Open Call per 5 case sugli alberi: ecco i nomi dei vincitori

La open call per la realizzazione di 5 case sugli alberi lanciata da Ternifestival lo scorso giugno per realizzare residenze temporanee per artisti ha individuato, nelle proposte avanzate da architetti di tutta Europa, i suoi progetti vincitori. 

Le residenze artistiche di “Foresta”, progetto innovativo di Ternifestival 2016, saranno autocostruite dai progettisti sulle piante di tiglio che adornano il viale del Caos – Centro arti opificio Siri di Terni. La costruzione si svolgerà tra il 27 agosto e il 10 settembre e saranno abitate dagli artisti durante il Terni Festival, che si svolgerà dal 16 al 25 settembre 2016. 

I cinque vincitori sono stati Equalogical Lab, Jacob Dench – Dario Sanchez e Chris Pugsley, Zapoi, Falegnameria Fa.Sa. e Simone Picano – Valeria Poggiani – Mauro Poggiani. Gli artisti inquilini, invece, saranno Expodium// Friso Wiersum (Paesi Bassi), Michele Di Stefano (Italia), Veridiana Zurita (Brasile) e Christophe Meierhans (Svizzera).

A premiare i vincitori sono state una giuria artistica e una tecnica. Della prima hanno fatto parte Stefano Boeri, progettista del Bosco Verticale, Mariella Stella, co-fondatrice di Casa Netural a Matera e Leonardo Zaccone, sound designer cofondatore di Roma Makers e di Corete.

5 case sugli alberi i progetti vincitori

CAOS | Equalogical Lab

Il progetto Caos, firmato dal gruppo romano Equalogical Lab, si basa sulla geometria della forma sferica, attraverso la quale cerca di interpretare la complessità della natura e del suo rapporto con l’uomo e con l’arte. 

La struttura è progettata in modo tale da non gravare sull’albero e sulle sue radici, ma è ancorata direttamente al terreno. 

La casa è stata ideata per essere autocostruita con materiali naturali e riciclati e per presentarsi come una struttura autoportante, smontabile e riciclabile. La tecnologia è semplice e a basso costo e prevede il coinvolgimento di adulti e ragazzi, anche in età scolare, attraverso un processo iterativo e ripetitivo. 

OTTAVIA | Jacob Dench – Dario Sanchez e Chris Pugsley

Il gruppo di lavoro neozelandese si è guadagnato la vittoria con Ottavia, una città-ragnatela, costituita da due montagne scoscese separate da un precipizio e, nel vuoto, dalla città vera e propria, legata da funi, catene e passerelle.

I camminamenti sono assicurati da traversine di legno o da maglie di canapa a cui aggrapparsi con le mani. La rete serve da passaggio e da sostegno, mentre tutto il resto è appeso sotto di esse. Le scale di corda, le amache, le case fatte a forma di sacco, le terrazze e i lampadari diventano il simbolo di una vita sospesa.

Anche la casa ricorda un sistema vivibile inserito in una ragnatela. 

Falegnameria Fa.Sa.

La casa progettata dal team di Campobasso ha la forma di un poliedro non regolare con forma quasi sferica. La struttura è fenerata dalla ripetizione di un triangolo regolare che racchiude nel solido l’intero volume. La scelta della forma deriva dalla volontà di creare una residenza costituita da piccoli elementi standardizzati che, uniti tra di loro, sono capaci di dar vita ad una struttura rigida ma leggera.

Un solaio in legno che si prolunga lateralmente toccando il terreno rappresenta la struttura portante del progetto. 

LAMPIRIDE | Zampoi

Lampiride, progetto firmato dal gruppo campano Zampoi, è una lucciola, un grande punto luminoso nell’oscurità della natura. La struttura esterna ricorda la corazza di un coleottero che si intravede tra i rami.

Durante il giorno la casa appare solida nella sua struttura caratterizzata da pilastri e travi a vista, ma di notte diventa solo luce e si trasforma in un punto di riferimento luminoso nell’oscurità della natura. 

Il sistema costruttivo è molto semplice ed è basato su un nodo. È autoportante, non essendo sorretta dall’albero su cui si appoggia, sebbene sia intrecciata con esso. 

Simone Picano – Valeria Poggiani – Mauro Poggiani

Il team romano-ternano ha elaborato un concept che ricorda molto la forma di un nido. La residenza è costituita da un rivestimento formato da decine di funi annodate intorno ai rami in modo molto semplice, senza utilizzare colle o chiodi. Lo spazio è intimo e definito e si inserisce tra i rami dell’albero come un vero e proprio nido.

Per garantire una maggiore stabilità alla struttura di funi è previsto l’irrigidimento con alcuni elementi lignei.

Menzioni speciali

La giuria ha assegnato anche una menzione speciale a Barbra Srpkova e Daniel Selensky per l’interpretazione innovativa del concept della call e l’ironia della proposta progettuale. “The Tree House”, infatti, proponeva una struttura rovesciata di casa sull’albero.

Un’ulteriore menzione speciale è andata allo studente greco Fofo Kalfa per la miglior casa sull’albero che, nonostante la struttura tradizionale, propone un modello versatile basato su moduli scorrevoli che la aprono a molteplici sperimentazioni. 

Maggiori informazioni sui vincitori del concorso e sui progetti sul sito internet www.orestaternifestival.tumblr.com

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