Decreto terremoto, si avvia la ricostruzione: progettisti e direttori dei lavori abilitati con una lista

Trasparenza del processo. È questo il filo conduttore del decreto legge - varato oggi - con il quale il Consiglio dei ministri ha approvato le misure in favore delle popolazioni coinvolte dal sisma del 24 agosto. Ecco perché la prima regola è sapere chi sono le persone che interverranno nella ricostruzione. Così, le imprese impegnate sia in campo pubblico che privato, dovranno essere iscritte nelle white list, e, analogamente, i professionisti (progettisti e direttori dei lavori), coinvolti nella ricostruzione, dovranno essere iscritti in un'apposita lista di abilitati. Il commissario Vasco Errani ha poi annunciato assunzioni a tempo determinato per rafforzare gli uffici della ricostruzione.

Un decreto a più velocità

Si tratta di un decreto a più velocità. Prima le misure per far ripartire le imprese, per riparare le case lievemente danneggiate, e realizzare strutture provvisorie che possano dare sede a municipi, chiese e altri edifici pubblici distrutti, il cui ripristino delle funzioni è indispensabile per ritrovare il senso di comunità e per evitare lo spopolamento dei luoghi. Poi le disposizioni che servono per affrontare l'intera ricostruzione, che, ovviamente, durerà più anni. Come ha sottolineato Vasco Errani, commissario alla ricostruzione, per riedificare i borghi distrutti servirà prima dedicarsi alla pianificazione urbanistica, come operazione preliminare.

«Il decreto legge varato - ha precisato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Claudio, De Vincenti - è un provvedimento articolato e, per quanto possibile, esaustivo delle misure che servono alla ricostruzione». «Un provvedimento che affronta sia il tema delle risorse che delle politiche attive», ha rimarcato Errani.

Molte le misure previste: prestito d'onore per il riavvio delle attività produttive, cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, rinvio di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l'impossibilità del pagamento è strettamente connessa al terremoto. E, non ultimo, il risarcimento integrale per le case e gli edifici colpiti.

Aggiornamento: il DL è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore dal 19 ottobre
Decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189. Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016. (GU Serie Generale n.244 del 18-10-2016) 

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I danni risarciti al 100 per cento, comprese le seconde case

Il decreto prevede il risarcimento integrale dei danni causati ai privati nelle aree del cratere, sono comprese non solo le prime abitazioni, ma anche le sedi di attività produttive e le seconde case. Il cratere, in particolare, comprende 62 comuni, scelti - ha spiegato Errani - in base all'intensità del danno subito e al carattere strategico che ciascun luogo può avere - in termini economici - nella ricostruzione. Il commissario ha nominato i territori di montagna interessati da fenomeni di spopolamento, lasciando intendere che a questi sarà riservata un'attenzione particolare, con l'obiettivo di costruire nuove politiche di sviluppo e invertire il fenomeno dell'abbandono.

Nei Comuni al di fuori del cratere viene riconosciuto un risarcimento pari al 100 per cento per prime e seconde case situate all'interno dei centri storici, mentre per le seconde case al di fuori dei borghi il tetto sarà del 50 per cento.

A fare da leva per lo sviluppo ci saranno anche i parchi nazionali del Gran Sasso e Monti della Laga e dei Monti Sibillini, che saranno oggetto di finanziamenti.

Le risorse in campo

Subito sul piatto ci sono 200 milioni per avviare la ricostruzione e si arriva a 300 milioni se si aggiungono le risorse necessarie per coprire il rinvio di imposte e tasse.

Si stima, poi, ci vorranno 3,5 miliardi per la ricostruzione degli edifici privati e 1 miliardo per quelli pubblici. Tutte risorse che troveranno spazio nella legge di Bilancio che il Consiglio dei ministri prevede di approvare sabato prossimo. Si tratta di risorse per la maggior parte nazionali, «solo il 6 per cento deriva da un contributo della Commissione europea» ha precisato Claudio De Vincenti.

Risorse che finanziano la ricostruzione, «compreso il miglioramento sismico». Gli interventi dovranno infatti prevedere misure di miglioramento ed adeguamento sismico.

Legalità e trasparenza

Per i risarcimenti legati alla ricostruzione, il cittadino dovrà solo scegliere la banca di riferimento, ha spiegato Errani, sarà questa, poi, a pagare i progettisti e le imprese e ad ogni Stato di avanzamento dei lavori.

Oltre alla supervisione dell'Anac, è prevista una centrale unica di committenza e poi le stazioni appaltanti, che saranno: gli uffici della ricostruzione (4 in tutto), il ministero delle Infrastrutture e il ministero dei Beni culturali per le opere di loro competenza.

Negli uffici della ricostruzione saranno riunite le forze di Comuni e Regioni interessate e ci saranno - ha annunciato Errani -assunzioni a tempo indeterminato.

Mariagrazia Barletta

 

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