Da una parte una zona prativa - aperta, visibile, vicina al centro abitato, adatta all'organizzazione di eventi sportivi e culturali; dall'altra quella boschiva - isolata, intima e al tempo stesso wild.

È un doppio scenario, urbano e al tempo stesso selvaggio, la chiave di successo del progetto di ArchLivIng e Studio Majone Ingegneri Associati - con l'intervento di landscape di Diego Baronchelli, Francesca Capellini e Francesco Prete - vincitore del concorso di progettazione indetto dal Comune di Bagno di Romagna per la riqualificazione del suo attuale centro sportivo, da trasformare in un grande parco pubblico per lo sport e il tempo libero.

A definire l'intervento è proprio il loop, un percorso ad anello misto - pedonale e ciclabile - che connette le tre aree e attiva nuovi scenari, aggiungendo un importante tassello di mobilità dolce grazie al collegamento con la pista ciclabile esistente.

Un segno fluido, che identifica nel percorso i differenti spazi tematici - sportivo, ambientale e funzionale - integrando il fabbricato del palazzetto dello sport (in fase di analisi identificato come punto di criticità) nel masterplan complessivo.

Ad arricchire il progetto è, inoltre, il nuovo rapporto instaurato con il fiume Savio, raggiunto grazie a una serie di scelte volte alla sicurezza del territorio, alla valorizzazione dell'elemento naturale e alla volontà di offrire ai fruitori di godere appieno del contesto naturale in cui il parco è collocato, in connessione con altre realtà limitrofe.

Con i nuovi servizi il Parco di Bagno di Romagna diventerebbe un punto di riferimento sportivo e ambientale anche per centralità più distanti come Cesena e Arezzo.

Gli spazi aperti e il programma funzionale

L'intervento propone un'offerta variegata ma unitaria, che mantiene salda l'identità del luogo tanto come attrattore naturalistico-culturale, quanto come polo sportivo alla larga scala.

Il programma funzionale si divide, infatti, tra le attività di pertinenza del centro sportivo (piscina all'aperto, il campo multisport, i due campi da tennis, la biopiscina) e quelle destinate agli abitanti di Bagno di Romagna, strutturati attraverso una sequenza di spazi per l'attività fisica all'aperto, suddivisi tra "urban fitness" (pista atletica e le postazioni di ginnastica all'aperto/percorsi collegati) e "wild fitness" (elementi di parkour, crossfit, bouldering, slackline) pensati a partire dagli elementi naturali qali rocce, tronchi e gli alberi stessi.

La proposta prevede, inoltre, l'inserimento di orti didattici a servizio dell'adiacente Scuola secondaria, del giardino botanico della fitodepurazione che richiama alla memoria l'ex vivaio e delle piattaforme per la pesca sportiva e per il relax.

Il rapporto con il fiume

Attraverso l'adozione di "Nature Based Solutions" - come briglie vive per la regimazione degli argini, rivestimenti anti-erosivi e combinate di consolidamento dei versanti come palificate vive e gabbionate - il progetto prevede di accogliere due aree allagabili che consentono al fiume di espandersi al di fuori dell'alveo, raggiungendo anche la fascia di inondazione di piena catastrofica, senza apportare danni al territorio.

Il confronto con il fiume è poi rafforzato dall'introduzione di un sistema di piattaforme collocate a diverse altezze, che consentono un diverso utilizzo a seconda della stagione e della portata d'acqua.

Oltre a garantire il collegamento con il versante opposto della montagna e, quindi, alla rete escursionistica, è prevista, infatti, la possibilità di praticare la pesca sportiva, rilassarsi e prendere il sole, organizzare piccoli eventi all'aperto, fare esperienza nella natura circostante.


CREDITI DI PROGETTO

RTP: ArchLivIng, Studio Majone Ingegneri Associati
CLIENT: Comune Bagno di Romagna (FC)

TEAM

Landscape Architecture: Diego Baronchelli (capo progetto), Francesca Capellini, Francesco Prete
Architecture and Engineering: ArchLivIng (Niccolò Suraci, Emanuele Protti, Carlotta Roncati, Cristiano Tosco, Alessandro Nicastro, Raffaele Mattioli)

© RIPRODUZIONE RISERVATA