La Nuova Biblioteca Civica a Bressanone

risultati concorso di progettazione

Annunciati i vincitori del concorso internazionale. Tra 166 progetti la giuria ha scelto, all'unanimità, la proposta del gruppo di architetti formato da Michel Carlana, Luca Mezzalira e Curzio Pentimalli che si aggiudica il primo premio.

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Tra i 166 progetti italiani e europei presentati per la realizzazione della nuova Biblioteca Civica  di Bressanone, la giuria ha scelto, all'unanimità, quello ideato gruppo di architetti formato da  Michel Carlana (Padova), Luca Mezzalira (Padova), Curzio Pentimalli (Treviso), che si aggiudicano, così, il primo premio.

Il secondo premio va a Jörg Sturm e Susanne Wartzeck, Dipperz (Germania), il terzo a Medine Altiok e Georg Precht, Zurigo (Svizzera).

Per l'attribuzione dei premi la giuria, presieduta da Josef March ha dato valore agli aspetti funzionali, di qualità urbanistica ed architettonica, nonché a quelli costruttivi e di economicità. Soprattutto ha tenuto ben presente l'obiettivo principale: «proporre un edificio che si inserisse bene nel contesto architettonico esistente e che, al contempo, si presentasse in modo autonomo, inconfondibile e con un deciso tono di contemporaneità... www.brixen.it »

Sulla base di questi criteri di valutazione, la proposta dei tre giovani architetti vincitori ha convinto la commissione, presentandosi come una soluzione "moderna ed estroversa, ma al contempo in armonia con il contesto urbanistico-architettonico esistente".

La nuova biblioteca avrà una superficie di 1600 mq e sarà collocata in un luogo di interesse storico-artistico: la piazza del duomo di Bressanone, andando a sostituire l'edificio della diocesi e occupando lo spazio di cortili preesistenti, prevedendo, inoltre, il risanamento del fabbricato ex - finanza e di parti del tribunale, così come stabilito dal bando di concorso.

La proposta progettuale vincente:

Il rapporto con il contesto: le identità ritrovate

La definizione del progetto inizia con l'analisi e la profonda comprensione di un contesto fortemente radicato nella tradizione, ricercando quei caratteri ed elementi propri del luogo stesso, che lo contraddistinguono e lo rendono unico e ne definiscono il carattere identitario. Impronte e specifici caratteri del luogo, tra cui:  la conformazione delle cortine edilizie con i caratteristici erker, lo skyline degli imponenti  tetti, caratterizzati da ripidi spioventi, sono divenuti elementi di genesi del processo progettuale.

La genesi dell'edificio:

Nasce dal rapporto con le preesistenze. La nuova fabbrica è, infatti, il risultato di una massa che si deforma attraverso contrazioni e dilatazioni per potersi ricomporre tenendo conto delle stereometrie circostanti. Ben lontano dall'idea di autoreferenzialità l'edificio muta quasi fosse un organismo sensibile che cerca di adattarsi alle esigenze morfologiche e funzionali del sito di progetto, una tensione che ne definisce il carattere, definendo un edificio silenzioso e allo stesso tempo identitario che si innesta tra gli ordinari edifici dell'ex-finanza e del tribunale.

Flessibilità urbana:

La nuova biblioteca si propone come un catalizzatore sociale per le persone, senza limiti di età o geografia, un luogo di incontro e scambio disinteressato di sapere. L'obiettivo di offrire una flessibilità urbana si esplica nella ridefinizione degli accessi e degli spazi interni degli edifici, in particolare, selezionando alcuni punti cardine di ingresso è stato possibile rendere permeabile completamente o soltanto parzialmente lo spazio della biblioteca ai diversi piani. Gli edifici oggetto di interesse e lo spazio aperto loro circostante vengono concepiti come dei comparti indipendenti disposti su più piani, messi in connessione da un articolato sistema di distribuzione verticale. È possibile utilizzarne le diverse parti in maniera separata per assolvere a più funzioni ed eventi con tempi e modalità di volta in volta differenti.

La "corteccia" dell'involucro esterno e la flessibilità degli spazi

Lo spazio della biblioteca mira ad essere flessibile e facilmente trasformabile. Lungi dal riprendere il classico sistema di disposizione ed organizzazione delle scaffalature, il progetto propone un doppio guscio perimetrale compreso tra le pareti esterne in calcestruzzo ed il rivestimento interno in legno, in esso trovano collocazione la maggior parte degli spazi serventi: dalla distribuzione verticale ai servizi igienici sino all'arredo con librerie.  Si tratta di una sorta di corteccia che avvolge lo spazio interno liberandolo completamente da qualsiasi obbligo funzionale, realizzando una flessibilità di spazi indicata per le esigenze di una biblioteca contemporanea.

L'illuminazione naturale: finestre d'ombra

Aspetto fondamentale, per la particolare funzione, è quello dell'illuminazione naturale, fondamentale per la giusta fruizione degli spazi, per la conservazione del materiale cartaceo, nonché per dare accento alle scelte progettuali. Ad esempio vengono privilegiati grandi fori nei punti in cui risulta interessante inquadrare elementi del paesaggio urbano come il campanile ed il tetto del Duomo da un lato ed il museo diocesano dall'altro, si conformano, così, delle alcove in cui è possibile stare per leggere o ammirare il paesaggio.  Inoltre, due grandi lucernari posti alla sommità della copertura, forniscono suggestioni percettive altrimenti negate; tramite essi la luce attraversa l'intero edificio in altezza, pervenendo al pian terreno a mezzo di un articolato sistema di arretramento dei solai, creando un gioco di introspezioni tra i diversi piani.

 

I progettisti

Michel Carlana, Luca Mezzalira, Curzio Pentimalli si laureano presso l'Università Iuav di Venezia, dove attualmente svolgono attività di collaborazione e ricerca. Parallelamente all'attività professionale e accademica curano eventi culturali e progetti editoriali con e su figure internazionali dell'architettura e dell'ingegneria contemporanea. Si affermano in concorsi nazionali ed internazionali. Attualmente stanno realizzando alcuni masterplan, edifici direzionali e residenziali distribuiti tra le province di Padova e Treviso. Vivono e lavorano tra Padova, Treviso e Venezia.

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