È stato completato a Nanterre il «Campus du parc», l'intervento di ampliamento e recupero della scuola di Architettura nata nel 1971 su disegno degli architetti Jacques Kalisz e Roger Salem. La struttura originaria, un'architettura altamente sperimentale, realizzata sfruttando la prefabbricazione industriale, era concepita per evolvere come un organismo vivente. Ispirata ai principi biologici, era pensata per crescere e adattarsi grazie alla modularità, alla flessibilità e alla porosità insite nel progetto.

Lo studio It's di Alessandro Cambi, Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama, con sedi a Roma, Ginevra e Parigi, eredita questo gioiello degli anni Settanta, ne asseconda la logica, lo amplia realizzando il nuovo polo universitario Léonard-de-Vinci. Il dialogo con la preesistenza e la concezione del nuovo complesso come un'estensione naturale del parco, sono i due princìpi fondanti del progetto.

L'intervento nasce dalla seconda edizione della competizione internazionale «Inventons la métropole du Grand Paris», la call lanciata nel 2018 dalla Métropole du Grand Paris per avviare un ambizioso piano di rigenerazione dell'hinterland parigino che coinvolgeva 131 comuni e che puntava sull'innovazione e sull'intervento dei privati. Così, l'edificio, abbandonato dal 2004, inizia una nuova vita grazie al progetto curato dallo studio It's in collaborazione con Eiffage Immobilier (promotore dell'iniziativa) e il gruppo De Vinci Higher Education, che, ora, vi ha inaugurato la nuova sede del campus per 4.500 studenti di ingegneria, economia e discipline digitali.

Campus du Parc, © Sidney Zag per Eiffage

L'edificio di Jacques Kalisz e Roger Salem prima dell'intervento, © Yves Marchand & Romain Meffre

Siamo nel parco André-Malraux, concepito fin dall'origine come una vera e propria città della cultura e circondato da edifici pubblici dedicati ad attività culturali, come il Théâtre Nanterre-Amandiers e la Scuola di Ballo dell'Opéra di Parigi.

Riconnessione e riattivazione le parole chiave

L'edificio di Kalisz e Salem, dunque, era stato dimenticato proprio mentre le aree circostanti di Nanterre e la Défense attraversavano un'intensa fase di sviluppo. Il progetto affronta questa condizione agendo su due direttrici strategiche: riconnessione e riattivazione.

Campus du Parc, It's Vision, fotografie di Francesca Iovene - courtesy It's

La riconnessione col parco è reciproca: un sistema di percorsi pubblici collega ora il sito all'Esplanade Charles-de-Gaulle, alla stazione della Rer, a Rue Salvador-Allende e al parco André-Malraux, lungo un asse nord-sud che ricongiunge il parco alla città. Un accordo di partenariato urbano con il Comune di Nanterre, cofinanziato da Eiffage Immobilier e De Vinci Higher Education, estende tale riconnessione oltre i confini della scuola, ridisegnando l'Allée Le Corbusier e la piazza antistante l'ingresso.

Riattivare significa, d'altra parte, ripristinare funzionalità e qualità: l'arrivo di De Vinci Higher Education rigenera l'edificio - ampliandolo da circa 10.000 a 18.000 m² - non solo architettonicamente ma anche funzionalmente, riportandolo al centro della rete di poli culturali del parco André-Malraux.

Il parco entra nel progetto e viceversa

Il parco entra nel progetto, ma è vero anche il contrario: il progetto entra nel parco. La sistemazione degli spazi esterni riprende la geometria cellulare dei moduli della scuola progettata da Kalisz e Salem, creando - in collaborazione con lo studio di paesaggisti Base - un disegno che perde forza progressivamente man mano che ci si avvicina al verde: una transizione graduale dall'elemento minerale a quello naturale.

In prossimità dei volumi, la pavimentazione compatta accoglie le funzioni necessarie: accessi di emergenza, aree di carico e scarico, zone di sosta per gli studenti; avvicinandosi al parco André-Malraux, il disegno si apre, le superfici diventano permeabili, la gestione delle acque piovane avviene in modo naturale e la vegetazione prende il sopravvento. Un sistema paesaggistico ad anello racchiude l'area all'interno del parco circostante, trasformandola di fatto in un suo prolungamento.

Campus du Parc, It's Vision, fotografie di Francesca Iovene - courtesy It's

La metamorfosi: ereditare trasformando

Un edificio non vincolato, eppure caratterizzato da una rara intensità sperimentale: come rigenerare una tale ricchezza senza cancellarne l'identità? Per lo studio It's, la risposta è la metamorfosi: ereditare significa trasformare rispettosamente l'esistente, per rispondere alle esigenze di oggi e di domani.

Gli architetti Kalisz e Salem avevano concepito la struttura come un organismo vivente e il Campus du Parc accoglie questa eredità, «conservando l'80% dell'impronta a terra e il 60% della volumetria: l'ala amministrativa ritorna alla sua configurazione originaria ma con una nuova veste - alluminio a specchio, vetro e una struttura ridipinta di bianco per restituirle leggerezza - mentre gli interni vengono riorganizzati per nuove destinazioni d'uso, nel rispetto dei principi fondanti consistenti nell'avere una struttura a vista e una buona fluidità spaziale», spiegano allo studio It's.

Alla luminosità riflettente dell'edificio esistente rispondono i materiali naturali dei nuovi ampliamenti - legno e bambù - che introducono nel progetto il calore e i colori del parco. A fare da cerniera tra i due corpi è un'agorà, dove la struttura metallica preesistente rimane a vista, protetta da un involucro leggero e trasparente. Rigenerare anziché azzerare tutto è stata, per It's, la prima scelta progettuale, declinata nell'ottica della sostenibilità.

Campus du Parc, It's Vision, fotografie di Francesca Iovene - courtesy It's

I nuovi volumi e i materiali

I ​​nuovi volumi sono realizzati in legno e protetti da una seconda pelle di schermature solari in bambù; queste modulano la luce e regolano il comfort termico nelle aule, creando al contempo un forte legame con il parco. L'agorà respira sotto una copertura costituita da Etfe: un polimero quattro volte più leggero del vetro che consente di coprire ampie luci strutturali.

«Il sistema Etfe stratificato e serigrafato, combinato con una pavimentazione reversibile in grado sia di riscaldare che di raffrescare e con la ventilazione naturale, mantiene una temperatura ottimale negli ambienti, anche durante le ondate di calore. La maggior parte degli spazi del campus viene così raffrescata naturalmente anziché tramite impianti di climatizzazione», spiegano i progettisti in una nota.

Terrazze, coperture e patii preesistenti sono stati recuperati e piantumati per favorire la biodiversità, mentre i tetti dei nuovi edifici ospitano vegetazione e impianti fotovoltaici. Ogni materiale - legno, bambù, vetro, alluminio riflettente - è stato scelto - fanno sapere i progettisti - non solo per le prestazioni tecniche, ma anche per le qualità sensoriali: texture visiva e tattile, riflessione della luce e caratteristiche acustiche.

Campus du Parc, It's Vision, fotografie di Francesca Iovene - courtesy It's

La prefabbricazione in linea con il Dna dell'edificio di Kalisz e Salem

L'edificio originale è stato realizzato in meno di un anno grazie alla prefabbricazione industriale; il nuovo campus prosegue sulla stessa linea costruttiva, adattandola però alle tecniche contemporanee. Pannelli in calcestruzzo armato prefabbricato, travi in ​​legno lamellare, scale e strutture portanti prefabbricate, pannelli di facciata assemblati fuori opera, passerelle ibride acciaio-legno, schermature solari in bambù e facciate continue in vetro e alluminio: «tutti questi elementi - spiegano gli architetti - sono stati prefabbricati, con alcuni pre-assemblati in officina e altri direttamente in cantiere. Tale strategia di produzione fuori opera ha permesso di ridurre ritardi, disagi per il vicinato, sprechi e consumo di risorse, migliorando al contempo la sicurezza dei lavoratori; il tutto preservando, a distanza di quasi cinquant'anni, il Dna modulare concepito da Kalisz e Salem nel 1971».

Fotografie © di Francesca Iovene, courtesy It's Vision

 CREDITI DEL PROGETTO 
Polo universitario Léonard-de-Vinci
Indirizzo: 19 allée Le Corbusier, 92000 Nanterre, France
Promotore: Eiffage Immobilier
Finanziatore: Banking syndicate (La Banque Postale / BPCE / Arkéa)
Fruitore finale: De Vinci Higher Education

Team di progetto
Architettura e interior: It's
Project leader: Valentina Esposito (design phase), Bettina Reali (construction phase)
Architettura del paesaggio: Base
Strutture e ingegneria delle facciate: Rfr
Ingegneria acustica: Lasa
Illuminazione e Vrd: Betom
Mep, ingegneria termica e ambientale: Artelia
Interior planning consultant: ZEBRandCO
Interior design e arredi: Colliers

Budget: 116 mln 
Timeline: 2018-2026

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