Decreto Cultura, spinta al progetto Pompei. Possibilità di incarichi esterni

aperta la possibilità di conferire incarichi di collaborazione a professionisti esterni alla PA.

Semplificate le procedure amministrative per la realizzazione del Grande Progetto Pompei. Il Decreto Cultura, definitivamente approvato al Senato e pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dà la possibilità al direttore generale del progetto per la conservazione del sito di derogare al Codice dei contratti pubblici. Lo scopo è accelerare l'attuazione degli interventi. Prevista, inoltre, la possibilità di conferire incarichi di collaborazione a professionisti esterni alla pubblica amministrazione.

Più poteri al direttore generale e deroghe al Codice

Il direttore generale si avvale dei poteri previsti per i commissari straordinari nelle opere pubbliche, nel rispetto comunque della normativa comunitaria sull'affidamento di contratti e fatti salvi gli effetti del protocollo di legalità stipulato con la competente Prefettura - Ufficio territoriale del Governo.

Il direttore generale ha più libertà di manovra, ma all'interno di alcuni "paletti" fissati all'interno della legge grazie ad alcuni modifiche apportate alla Camera. Sono stati introdotti alcuni obblighi che il direttore deve necessariamente rispettare. Questi riguardano la procedura da seguire per la selezione delle imprese (avviso di pre-informazione, formazione dell'elenco delle imprese interessate, inviti a presentare le offerte sulla base dell'elenco, esclusione dall'elenco delle aziende che non hanno risposto). Quanto all'aggiudicazione viene stabilita la possibilità di utilizzare il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa o della media, al posto del criterio del massimo ribasso.

Inoltre, la soglia per il ricorso alla procedura negoziata viene portata da 1 milione a 1,5 milioni di euro (era 3,5 milioni nel decreto legge). Stabilite, inoltre, delle regole di trasparenza nella procedura negoziata: le lettere di invito, l'elenco e il dettaglio delle offerte e l'esito della gara sono resi pubblici nei siti web istituzionali della Soprintendenza e del Grande Progetto Pompei.

Il direttore generale può, inoltre, derogare all'art. 48, comma 2 del Codice. Può aggiudicare l'appalto anche nel caso in cui il vincitore della gara non abbia fornito, entro dieci giorni dal termine delle operazioni, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, eventualmente richiesti dal bando di gara. Il direttore dà all'aggiudicatario un po' più di tempo, non superiore a 15 giorni, se entro la nuova scadenza questi non provvede a comprovare i requisiti, si procede alla risoluzione del contratto di appalto.

La legge stabilisce inoltre che il direttore generale può sempre, non solo nei casi di urgenza, chiedere l'esecuzione anticipata del contratto. Inoltre, in deroga alle disposizioni dell'art. 153 del Regolamento, la consegna dei lavori all'aggiudicatario dell'appalto avviene immediatamente dopo la stipula del contratto con lo stesso.

I poteri speciali prevedono, inoltre, che il direttore generale possa revocare in qualunque momento il Rup al fine di garantire l'accelerazione degli interventi e superare difficoltà operative. Le funzioni di Rup possono essere attribuite alla Segreteria tecnica di progettazione istituita presso la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Infine, la verifica dei progetti viene sostituita con un'attestazione rilasciata dal direttore generale.

Segreteria tecnica di progettazione

Sempre per accelerare i tempi, presso la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia viene costituita una Segreteria tecnica di progettazione, composta da non più di 20 unità di personale esterno alla PA, alle quali possono essere conferiti incarichi di collaborazione per non più di 12 mesi e nel limite di spesa di 900mila euro (400mila per il 2014 e 500mila per il 2015).

Gli incarichi riguardano le attività progettuali "e di supporto" al Grande Progetto Pompei. Esigenze e criteri sono stabiliti dal direttore generale di progetto, d'intesa con il Soprintendente speciale.

Infine, il direttore generale di progetto dovrà adottare un piano di gestione dei rischi e di prevenzione della corruzione, individuando un responsabile per l'attuazione. Questa figura potrà anche scelta fra i membri della segreteria tecnica di progettazione.

» La bozza del testo approvato

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