Ok al DDL Stabilità: non passano le modifiche al regime forfettario 2015

Al Senato si gioca la battaglia per ampliare la platea dei beneficiari

L'Aula di Montecitorio ha approvato il testo del DDL di Stabilità su cui il Governo ha incassato tre fiducie. Fallito, almeno per ora, il tentativo di alzare la soglia di reddito per l'accesso al nuovo regime dei minimi.

Gli emendamenti al nuovo regime fiscale forfettario, introdotto dal DDL di Stabilità, non passano nel testo licenziato alla Camera. Gli obiettivi delle modifiche proposte erano principalmente due. Primo: innalzare la soglia limite di ricavi e compensi - pari a 15mila euro per i professionisti - che determinerà l'ingresso nel nuovo regime. Il secondo tentativo consisteva nell'abbassare l'imposta sostitutiva fissata al 15 per cento. Il provvedimento va ora al Senato in prima lettura ed è lì che si gioca la battaglia per ampliare la platea dei beneficiari.

La settimana scorsa Armando Zambrano, in qualità di coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche aveva incontrato il sottosegretario del Ministero dell'Economia e delle finanze, l'on.Enrico Zanetti. Un incontro proficuo durante il quale Zambrano aveva ottenuto rassicurazioni. L'on. Zanetti si era detto pronto ad impegnarsi per la modifica dell'art. 9 della legge di Stabilità 2015, riguardante il nuovo regime.

La richiesta delle Professioni tecniche consisteva nell'alzare a 30mila euro la soglia di reddito entro la quale applicare il regime forfetario di favore previsto per i professionisti, ampliando così la platea dei beneficiari.

«Il previsto abbassamento dagli attuali 30mila a 15mila euro annui escluderebbe un numero consistente di professionisti dal regime di vantaggio, ridimensionando lo spirito stesso della norma che intendeva sostenere una platea ampia di lavoratori autonomi con capacità reddituale contenuta e con difficoltà di crescita nell'attuale fase di crisi», affermano le professioni tecniche. «La misura originaria - continuano - potrebbe rendere addirittura non conveniente tale regime agevolato rispetto a quello ordinario. Al di sotto dei 30mila euro infatti, la non deducibilità delle spese prevista dal regime forfetario, sostituita dall'applicazione di un coefficiente per il calcolo dell'imponibile, può generare addirittura un livello di tassazione maggiore rispetto a quello ordinario».

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