Parapetti anticaduta, guida per una progettazione corretta

La guida tecnica dell'Inail affronta i passaggi più importanti per individuare il giusto dispositivo, per sceglierne le caratteristiche in base alla valutazione dei rischi e per eseguire una corretta manutenzione

Una guida tecnica per progettare correttamente i parapetti anticaduta. La pubblica l'Inail nella collana dei "quaderni tecnici" elaborati con l'obiettivo di accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Dunque, la guida è dedicata allo speciale dispositivo di protezione collettiva destinato a proteggere i lavoratori contro le cadute dall'alto, usato nei lavori in quota, ossia nei casi in cui si concretizza un rischio caduta da una quota superiore a due metri e nei lavori di scavo dove c'è rischio di seppellimento o di caduta in uno scavo da una quota a profondità superiore a due metri dal piano di campagna.

Le tipologie e le norme Uni

Come è noto, i parapetti provvisori possono essere costruiti in cantiere o prefabbricati e sono suddivisi in tre classi (A, B, C) in base ai requisiti prestazionali posseduti.  Ogni classe ha precisi requisiti dimensionali da rispettare, che il documento dettaglia con precisione. La guida ricorda anche che in Italia, non sono commercializzabili tutti i parapetti anticaduta provvisori Uni En 13374, ma solo quelli conformi al Dlgs. 81/08, cioè quelli costituiti almeno da un corrente principale, un corrente intermedio e una tavola fermapiede. Il parapetto anticaduta provvisorio UNI EN 13374 che sia anche conforme al d. lgs. 81/08 deve essere scelto in base ai requisiti prestazionali che deve possedere, in seguito ad una valutazione dei rischi.

Nel caso dei parapetti anticaduta permanenti, questi sono, invece, di due classi cui corrispondono sempre precisi requisiti dimensionali.

La marcatura

Importante anche la marcatura: la guida specifica dove va apposta - sia nel caso dei parapetti provvisori che in quelli permanenti - e quali informazioni devono essere associate.

La scelta

La scelta del parapetto e del suo sistema di ancoraggio deve derivare dai rischi da eliminare o ridurre, opportunamente individuati nell'attività di valutazione dei rischi. Bisogna tener conto:

  • del tipo di intervento da eseguire (costruzione, demolizione, manutenzione);
  • dell'inclinazione della superficie di lavoro da proteggere (piana, a debole inclinazione, a forte inclinazione);
  • del tipo di struttura a cui si potrà ancorare il parapetto anticaduta (cemento armato, muratura, acciaio, legno);
  • dell'altezza di caduta del lavoratore.

Cosa verificare in fase di montaggio

Prima del montaggio del parapetto anticaduta permanente e provvisorio è necessario verificare:

  • l'idoneità dell'ancoraggio (materiale base, dimensioni, spessore, ancoranti, ecc);
  • le condizioni della superficie di lavoro (presenza di ghiaccio, scivolosità);
  • la presenza di vento;
  • le condizioni atmosferiche;
  • l'applicabilità della procedura o delle istruzioni di montaggio;
  • l'idoneità della classe del parapetto anticaduta permanente e provvisorio per l'uso previsto;
  • l'integrità di tutti i componenti del parapetto anticaduta permanente e provvisorio (assenza di corrosione, assenza di danni ai materiali ed alle saldature, assenza di deformazioni o ammaccature, corretta movimentazione delle parti mobili ed efficacia dei dispositivi di blocco e sblocco).

La guida approfondisce anche il tema della manutenzione dei parapetti, che deve essere effettuata da personale qualificato. Le ultime sezioni sono dedicate alle Faq e ai riferimenti normativi.

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