InNatur, centro di ricerca sulla natura

i risultati della 3a edizione del concorso di idee inNatur

Opengap annuncia i vincitori della terza edizione del concorso d’idee inNatur per la progettazione di un centro di ricerca e divulgazione sulla natura. Un luogo dedicato all’apprendimento creativo e promotore di una profonda comprensione dell’ambiente naturale.

La richiesta era proporre nuove idee e immaginare strategie innovative per raggiungere particolari sinergie tra l’edificio progettato e il contesto naturale protetto. Scelto, quest’ultimo, dagli stessi partecipanti. Il sito in cui ubicare la propria architettura doveva prestarsi alle necessità di studio e promozione della natura insite nella finalità del centro di ricerca.

La giuria, composta dagli architetti Alexander Von Angerer, Juan Carral O’Gorman e Ulises Omar Zuñiga, ha così decretato i vincitori:

Al primo posto

Quang Le, Lien Hoang Phuong (Vietnam)

Secondo la giuria: «Il progetto va al di là della visione romantica della natura, spesso considerata come qualcosa di indipendente dall’essere umano. Si tratta di una riflessione sulla trasformazione dell’ambiente per mano dell’uomo e sulla natura come un concetto che ha origine in ambiti culturali concreti. Il progetto non punta a mostrare la natura come contesto meraviglioso ma mette in risalto il desiderio umano di controllarla e di intervenire su di essa. Tale idea diventa più forte attraverso l’uso del cemento ed il riutilizzo di una struttura esistente»

Al secondo posto

Frida Boström e Marika Lundberg (Svezia)

«Il progetto è di per sé una interpretazione della natura, non è un sito per la ricerca sulla natura» afferma la giuria, seconda la quale: «Con successo, la proposta invita a pensare all’architettura come un esercizio per dare spazio all’esperienza umana. Invece di calare un grande edificio in mezzo alla natura viene proposta una serie di diversi piccoli interventi».

 

Al terzo posto

José Manuel Rodríguez Dávila e Carolina Turmo Olivié

Secondo il giudizio della giuria: «L’edificio mette in atto un esercizio mimetico che riduce la scala e la complessità del paesaggio per permetterne una migliore comprensione. Una proposta sensibile che ben si integra con il sito. Adottando un progetto vernacolare, sviluppandosi ad una quota interrata e lavorando sui cortili, il progetto giunge a immaginare spazi interessanti che promettono una buona funzionalità per un centro di ricerca e divulgazione sulla natura. Attraverso la selezione dei materiali e la forma, l’edificio conquista un buon dialogo con il sito».

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