghino - contribuisce a configurare l'edificio come un altrove, alla ricerca di una dialettica con l'intorno che si esprime simultaneamente nei termini diametralmente opposti di apertura e chiusura, di accettazione e negazione della prossimità e della lontananza, alla ricerca costante di una relazione tra la scala più minuta e domestica e quella vasta del paesaggio».

Usare le contraddizioni del contesto edilizio circostante per dare identità all'anonima abitazione, avere cura minuziosa del dettaglio e mettere a frutto un'importante ricerca sui materiali e sulle soluzioni tecnologiche, sono le principali mosse che contraddistinguono il progetto.

Immagini in alto
sx: ErranteArchitetture, Casa BM. Foto: Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture. Vista del soggiorno verso l'ingresso.
dx Disegno di studio per la facciata vetrata del fronte sud dell'edificio esistente

ErranteArchitetture, Casa BM. Fotografie: ©Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture

L'accettazione e negazione del contesto

Casa BM scardina la costruzione preesistente per generare nuove spazialità e ambienti fortemente riconnotati. Sorge su un lotto, in lieve pendenza, a poche decine di metri dal fiume Po, aperto verso ovest ai pascoli e alle montagne, con lo sfondo dominante della cima del Monviso.

Della palazzina originaria solo l'involucro è in gran parte mantenuto. Anche la copertura e i solai sono stati sostituiti, contribuendo così a liberare occasioni di riconfigurazione spaziale e di sperimentazione linguistica. Sul fianco est è stato aggiunto un nuovo volume, collegato al preesistente, nel quale sono posizionati l'ingresso e la zona di soggiorno, affiancati da uno studiolo con accesso indipendente. Ne deriva una pianta a "L" che ribalta l'orientamento della vecchia casa. Il fronte ad est, prima privilegiato ma privo di privacy e poco accogliente per la presenza di un incombente condominio di quattro piani, viene completamente trasformato con la presenza dell'addizione. Questa in direzione est si chiude, ma non del tutto, al contesto, mediando la presenza dell'edificio incombente con un porticato: un passaggio coperto che, affiancando un muro in calcestruzzo armato quasi cieco, isola gli spazi interni del soggiorno dalla vista sull'immediato intorno.

ErranteArchitetture, Casa BM. Fotografie: ©Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture

L'apertura degli spazi interni del nuovo complesso è tutta in direzione sud, ossia verso il giardino e verso il paesaggio. Qui una facciata vetrata a tutta altezza connette gli spazi interni con l'esterno, mentre il portico e una terrazza articolano la continuità con il terreno digradante. Il generoso e vivace serramento composito in legno stabilisce una intensa relazione tra l'interno dell'edificio e il nuovo giardino, i boschi e le viste in lontananza.

L'ortogonalità dei volumi è rotta da linee curve e diagonali che scandiscono gli spazi interni ed esterni. «Se i volumi architettonici paiono disciplinati da un preciso ordine ortogonale - precisano gli architetti -, le sequenze spaziali sono regolate da successioni di linee diagonali e curve che, a partire dal bordo esterno della proprietà, definiscono salti di quota nel giardino e guidano i movimenti fuori e dentro la casa, amplificando il senso di continuità tra interno ed esterno, tra piano terra e i diversi livelli su cui si sviluppa la casa».

La ricerca e la cura del dettaglio

La vivace e spregiudicata ricerca che caratterizza il lavoro di ErranteArchitetture si traduce in un'azione volta a «dare ordine alle contraddizioni del sito e a ridefinire il rapporto dell'edificio con l'intorno». Questo atteggiamento indirizza anche le scelte compositive, sui materiali e sui dettagli, anch'esse frutto di una solida ricerca.

ErranteArchitetture, Casa BM. Fotografie: ©Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture

«Questo atteggiamento - riferiscono gli architetti - emerge nel riuso di materiali di recupero, nell'utilizzo di comuni elementi semilavorati, nell'individuazione di stock di materiali di alta qualità a basso costo. Anche quando si è optato per dettagli architettonici a disegno, le scelte compositive e tecnologiche sono state tese a formulare soluzioni realizzabili anche da imprese locali poco specializzate oppure con il coinvolgimento diretto della committenza e dell'architetto attraverso il ricorso a pratiche di autocostruzione».

«All'interno - spiegano i progettisti in una nota - lo spazio è sistematicamente sovvertito e allo stesso tempo ricomposto da una successione di ambienti che danno luogo a articolazioni impreviste. I setti murari, soprattutto al primo piano, lo attraversano, indifferenti alla scatola volumetrica originaria, per sfruttare al meglio la connessione con il padiglione e qualificare l'esposizione e la distribuzione delle funzioni. Materiali semplici e poveri - calcestruzzo a vista, pannelli di multistrato di pino, blocchetti di cemento - scandiscono spazi domestici e di lavoro, arricchiti da arredi semplici e integrati come panche, ripiani e scrivanie. Sequenze visive, doppie altezze e scorci diagonali amplificano la percezione di continuità tra i diversi livelli della casa e tra dentro e fuori».

Realizzati su disegno, molti elementi testimoniano la voglia di sperimentare dello studio: parapetti, sistemi pluviali e gronde, controventi della copertura e della struttura verticale del padiglione, la recinzione che separa dalla strada, la trave di colmo dell'edificio esistente testimoniano l'attitudine a ricercare potenzialità inaspettate anche negli elementi più ordinari.

Sempre interessante il commento di Zucchi riferito ad un dettaglio del progetto: «La cornice della finestra nella piccola aggiunta mi ricorda la finestra sia sublime che elegiaca con sedile e camino della casa Fisher di Louis Kahn. Un oggetto fisico che rivela la luce del sole per "attrito", non lo splendore artificiale di un rendering per compiacere l'occhio del direttore del mercato di un fondo di investimento».

ErranteArchitetture, Casa BM. Fotografie: ©Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture

Il racconto fotografico di Luca Bosco

ErranteArchitetture, Casa BM. Fotografie: © Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture

ErranteArchitetture, Casa BM. Fotografie: ©Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture

ErranteArchitetture, Casa BM. Fotografie: ©Luca Bosco, courtesy of ErranteArchitetture

SCHEDA CREDITI PROGETTO

Casa BM a Paesana (Cuneo) 
Committente privato 

Progetto: ErranteArchitetture
Team di progettazione: Sarah Becchio e Paolo Borghino
con: Andrea Loi, Francesco Sordo, Ilaria Boggiatto, Emma Colella, Margherita Randazzo (collaboratori)
Direzione lavori: Paolo Borghino 

Progetto strutture e sicurezza in cantiere: Fabio Borello
Impresa costruttrice: Imprese locali + Autocostruzione
Altre imprese
Serramenti: Brunetto Legno | Fornitura legname da costruzione: Clen Legnami

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