Sblocca Italia: abolita (ancora una volta) la conferenza di servizi per l'autorizzazione paesaggistica

Il decreto Sblocca Italia abolisce nuovamente la conferenza di servizi nell'ambito della procedura di autorizzazione paesaggistica. A provvedervi già era stato il decreto Cultura (DL 83/2014) ma poi in sede di conversione la novità era stata cancellata.

Con il nuovo provvedimento il Governo ci riprova e tenta nuovamente la missione fallita dal decreto Cultura. La conferenza di servizi è abolita e si dà il potere all'amministrazione preposta alla gestione del vincolo di concludere il procedimento qualora il soprintendente non si pronunci decorsi 60 giorni dal ricevimento degli atti.

Viene data inoltre maggior forza al regolamento che dovrà ampliare il raggio d'azione dell'autorizzazione paesaggistica semplificata. Il Decreto Cultura ha stabilito che entro il 1° dicembre di quest'anno dovrà essere emanato un regolamento, su proposta del ministro dei Beni Culturali, d'intesa con la Conferenza unificata, per ampliare la categoria degli interventi di «lieve entità» che godono di una procedura semplificata. Dovrà essere rivisto il DPR 139/2010 e l'elenco in esso contenuto dei 39 interventi a "basso impatto" che dovrebbero godere di un iter accelerato.

L'idea di alleggerire il controllo su interventi minimi che non incidono sulla bellezza del paesaggio viene rafforzata e il decreto Sblocca Italia dà al regolamento nuovi argomenti da trattare. La lista si allunga e vengono inclusi nuovi punti. Il regolamento dovrà infatti cancellare alcuni degli interventi inseriti nell'elenco delle 39 opere di  "lieve entità" incluso nell'allegato I al DPR 139/2010.  Una volta depennati andranno costituire un nuovo elenco di interventi per i quali non è richiesto alcun nulla osta paesaggistico.

Il regolamento avrà inoltre il compito di individuare interventi di "lieve entità" che potranno essere regolati tramite accordi di collaborazione tra il Ministero, le Regioni e gli enti locali. Si tratta degli accordi che le amministrazioni possono concludere tra loro per disciplinare lo svolgimento di attività di interesse comune (art. 15 della legge 241/1990).

Con una modifica al Codice degli Appalti si tenta di velocizzare la verifica preventiva dell'interesse archeologico (art. 96 DLgs 163/2006). Viene stabilita una scadenza per l'emanazione da parte dei ministeri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture delle linee guida previste dal Codice al fine di velocizzare le verifiche preventive e renderle più efficaci. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2014.

di Mariagrazia Barletta

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