Restart Scampia: concluso il primo lotto del programma di rigenerazione

Il progetto di Settanta7 con gli studi Perillo e Valle Progettazioni. Progettazione del paesaggio di Proap

Prosegue il percorso di rigenerazione urbana di Scampia con il progetto ReStart, promosso dal Comune di Napoli, che il 2 ottobre 2026 raggiunge una nuova tappa significativa con il completamento delle prime tre palazzine del lotto "M", per un totale di 97 nuovi alloggi. 

Restart Scampia è uno dei più grandi programmi di rigenerazione di complessi di edilizia residenziale pubblica d'Italia. Con un piano di finanziamenti di circa 159 milioni di euro, per la realizzazione di 509 nuovi alloggi accompagnati da servizi locali, aree pubbliche e una nuova viabilità di quartiere.

Il primo lotto dei lavori progettato da Settanta7, studio di architettura internazionale, insieme a Studio Perillo e Studio Valle Progettazioni e realizzato da Piloda Building/ Operazione Srl, rientra in un più ampio intervento che ha previsto la demolizione di due delle Vele ancora in piedi e la conservazione della Vela Celeste - destinata ad ospitare spazi per le attività sociali e culturali, in linea con la vocazione sociale e partecipativa dell'intero programma. 

La progettazione del verde è stata affidata a Proap, studio di architettura del paesaggio che ha completato il disegno urbano dell'area. «La riqualificazione delle Vele di Scampia segna un cambio di passo netto rispetto al passato. È stata un'occasione unica per reinventare il concetto di social housing, trasformando strutture ripetitive e monotone in un'architettura aperta, luminosa e inclusiva, a beneficio del quartiere e della comunità che lo abita» ha commentato l'architetto Daniele Rangone co-founder e chief vison officer di Settanta7. 

I nuovi edifici · foto di © Mario Cuomo

I nuovi edifici · foto di © Piloda Building

I nuovi edifici · foto di © Mario Cuomo

Il progetto, la cui cantierizzazione è iniziata due anni fa e che insiste su un'area di circa 200mila metri quadrati, vede il Comune di Napoli nel duplice ruolo di proprietario degli alloggi e beneficiario dei finanziamenti, provenienti da fondi Pnrr, PonMetro e Periferie. Completano l'intervento una scuola per l'infanzia, un civic center per attività sociali e culturali, mercati coperti e aree verdi con orti urbani. 

Il progetto nasce da un percorso condiviso con il comitato Vele che per decenni ha rappresentato la comunità degli abitanti portando avanti la lotta per il diritto alla casa, coinvolto fin dalla fase di progettazione e presente in ogni fase realizzativa con un approccio partecipato che ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza ai nuovi spazi e a porre le basi per una rigenerazione non solo fisica, ma anche culturale e sociale. «Il cantiere, attualmente in corso - raccontano i progettisti in una nota -, prevede l'impiego di 100 unità lavorative, 25 ditte specializzate (per la maggior parte campane) e 50 tra architetti e progettisti, che realizzeranno cinque edifici residenziali». «È in fase avanzata - sottolinenano - la progettazione degli altri edifici previsti, con tecnologie costruttive e materiali selezionati per garantire la massima efficienza energetica e il minimo impatto ambientale». 

ReStart Scampia si configura oggi come uno degli interventi di edilizia residenziale pubblica sociale più estesi d'Europa con edifici a energia quasi zero (Nzeb). Le facciate ventilate che caratterizzano ogni palazzina - declinate in colori differenti, dall'antracite al bianco fino al borgogna - non sono solo una scelta identitaria che rende ogni edificio riconoscibile, ma sono progettati «per offrire elevate prestazioni energetiche, durabilità nel tempo e una netta riduzione dei costi di manutenzione», garantiscono i progettisti. 

«Gli alloggi si distinguono per un livello qualitativo che va oltre lo standard consueto dell'edilizia sociale: doppia esposizione, ampie porte finestre, terrazzi generosi — in alcuni casi fino a 4x4 metri — garantiscono spazi luminosi e realmente vivibili. Le cinque tipologie disponibili, da circa 50 a 140 metri quadrati, rispondono a un'ampia varietà di esigenze abitative e nuclei familiari», affermano i progettisti.  

I nuovi edifici · foto di © Mario Cuomo

I nuovi edifici · foto di © Piloda Building

«Tutti i piani terra delle palazzine - proseguono - sono destinati a unità commerciali e attività comunitarie, con l'obiettivo di restituire vitalità e permeabilità al quartiere: un piano terra attivo, aperto e trasparente è pensato come presidio sociale, in netta discontinuità con la chiusura e l'isolamento che avevano caratterizzato le vecchie Vele». 

«Gli appartamenti pronti per essere abitati sono un ulteriore segnale di un progetto che sin dal principio è stato condiviso con i comitati e che si aggiunge a un cambio radicale che ha interessato il quartiere in questi anni, dalla metropolitana all'università. Questo ci dimostra che le cose, con la giusta volontà, con una competente capacità di progettazione e con il lavoro di tutti, possono essere portate a termine'», ha dichiarato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. 

«Siamo arrivati dopo tanti anni di Lotta ad un risultato straordinario, riprendendoci la dignità, di tante donne e uomini che non hanno mai chinato la testa lottando per abbattere i pregiudizi in questi posti. Per molti anni ci hanno raccontato solo il male, adesso possiamo dire che sta emergendo il bene, la normalità e la grande voglia di riscatto dopo una vita di Lotta e di resistenza. Il nostro processo continua fino a quando non si porta tutto al compimento insieme all'amministrazione garantendo alle 509 famiglie una casa dignitosa e una Scampia con tutti i servizi essenziali» ha aggiunto Omero Benfenati del Comitato Vele di Scampia. 

Un interno, fotografia di © Piloda Building

I nuovi edifici · foto di © Mario Cuomo

Foto di © Mario Cuomo

I nuovi edifici · foto di © Mario Cuomo

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