Chi ha detto che una stalla deve essere soltanto un edificio funzionale?
Parte da questa domanda/osservazione il progetto firmato a Mantello, in Valtellina, dallo studio act_romegialli di Gianmatteo Romegialli e Erika Gaggia van Hardeveld, in collaborazione con l'architetto Ivan Gusmeroli, che lo scorso anno ha vinto il Wood Architecture Prize by Klimahouse 2026.
Si chiama The big-zip - A house for happy cows, un nome che lascia subito intendere la volontà alla base di trasformare un'architettura agricola in un luogo iconico, in cui estetica, tecnologia e benessere convivono.
Decisamente diverso dal solito!
Il punto di partenza è semplice: offrire una nuova casa a 120 vacche, migliorando radicalmente le loro condizioni di vita. Se nella vecchia stalla ogni animale aveva a disposizione appena 7 metri quadrati, nella nuova struttura lo spazio triplica, arrivando a ben 21 metri quadrati per ciascuna vacca.
Ma non è soltanto una questione di numeri. Qui le mucche possono muoversi liberamente, riposare su lettiere di sabbia, socializzare e uscire all'aperto quando lo desiderano. E persino la mungitura segue i loro ritmi: grazie a un sistema automatico disponibile 24 ore su 24, infatti, ogni animale può scegliere spontaneamente quando accedervi.
Insomma, una stalla in cui sono le mucche a dettare i loro tempi, senza forzature.
Hai realizzato anche tu un progetto in legno? Fino a lunedì 15 novembre puoi partecipare al Wood Architecture Prize by Klimahouse 2027 → Scarica il bando
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foto: © Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse 2026
Un grande tetto, tanta aria e una vista sulle montagne
Il progetto prende il via dal gesto essenziale di un grande tetto a due falde che accoglie e protegge gli animali, lasciando lo spazio sottostante il più possibile libero e aperto.
L'edificio si dispone come una barriera rispetto alla vicina superstrada, schermandone rumore e presenza visiva e orientando lo sguardo verso le montagne. Il risultato è una nuova corte agricola, protetta e immersa nel paesaggio.
Dal punto di vista strutturale, l'intervento si caratterizza per una lunga sequenza di elementi strutturali in legno che accompagna l'intero edificio. I pilastri inclinati si incontrano formando una successione di grandi V, quasi una cerniera che attraversa lo spazio per 125 metri - the big zip, appunto - dando ritmo e riconoscibilità all'architettura.
L'architettura si mostra, così, imponente e al tempo stesso leggera, con le tradizionali pareti perimetrali che lasciano il posto a tende mobili disposte per regolare automaticamente l'ingresso dell'aria in base alle condizioni climatiche.
Anche il sole partecipa al progetto, attraverso le sei grandi aperture ricavate nella copertura che permettono alla luce invernale di raggiungere le lettiere, contribuendo a mantenerle asciutte. In estate, invece, sono le ampie sporgenze del tetto a proteggere gli animali dal caldo.

foto: © Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse 2026
Una stalla intelligente, ma soprattutto accogliente e formativa
Dietro l'apparente semplicità della struttura, si nasconde in realtà una macchina tecnologica sofisticata.
Ventilazione, illuminazione e tende perimetrali si regolano automaticamente in risposta al clima, mentre un sistema automatizzato si occupa di selezionare, dosare e distribuire il foraggio, riducendo a tre addetti l'intera gestione della struttura.
Un altro aspetto interessante del progetto è l'essere pensato non solo per chi ci vive e lavora, ma anche per chi desidera scoprirla. La stalla prevede spazi didattici e di accoglienza, collegati a una passerella sopraelevata che attraversa l'edificio e permette ai visitatori di osservare dall'alto le attività quotidiane.
Questo percorso privilegiato permette di scoprire come funziona una moderna azienda agricola, senza interferire con il lavoro degli operatori e, soprattutto, senza disturbare gli animali.
La passerella diventa al tempo stesso parte integrante del disegno architettonico, sostenuta dalla stessa sequenza di pilastri inclinati che caratterizza l'intera struttura.
Tra strutture in legno, ampi spazi aperti, tecnologie intelligenti e la particolare attenzione alla luce e alla ventilazione naturale, il progetto racconta un modo diverso di intendere l'architettura agricola, in cui ogni scelta, dalla forma del tetto alla disposizione degli spazi, nasce dal tentativo di trovare un equilibrio tra esigenze produttive e qualità della vita animale.

foto: © Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse 2026
Per approfondire il progetto, vedere i disegni e le foto di cantiere → actromegialli.it
Le fotografie di Barbara Corsico




Foto: ©Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse



Foto: ©Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse



Foto: ©Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse



Foto: ©Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse


Foto: ©Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse
Crediti del progetto
Progetto architettonico e direzione artistica: act_romegialli
con la collaborazione dell'arch. Ivan Gusmeroli
Progetto esecutivo opere in legno: Wolf System
Progetto opere in c.a.: ing. Michele Soffietti
Progetto impianti elettrici e meccanici: ing. Giacomo Bertolini
Direzione lavori e coordinamento generale: geom. Fabrizio Martinalli
Consulenti agronomi: dott. agr. Massimiliano Paganini (alimentarista), dott. agr. Lorenzo Leso
Coordinatore della sicurezza: geom. Antonio Sutti
Geologo e controllo rilevati: geologo Luciano Leusciatti - Manuel Martinoli
Consulente invarianza idraulica: ing. Gabriele Del Dosso
Consulente prevenzione incendio: per.ind. Riccardo Duschi
Controllo calcestruzzi in corso d'opera: Edoardo Spagnolatti - Laboservice
Collaudo opere c.A.: ing. Mara Sutti
Foto: ©Barbara Corsico x Wood Architecture Prize by Klimahouse
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