È finita l'attesa: la nuova piazza verde, firmata dall'architetto Bas Smets, tra i paesaggisti più stimati a livello internazionale, è pronta per l'inaugurazione, ma soprattutto per essere vissuta da cittadini e visitatori, insieme all'installazione "Rubato" di HPO, vincitore del programma MAXXI NXT.
"Piazza Boetti è stata progettata come parte del museo MAXXI - spiega Bas Smets - Era precisa nel suo disegno architettonico, ma priva di vegetazione, il che la rendeva un'isola di calore in estate. Seguendo il progetto originale di Zaha Hadid, abbiamo tagliato sezioni di cemento per rivelare il suolo sottostante. Abbiamo apportato substrato fertile, alberi, arbusti e piante tappezzanti. Insieme, queste piante abbassano la temperatura percepita grazie all'ombra e all'evapotraspirazione".
L'intervento, integrato con la visione di Zaha Hadid - ovvero quella di piazza come luogo di incontro e connessione con il quartiere e la città - è un invito ad entrare ed esplorare, a non avere paura della natura, accogliendola nella nostra quotidianità e nei nostri spazi urbani.
Entrando a far parte della struttura stessa dello spazio pubblico, il progetto contribuisce, così, a migliorarne la qualità ambientale e percettiva: l'incremento delle superfici permeabili e delle aree ombreggiate, infatti, favorisce condizioni microclimatiche più confortevoli e si inserisce nelle strategie contemporanee di adattamento climatico urbano, attraverso soluzioni che mitigano gli effetti delle isole di calore e rafforzano il ruolo degli spazi aperti come luoghi di benessere e socialità.
"L'inserimento del verde nella piazza Alighiero Boetti - spiega Margherita Guccione, Direttrice Scientifica Grande MAXXI - dà avvio concreto alla rigenerazione degli spazi pubblici del Museo e anticipa la realizzazione del parco su via Masaccio e del nuovo edificio MAXXI Hub, i cui lavori partiranno a breve".
Nella nuova piazza Boetti, si passeggerà lungo i percorsi disegnati da Zaha Hadid per raggiungere la hall del museo, gli spazi Extra MAXXI, la biblioteca, il ristorante bar, il centro della piazza, rafforzando, così, la sua vocazione di spazio pubblico, oggi anche verde, aperto al quartiere e alla città.
La piazza sarà inaugurata domani, 18 giugno, alle ore 18.00: in programma laboratori per tutte le età, talk con Bas Smeths che racconterà il progetto e, infine, un DJ set fino a tarda sera.
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Gli interventi sono stati realizzati con il sostegno di ALES S.p.A. e la collaborazione di Pierfrancesco Malandrino, agronomo di Folia Consulenze.

foto: © MUSA - Courtesy Fondazione MAXXI
Integrare la natura mantenendo le linee architettoniche esistenti: un invito ad entrare
Il significativo intervento di depaving nella piazza del museo è progettato per non alterare in alcun modo le direttrici architettoniche disegnate da Zaha Hadid. Entrando da via Guido Reni, la nuova oasi verde si sviluppa lungo il lato destro della piazza, accompagnando il prospetto del museo e definendo una nuova sequenza di accesso.
Gli alberi si concentrano in prossimità dell'ingresso, rendendolo più ombreggiato e accogliente, quasi a segnare una soglia naturale verso il MAXXI, un invito ad entrare. Qui trovano casa aceri mediterranei, alberi di Giuda e lecci, insieme a mirti, corbezzoli e ad altre specie tipiche del paesaggio mediterraneo, con la presenza del grande tiglio, memoria storica già presente prima della costruzione del museo e oggi parte integrante del nuovo disegno dello spazio aperto.
Proseguendo, il terreno si solleva in una morbida onda che appare come modellata dal vento. Su questa leggera variazione topografica crescono il pino d'Aleppo, il leccio, l'orniello e lo scotano, noto anche come albero della nebbia per la sua caratteristica fioritura che richiama leggere nuvole rosate.
Avvicinandosi al centro della piazza, invece, la vegetazione si dirada per lasciare spazio a un'ampia area aperta destinata a eventi, installazioni, performance, ma anche all'uso quotidiano, alla sosta e all'incontro.
A dominare lo spazio è la scenografica Galleria 5, icona rappresentativa del museo, mentre tre jacarande dalle ampie chiome, che in primavera si colorano di viola, definiscono il margine. Verso via Masaccio, invece, viene ricostituito il filare di pioppi previsto nel progetto originario di Zaha Hadid, accompagnato da un tappeto di acanti.
Il nuovo impianto verde protegge e incornicia la cavea, trasformata in un anfiteatro all'aperto dove cinque grandi alberi contribuiranno a creare ombra e comfort durante la stagione estiva, offrendo al tempo stesso le variazioni cromatiche del foliage autunnale.
Le fotografie della nuova piazza



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