Lo stop pandemico senz'altro è servito a far si che il comparto del design - strategico per il Paese intero, per quanto riguarda occupazione, ricerca e know how - si mettesse in discussione, costretto a ricalibrare molte di quelle che ormai erano considerate certezze, specialmente sul fronte eventi. Come il Salone del Mobile ad aprile, e tutta la galassia di occasioni satelliti che vi orbitavano attorno. Ecco perché, come ha affermato Giancarlo Giorgetti, Ministro per lo Sviluppo Economico "Come Governo abbiamo sostenuto che il Salone dovesse assolutamente farsi, seppur con tutte le precauzioni del caso. Parola d'ordine: ripartire. E l'Italia riparte dai suoi punti di forza, dando al mondo l'immagine di una nazione che non si arrende."

Prima grande mostra del design a riaprire in presenza, il Salone del Mobile.Milano immaginato per settembre, si prefigge, come istanza principale, quella di riaffermare la centralità di Milano nel panorama internazionale del progetto, della cultura e dell'innovazione, ma anche dell'artigianalità, della qualità, della creatività che fa sistema. Dichiara Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo: "Accettare la sfida di organizzare un evento speciale, in un anno così difficile e complicato, è il segno tangibile di quanto i nostri imprenditori e la Federazione abbiano gettato il cuore oltre l'ostacolo per portare, ancora una volta, la comunità del design, i buyer nazionali e internazionali, i media e anche il pubblico generalista a Rho Fiera, per partecipare a un evento che non ha pari al mondo e che solo la città dii Milano è in grado di ospitare. [..]" Continua Feltrin: "Sappiamo bene che quella di settembre sarà un'edizione diversa e data l'eccezionalità del momento non poteva essere altrimenti, ma se c'è un filo rosso che la lega al Salone del Mobile.Milano sarà l'indiscussa qualità dei prodotti in mostra e il prestigio dei nostri brand che saranno esaltati e valorizzati nel percorso espositivo pensato da Boeri e dai curatori appositamente scelti per l'occasione. Sono certo che il risultato sarà sorprendente: le aziende del design sono pronte a tornare sulla scena internazionale più forti di prima e l'evento di settembre sarà il miglior biglietto da visita per dire al mondo che il nostro settore è fermamente saldo al proprio posto e proiettato verso nuove sfide".

Nuovo nome, nuovo format

Edizione nuova, naming nuovo, logo nuovo, format nuovo. Insomma, un sistema nuovo, pensato da un team internazionale di co-progettisti coordinati da Stefano Boeri: Andrea Caputo, Maria Cristina Didero, Anniina Koivu, Lukas Wegwerth, Marco Ferrari ed Elisa Pasqual di Studio Folder. Una squadra transdisciplinare capace di "coniugare apertura, entusiasmo, consapevolezza e rigore nella definizione di percorsi innovativi che sapranno valorizzare progetti e prodotti in un contesto fatto di prossimità, riflessione e condivisione" e che collaborerà con Giorgio Donà, co-founder e direttore di Stefano Boeri Interiors.

Andrea Caputo, Anniina Koivu, Marco Ferrari ed Elisa Pasqual di Studio Folder, Giorgio Donà, Lukas Wegwerth, Maria Cristina Didero e Stefano Boeri

Un format pensato tutto intorno al tema dell'esperienza utente, che colleghi - in un rapporto di sincronicità commerciale, relazionale e culturale - spazi, aziende e persone, ma anche storia, futuro e innovazione. Il format proposto, è quello di una grande biblioteca del design che celebrerà la rinnovata attenzione e cura per gli spazi dell'abitare contemporaneo e la cui scenografia valorizzerà le creazioni messe a catalogo negli ultimi 18 mesi dalle aziende con i loro prodotti storici (che, grazie al debutto della piattaforma digitale del Salone del Mobile.Milano, potranno essere acquistati al termine di una ricca e coinvolgente customer journey, di cui una parte ricavato contribuirà a una causa benefica).

L'idea è stata chiamarlo con un superlativo - "supersalone" - che oltre ad essere di buon auspicio sia anche manifesto programmatico dell'evento. Anche il logo presentato da Studio Folder è dinamico, frutto di connessioni, aperture e di un approccio visivo complesso. Il Salone del Mobile.Milano 2021 si tratterà, infatti, di un unicum, un momento irripetibile, un appuntamento che uscirà dai confini di un incontro puramente B2B e B2C per guardare a inedite contaminazioni culturali, nel pieno rispetto delle regole e dei protocolli sanitari adottati a livello nazionale.

Allestimento

Nuovo anche l'allestimento in Fiera, che, innanzitutto, accoglierà i visitatori all'uscita dalla metro / all'ingresso Porta Est, con una zona di filtro verde composta da 200 alberi (grazie al progetto Forestami), che al termine dei sei giorni di evento, verranno ripiantumati in città. Sempre in ottica di circolarità, sostenibilità e re use, anche tutti i materiali e le componenti utilizzati per l'allestimento sono pensati per poter essere smontati e successivamente riutilizzati.

Rispetto al solito sistema per stand, quest'anno la proposta del team progettuale è quella di ribaltare l'idea espositiva, attraverso un allestimento che utilizzi principalmente le superfici longitudinali: una sequenza di lunghi setti paralleli, studiati per le specifiche categorie merceologiche, in cui le aziende possano raccontare la propria identità ed esporre i propri prodotti su pareti verticali, usando, in alcuni casi, anche le superfici orizzontali, entrambe modulari. "La parete qui non è intesa come un elemento dogmatico - afferma Andrea Caputo - la si può decostruire, lasciarne la struttura nuda, a vista, giocare con le proporzioni. Un sistema aperto che si traduce in diversi approcci di layout. Tutti molto instagrammabili."

Una maglia espositiva fluida e dinamica che consentirà al visitatore di navigare liberamente all'interno di un enorme archivio, nazionale e internazionale, della creatività, dell'eccellenza e del saper fare. L'allestimento in Fiera sarà inoltre intervallato da diaframmi, pause verdi, aree e percorsi tematici immaginati dallo Studio Stefano Boeri Architetti e dai cinque co-progettisti: arene per talk di condivisione e approfondimento, lounge riservate agli incontri informali e di business delle aziende, aree dedicate ai giovani delle scuole di design, food court ideate e realizzate in collaborazione con Identità Golose - The International Chef Congress, aree social e relax.

Un nuovo modo di concepire lo spazio fieristico che diventa luogo dalle molteplici possibilità di incontro e, contemporaneamente, un invito a soffermarsi, a pensare, a sentire e, dunque, un antidoto contro la banalizzazione frettolosa di tante esposizioni.

supersalone Salone del Mobile.Milano render 

Un'edizione phygital

In questo scenario, il mix tra digitale e presenza fisica, phygital per l'appunto, garantirà un'esperienza altamente coinvolgente. Ma la novità più rilevante in questo senso arriva con l'apertura di una nuova piattaforma del Salone del Mobile.Milano, che debutterà il 30 giugno, studiata per valorizzare, attraverso contenuti originali, il design in mostra, ma anche per porre l'utente al centro dell'evento prima, durante e dopo la visita. Uno strumento che ha un duplice intento: quello di fornire alle aziende uno spazio virtuale attivo tutto l'anno per gli scambi commerciali e un contenitore editoriale. Insomma, un crocevia digitale che creerà nuove forme di integrazione e interconnessione fra differenti mondi, utenti e mercati.

Infine, particolare per questa edizione il coinvolgimento de la Triennale, che sarà l'hub "supersalone" in città, attraverso una proposta culturale che, oltre alle mostre dell'istituzione legate alla storia del design e del Salone, presenterà una serie di progetti inediti.

SUPERSALONE | Salone del Mobile.Milano
5-10 settembre 2021

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salonemilano.it