Una nuova idea di città basata sulla costruzione di un sistema di relazioni: è così che la grande infrastruttura verde, immaginata dallo studio sassarese LERUA con il team pugliese di FeRiMa, si estende tra la Murgia e il mare, riconnettendo il centro storico, i quartieri residenziali e le aree oggi frammentate attraverso una rete di percorsi pedonali e ciclabili, piazze, spazi pubblici, quartieri residenziali e un nuovo parco urbano.

Bandito lo scorso anno, il concorso di progettazione chiedeva il disegno di un masterplan in grado di ridefinire lo spazio pubblico, potenziare i servizi e favorire nuove occasioni di incontro tra gli abitanti. 
A domanda precisa, risposta precisa: il progetto ha conquistato la giuria per la visione che mette in dialogo città, paesaggio e mobilità sostenibile, un'infrastruttura continua, dove natura, mobilità e vita collettiva diventano elementi di un unico disegno. Via Pola, Piazza Italia, il campo sportivo e l'area dei Cappuccini cessano, così, di essere episodi isolati per trasformarsi in una sequenza di luoghi pubblici riconoscibili e complementari, collegati da percorsi verdi, spazi di sosta e nuove occasioni di incontro.

Nella nota della giuria si legge: "La proposta presenta una qualità architettonica, paesaggistica e urbana molto elevata: gli spazi pubblici risultano fortemente qualificati sul piano compositivo e ambientale e l'impianto di connessioni costruisce un sistema interconnesso e attrattivo, sostenuto da elevata innovatività e da un eccellente rapporto con le peculiarità del contesto. Si segnala con particolare favore l'articolazione del parco pubblico "per stanze", che struttura una sequenza di ambienti capaci di sostenere usi plurimi, riconfigurabili e adattabili nel corso dell'anno e nelle diverse fasi della fruizione turistica (alta/bassa stagione, estate/inverno), rafforzando la resilienza d'uso e la continuità di vitalità dello spazio aperto". 

A caratterizzare l'intervento è la capacità di rileggere l'identità di Ostuni senza ricorrere a gesti iconici o autoreferenziali. La memoria del paesaggio agricolo e mediterraneo viene qui reinterpretata attraverso l'uso di vegetazione autoctona, materiali locali e spazi aperti che evocano, in chiave contemporanea, le geometrie e le relazioni proprie del territorio pugliese. Anche il verde diventa "struttura portante" dell'intervento, capace di migliorare il microclima urbano, favorire la biodiversità e accompagnare le persone nei loro spostamenti quotidiani.

Particolare attenzione, poi, è dedicata alla dimensione pubblica dello spazio urbano: il nuovo assetto restituisce centralità ai pedoni e alla mobilità lenta, creando un ambiente più sicuro, accessibile e inclusivo, nel quale il movimento diventa anche occasione di socialità e scoperta. Allo stesso tempo, gli spazi vengono progettati per accogliere usi diversi nel corso della giornata e delle stagioni, favorendo attività culturali, ricreative e aggregative capaci di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

1 La giuria era composta da: Ing. Federico Ciraci - Presidente · Avv. Alfredo Tanzarella - Componente · Arch. Valentina Orioli - Componente · Arch. Enrico Formato - Componente · Arch. Michele Rossi - Componente · Dott.ssa Michela Ceruti - Segretario verbalizzante

Due assi e una prospettiva univoca per valorizzare l'identità della "Città bianca"

Il progetto trae ispirazione dai caratteri identitari del paesaggio di Ostuni - dai declivi collinari agli uliveti, dai tratturi ai muretti a secco - reinterpretandoli in chiave contemporanea attraverso essenze mediterranee e nuove infrastrutture verdi. 

Basandosi così su una lettura attenta della morfologia urbana e del paesaggio, il progetto si traduce in un disegno spaziale organico e coerente. Sono definiti due assi di connessione pubblica: il primo, est-ovest, comprende la riqualificazione dell'asse di via Pola fino al raggiungimento del versante est del gradino murgiano; il secondo, nord-sud, dal nuovo parco urbano, arriva fino alla valle degli ulivi, integrando al suo interno la molteplicità dei tessuti urbani. 

Attraverso la rielaborazione della figura geometrica dell'esagono, il perimetro del vecchio campo sportivo definisce nuovi spazi per la comunità, rafforzati dalla presenza di un sistema di percorsi pedonali che disegna un sistema fluido di connessioni tra i diversi poli urbani, superando la frammentazione esistente.

Via Pola diventa un asse lineare scandito da elementi vegetali e attrezzature urbane, che guida il fruitore con continuità verso piazza Italia e il nuovo parco, intervallato da "punti di forza" compositivi come piazzette, aree di sosta, aree verdi, piccoli padiglioni, in modo calibrato, creando pause e momenti di relazione lungo il percorso.

Da spazio dedicato allo sport, il nuovo parco urbano si trasforma in un polo multifunzionale che integra attività ricreative, educative e aggregative, ampliando la fruizione a fasce più ampie della popolazione, garantendo la completa accessibilità attraverso rampe, percorsi tattili e sedute per vivere lo spazio durante tutto l'arco della giornata.

Tecnologia e sostenibilità 

Sul piano ambientale, il progetto adotta soluzioni ispirate al principio della infrastruttura verde.
Le superfici asfaltate vengono ridotte e sostituite con pavimentazioni drenanti, i filari alberati e le siepi aromatiche favoriscono ombreggiamento, biodiversità e continuità ecologica. L'acqua piovana diventa una risorsa da recuperare e riutilizzare attraverso giardini di bioretention e microdepressioni verdi. 

L'intervento punta, inoltre, a rafforzare la resilienza ambientale attraverso giardini pluviali, pavimentazioni drenanti e specie autoctone resistenti alla siccità, capaci di mitigare l'effetto isola di calore, gestire naturalmente le acque meteoriche e incrementare la biodiversità, creando così nuovi habitat per la fauna locale e rafforzando il legame tra Ostuni e il suo paesaggio mediterraneo.

A completare il progetto è un sistema di illuminazione intelligente e adattiva finalizzato ad assicurare sicurezza, comfort e accessibilità, che valorizza al tempo stesso il patrimonio storico e gli spazi pubblici, ultimo tassello per disegnare una città più connessa, inclusiva e resiliente, capace di mettere in dialogo qualità urbana, sostenibilità ambientale e identità locale.

Le immagini del progetto

I disegni 

Crediti del progetto

Team: LERUA, FERIMA, INGINN, Ing. G. Sblendorio, Ing. M. Vitti, Geol. De Lisio, Arch. A. Gagliardi, Dott. Agr. G. Lubisco 
Immagini: © Riccardo De Vincenzo

Graduatoria definitiva

ostuni.traspare.com

  • 1° classificato: Studio Associato di Architettura LERUA
  • 2° classificato: Arch. Privileggio Niccolò
  • 3° classificato: Bodàr bottega d'architettura
  • 4° classificato: s.b.arch.-studio bargone architetti associati
  • 5° classificato: kiez agency stp soc. coop 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicato il:

vedi anche...
LABIRINT Architettura si aggiudica il concorso per il boulevard della pietra a Bagnolo Piemonte

LABIRINT Architettura si aggiudica il concorso per il boulevard della pietra a Bagnolo Piemonte

Gerarchizzazione dei percorsi, pietra locale in varie cromie, luoghi accoglienti e ben disegnati per la socialità e nuovo arredo urbano: nasce così il boulevard della pietra del piccolo paese in provincia di Cuneo che, grazie al progetto di Labirint Architettura, valorizzerà la lunga tradizione della lavorazione lapidea.
Nuova piazza a Noicattaro, vince il gruppo di OPPS + BOA con il progetto Endiadi

Nuova piazza a Noicattaro, vince il gruppo di OPPS + BOA con il progetto Endiadi

Con tre semplici elementi - pietra locale, acqua e verde urbano - organizzati attraverso rigore geometrico, richiami alla storia e nuove configurazioni di vivibilità contemporanea, la proposta di OPPS e BOA immagina la piazza di Noicattaro come un luogo di socialità, inclusione e connessioni tra città e campagna.