Architettura e biofilia: completato a Singapore il grattacielo firmato BIG e Carlo Ratti Associati

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Architettura biofilica per il grattacielo che si inserisce nello skyline di Singapore, un edificio di 280 metri di altezza, realizzato in quattro anni e progettato da Big - Bjarke Ingels Group e Cra - Carlo Ratti Associati, selezionati a conclusione di un concorso internazionale di progettazione lanciato da una delle più importanti società asiatiche del real estate, CapitaLand. 

Il grattacielo - finanziato da una joint venture costituita fra CapitaLand Limited, CapitaLand Commercial Trust e Mitsubishi Estate Co., Ltd. - sorge nel cuore del distretto finanziario, in un'rea precedentemente occupata da un parcheggio e da stand di venditori ambulanti. Giardini interni dalla vegetazione lussureggiante serpeggiano tra gli uffici, gli spazi commerciali (anche dedicati ai venditori ambulanti), le residenze, i ristoranti e gli spazi pubblici. 

Capitaspring, fotografie di © Finbarr Fallon

L'architettura direzionale offre dunque un'esperienza ricca e ibrida. A caratterizzare la facciata sono elementi verticali che, in corrispondenza del tetto, del nucleo e della base del grattacielo, si deformano in modo da far scorgere la vegetazione che si sviluppa negli spazi interni, formando delle "oasi verdi".

A livello stradale, CapitaSpring restituisce al pubblico una porzione della storica Market Street, pedonalizzandone un tratto e creando un paesaggio verde al piede dell'edificio, una sorta di giardino che introduce nella City Room, un ampio openspace, alto 18 metri. L'iconico e preesistente Market Street Hawker Center viene ricreato nell'edificio al secondo e terzo piano dove sono collocati 56 stand gastronomici.

Capitaspring, fotografie di © Finbarr Fallon

«Con i suoi 280 metri di altezza, spazi per la comunità - interni ed esterni - dove lavorare, vivere e giocare, il progetto si pone in continuità con l'urbanistica verticale e pionieristica di Singapore. Ispirandoci al carattere unico di Singapore, estremamente densa e verde, abbiamo deciso di concepire il progetto come un'esplorazione verticale dell'urbanistica tropicale. Al piede dell'edificio, la strada è chiusa per formare un nuovo parco lineare e una piazza pubblica. Un parco verticale al centro della torre forma una passeggiata a spirale che sale tra alberi tropicali, tronchi e tettoie», dichiara Bjarke Ingels, socio fondatore di Big.

Capitaspring, fotografie di © Finbarr Fallon

«Capitaspring - conclude l'architetto danese - è come una visione sul futuro in cui città e campagna, cultura e natura possono coesistere e i paesaggi urbani possono espandersi senza restrizioni nella dimensione verticale».

Capitaspring, fotografie di © Finbarr Fallon

«Sono onorato di contribuire all'evoluzione in corso dell'architettura di Singapore intesa come una fusione distinta tra contemporaneo e tropicale. Nel nostro progetto, questo si manifesta come una transizione senza soluzione di continuità tra il giardino e la città, che si concretizza nelle facciate e in una serie di rigogliosi giardini a spirale che mettono in connessione le varie funzioni ricche di servizi che garantiscono ampie possibilità di utilizzo degli spazi», spiega Brian Yang, partner in charge dello studio Bjarke Ingels Group, originario di Singapore.