in copertina: Isabel e Filippo incontrano Renzo Piano | foto: © Elisa Scapicchio
Si dice che il tempo vola quando ci si diverte. Quaranta giorni per attraversare due continenti, e poco più di un istante per ritrovarsi alla fine.
Isabel Córdoba Magalló e Filippo Innocenti - selezionati rispettivamente dalla Escuela Técnica Superior de Arquitectura, Universidad Politécnica de Madrid e dal DIDA Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze - sono arrivati a Genova, dove li abbiamo incontrati: l'ottava edizione del Renzo Piano World Tour si chiude qui, come da tradizione, con un incontro che vale l'attesa.
Dopo aver visitato le architetture, è infatti il momento di raccontarle a chi le ha progettate. E di rispondere a una domanda piuttosto inattesa: "quali errori avete trovato nelle mie opere?". A porla è proprio Renzo Piano, con la curiosità di chi vuole sapere se agli occhi di due giovani architetti sia emerso qualcosa che a lui è sfuggito.
Si ride, naturalmente. Ma in quella domanda c'è anche un invito a esercitare il proprio giudizio, a mettere a fuoco criticamente ciò che si è osservato durante il viaggio. Un bel modo di concludere questa esperienza.
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Foto: © Elisa Scapicchio
Partiti da Parigi lo scorso 22 agosto, Isabel e Filippo hanno esplorato oltre 135 architetture, tra edifici storici, opere contemporanee e cantieri under construction, distribuiti tra Europa e Nord America. Aerei, pullman, treni e qualche coincidenza persa per cause di forza maggiore hanno scandito un itinerario fitto, modificato in corsa quando necessario.
Le ultime tappe li hanno riportati in Italia: prima Milano, poi Genova, per entrare nei luoghi in cui il lavoro del Renzo Piano Building Workshop viene elaborato, conservato e trasmesso.
Prima l'Archivio di Vesima in compagnia dello storico collaboratore Shunji Ishida, poi la sede della Fondazione e il panoramico studio, a Punta Nave, raggiungibile con un ascensore trasparente che si arrampica sulla scogliera.

Foto: © Elisa Scapicchio
"Genova ha concluso un viaggio di 40 giorni, un'esperienza semplicemente straordinaria" ha commentato sui social Filippo. "Lo studio, affacciato sul Mar Ligure, stimola la creatività e l'intuizione. L'edificio ricorda un monastero, dove il lavoro - e l'impegno per realizzare la costruzione migliore possibile - viene portato avanti dalle fasi iniziali della progettazione fino ai disegni esecutivi finali. Il processo creativo di RPBW è evidente non appena si entra nell'ampio salone: i progetti sono appesi alle pareti in legno e, proprio accanto, si trova un piccolo laboratorio dove vengono realizzati i modelli architettonici. Presso RPBW, i modelli svolgono un ruolo cruciale nel processo creativo: ogni elemento viene testato, discusso e riprogettato qualora il modello non rispecchi il risultato atteso."

Foto: © Elisa Scapicchio
Milano - Genova solo andata
Dallas - New York - Milano. Dopo le intense settimane americane, le distanze siderali, la bigness delle metropoli, il cibo-spazzatura, Isabel e Filippo hanno fatto ritorno nel vecchio continente, in Italia: il tempo a loro disposizione è proprio agli sgoccioli. Qui, hanno visitato la Fondazione Renzo Piano presso il Politecnico di Milano, uno spazio dedicato alla didattica che rappresenta un modo per condividere e comunicare il lavoro dello studio, in cui, ogni semestre, un gruppo di studenti ha l'opportunità di seguire un corso tenuto da Renzo Piano in persona.

Foto di Isabel e Filippo © RPWT2026
"Osservare i plastici e i disegni dopo aver visitato gli edifici dal vivo cambia completamente la nostra prospettiva: si impara ad apprezzare ogni dettaglio e si riflette sulla fortuna di essersi trovati sotto quel tetto o di aver guardato attraverso quella finestra che ora vediamo qui, riprodotta in scala 1:50" - Hanno dichiarato i due - "Successivamente, abbiamo avuto l'occasione di visitare il nuovo progetto attualmente in costruzione presso il campus del Politecnico di Milano Bovisa. L'edificio destinato alla Scuola di Arti Performative era quello in fase più avanzata: presentava spazi aperti per il teatro e la danza con vista sul bosco della Goccia, oltre ai vecchi gasometri, dove la struttura in acciaio esistente è stata conservata mentre gli spazi interni sono stati completamente trasformati per ospitare impianti sportivi e start-up."
Da Milano a Genova poi per il rush finale, di fatto quello più atteso ed emozionante per il partecipanti del world tour. E come dargli torto: questa resta in assoluto una delle opportunità più straordinarie per un giovane progettista.
Il viaggio di certo, le tante architetture viste, ma anche il poterne parlare, seduti intorno ad un grande tavolo tondo, direttamente con colui che a questa esperienza dà il nome: beh non è da tutti, diciamocelo!

Foto: © Elisa Scapicchio

Foto: © Elisa Scapicchio
Le architetture che restano
Noi dal canto nostro, come ogni anno, abbiamo fatto la domanda di rito: "Insomma, alla fine di questo incredibile viaggio, quali sono le architetture che visitate, attraversate, percepite fisicamente avete amato di più?" E, come ogni anno, la risposta è stata diversa dalle curiosità pre partenza, a dimostrazione che l'esperienza diretta può confermare un'aspettativa oppure spostare del tutto l'attenzione.
Per Filippo vince la FONDAZIONE BEYELER e l'espansione del Kimbell Art Museum di Louis Kahn, in Texas.
Per Isabel, il PAUL KLEE ZENTRUM e l'ART INSTITUTE di Chicago.
Quattro musei, quattro opere del RPBW dunque: una doppietta svizzera e una americana, emerse da un itinerario che ha attraversato epoche, autori e tipologie molto diverse.


Foto di Isabel e Filippo © RPWT2026
Ora però si torna alla quotidianità. Ci vorrà forse qualche giorno per recuperare il ritmo, far sedimentare le immagini e dare un ordine ai pensieri.
E ci vorrà più tempo per capire in quali modi questa esperienza entrerà nelle scelte dei due giovani architetti.
Intanto resta la gratitudine, una rinnovata consapevolezza e una esponenziale passione per l'architettura, che poi è una forma d'amore, come racconta Isabel.
"Qualche tempo fa, il mio amico Alex mi ha parlato di una teoria sull'amore. Diceva che possiamo sperimentare l'amore - sia amando che sentendoci amati - attraverso tre vie diverse: gli amici e famiglia, l'amore romantico e la bellezza per l'arte. E che, se una di queste vie venisse a mancare, potremmo compensare attraverso un'altra, sentendoci comunque appagati e completi. Durante questi 40 giorni non ho avuto con me amici, famiglia o partner, eppure mi sono sentita completamente appagata, amata e innamorata, perché sono stata costantemente circondata dall'arte, dalla bellezza e dall'architettura. Ho percepito il vero amore in tutto ciò che ho visto e in tutti i luoghi che ho visitato, e finalmente ho compreso quella teoria. Posso solo dire di essere profondamente grata per aver vissuto in prima persona questo senso di meraviglia di fronte alla bellezza, grazie a questo viaggio incredibile."
Noi, non possiamo che augurarvi il meglio.


Foto: © Elisa Scapicchio
Un po' di foto da Genova, tra l'Archivio RPBW a Voltri e Fondazione Renzo Piano e RPBW Office a Vesima





















foto: © Elisa Scapicchio
RENZO PIANO WORLD TOUR 2026
Il RPWT è un progetto promosso da Fondazione Renzo Piano con Fundación Botín, in collaborazione con ProViaggiArchitettura e professionearchitetto.it
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