Gennargentu: riqualificazione della montagna sarda

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Sabato 20 Marzo 2010, si è tenuta presso la sede del Comune di Fonni (NU), la presentazione dei progetti finalisti del concorso internazionale “Gennargentu: riqualificazione della montagna Sarda.

La giuria ha stilato la graduatoria dei progetti presentati e assegnato il punteggio di 79,4/100 al team composto da Ingtech s.r.l (capogruppo) * Carmelo Allegra, (Progettista) * Valeria Cametti, (Progettista) * Claudio Merler, (Progettista) * I.S.C. s.r.l., (Progettista) * Antonio Nanu, (Progettista) che si aggiudica il concorso.

la motivazione della giuria:
il progetto ha saputo sintetizzare con un linguaggio architettonico originale, la scelta di una struttura semplice e funzionale ad un’immagine architettonica chiara, matura e coerente con quanto richiesto dal bando di gara. Si evidenzia la continuità logica dei percorsi proposti che rendono fruibile la struttura in tutti periodi dell’anno.

Relazione illustrativa _ PREMESSA

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la piena comprensione del paesaggio, dell’ecosistema e della morfologia locale sono alla base del progetto presentato valorizzandone ogni singola peculiarità e perseguendo una visione unitaria e armoniosa dell’intervento.

In tal senso ogni opera è calibrata per ottenere una maggiore efficienza e del minor impatto, svolgendo il tema formale e architettonico come parametro unificatorio e valorizzativo.

Le caratteristiche comuni salienti possono essere così riassunte:

• adozione di interventi di ingegneria naturalistica leggeri e mirati, optando per soluzioni in cui il legno, la pietra e il verde naturale prevalgono

• rispetto della morfologia del terreno e riduzione dei rimodellamenti ai soli tratti necessari a garantire stabilità e sicurezza

• definizione dei nuovi edifici nell’ottica di un linguaggio contemporaneo, non imitativo di forme vernacolari ma che sa evocare forme archetipiche (la falda, il muro, la strettoia, il sentiero) e naturalistiche (il masso, la faglia, l’elemento scistoso, il torrente) proprie del territorio locale.

• composizione di un sistema scenografico capace di attirare consenso del pubblico e funzionalmente efficiente.

• creazione di spazi aperti per il tempo libero e la sosta con un carattere fortemente dedicato e non di risulta (come nel caso del parcheggio che diventa anche area di sosta o di gioco).

IL RIFUGIO DI BRUNCU SPINA E L’INGRESSO ALLE PISTE

La progettazione del rifugio avviene in maniera contestuale alla comprensione dell’intorno immediato e di sfondo, ovvero l’ambito paesaggistico influenza marcatamente l’iter ideativo a partire dai primi schizzi di studio e dimensionamento.

Il primo dato considerato è stato quello relativo al posizionamento del rifugio rispetto alla strada e rispetto alla zona di arrivo delle piste da sci; in accordo con il progetto preliminare disposto dal Comune di Fonni è stata scelta come ideale la posizione a livello con la zona di arrivo delle piste, rialzata di circa 9 metri rispetto alla strada. Funzionalmente ciò consente di avere un ambito unitario di accesso alla montagna filtrato dalla zona viaria dal salto di quota e dal trattamento delle scarpate, ovvero dal sistema di salita verso il rifugio.

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Dovendo realizzare un complesso composto da tre distinti componenti (rifugio, locale nolo attrezzature, ricovero mezzi operativi) si è pensato di svolgere l’edificio secondo una sezione circa costante con sviluppo in lunghezza a seguire la curva di livello di margine del pianoro di arrivo delle piste. In questo modo il rifugio assume pianta spezzata in due punti, cinge il pianoro di arrivo delle piste creando un ambito a corte e segna col costruito il valico tra la zona di circolazione viaria e la zona escursionistica montana. Anche la definizione degli spiccati avviene nell’ottica di un dialogo con il paesaggio, infatti i volumi si staccano dal suolo con un movimento tettonico e fluido a partire dalla copertura che si genera da terra e delimita con tagli netti a salire lo stacco al cielo di tutto l’edificio. Allora la conformazione finale mostra un’architettura di chiaro segno contemporaneo, con superfici nette e spigoli vivi, a richiamo della pietra tagliata e vicina all’ideale di austerità montana.

Il rifugio si configura come una “rocca” con la cordonata che risale con un percorso organico tra i muretti di pietra e le cunette verdi con arbusti, fino ad incanalarsi nella strettoia creata tra il fianco del rifugio e quello del monolitico corpo di fabbrica della rimessa dei mezzi operativi. La disposizione di questo particolare punto è voluta proprio per enfatizzare il ruolo di "valico", di portale avente carattere tra l’artificiale e il naturale, con richiamo ai sentieri di costa montana radenti ai massi e alle pareti rocciose; viceversa il valico imboccato da monte diventa un cannocchiale prospettico sul paesaggio.

SISTEMAZIONE PAESAGGISTICA A VALLE DEL RIFUGIO

La zona antistante il rifugio, ora costituita dalla sede viaria ammalorata e dai parcheggi a gradoni, acquisisce in sede di progetto una connotazione di pregio formale e una rinnovata funzione ricettiva: si è ritenuto cruciale ripensare l’intera zona in funzione sia di una complementarità estetica con l’ambito del rifugio che con una maggiore sostenibilità ambientale ed una riduzione delle superfici asfaltate.

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