SCIA. La Modulistica nei Comuni

Con le ultime leggi introdotte in materia edilizia, l'intento di semplificazione delle procedure di autorizzazione - che dovrebbe giustificarne l'entrata in vigore - si scontra con situazioni e problemi reali, complicando, tra l'altro, il lavoro dei professionisti chiamati a seguirne l'iter burocratico.

Con l'ultimo istituto, introdotto dalla legge 122/2010: la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), le problematiche nascono non solo dalle specificità della norma che, nonostante gli ultimi chiarimenti, lascia irrisolte diverse questioni, quanto anche dalla più pratica difficoltà di reperire una modulistica aggiornata presso i Comuni competenti per territorio.

Ed allora comprendere quale sia la documentazione da produrre in caso di SCIA diventa impresa ardua, specie se alla situazione di generale incertezza scaturita dalla nuova norma si aggiunge una mancanza o incompletezza di informazioni provenienti dai tecnici degli uffici preposti.

Quello della modulistica è solo l'ultimo "scoglio" nella cronologia degli adempimenti a cui il professionista deve dare soluzione. Esso è preceduto da altri ostacoli, tra questi la comprensione di quale titolo edilizio richiedere per la specifica tipologia di opere da realizzare.

Compito complicato dall'incremento di titoli abilitativi dovuti prima alla nascita di nuove procedure introdotte dalla L 73/2010 (interventi liberi e comunicazioni di inizio lavori) e più di recente dall'istituzione della SCIA. Anch'essa ha, infatti, contribuito in tal senso, perché, se l'intento dei legislatori era quello di sostituire la DIA con la SCIA, di fatto per molti comuni la DIA resta in vigore come permesso in zone sottoposte a vincolo, non essendo ancora chiaro se in queste sia possibile o meno far ricorso alla SCIA.

Ad intricare ancora il lavoro del professionista contribuisce, inoltre, il carattere generico, poco chiaro della legge introduttiva della SCIA che, per il mancato coordinamento con il TUE (DPR 380/2001) e per le diverse incertezze applicative che ne sono scaturite, costringe i tecnici a muoversi in maniera incerta in regole mal definite.

Modulistica SCIA nei Comuni d'Italia

In attesa degli auspicati chiarimenti ed interventi legislativi che possano offrirci maggiori certezze, si cercherà di seguito di facilitare il professionista nella individuazione - nel caso sia chiamato a presentare una SCIA - della documentazione da produrre. Ci si avvale, per questo, dell'ausilio di alcune pagine web di siti istituzionali di Comuni che hanno utilizzato questo mezzo per dare utili informazioni a cui fare riferimento, indicazioni che possono costituire una preziosa guida di riferimento anche per chi non lavora in ambito territoriale di competenza di uno dei "virtuosi" comuni.

Sebbene, infatti, siano ancora molti i Comuni che non hanno provveduto ad aggiornare la modulistica nei loro siti - compresi quelli che amministrano le grandi città - ve ne sono alcuni che questa operazione l'hanno svolta ed anche in maniera esaustiva. Se ne riportano di seguito alcuni:

Da segnalare è il sito del Comune di Bergamo che ha messo a disposizione una vera e propria guida, descrivendo innanzitutto l'istanza, la tipologia di interventi sottoposti a SCIA, la documentazione da presentare, quella principale e gli allegati, suddividendoli in obbligatori e facoltativi per specifici interventi. Ciascun elemento dell'elenco della documentazione è cliccabile e riporta o ad approfondimento o al modulo predisposto in formato doc o pdf. Approfondimenti chiari e specifici sono dedicati, inoltre, al pagamento dei contributi e all'iter del particolare procedimento.

Altre indicazioni relative agli adempimenti dovuti si ritrovano nel sito del Comune di Como, dove, vengono specificati, tra le altre cose: campo di applicazione, modalità e tempi per la presentazione della SCIA. Di Interesse è il comunicato della Regione Lombardia che fa il punto della situazione regionale in merito alle procedure edilizie operative alla luce delle novità legislative, specificando il rapporto tra Scia ed aree sottoposte a vincolo e indicando gli adempimenti per interventi che possono essere autorizzati con Scia e che incidono sull'aspetto esteriore di luoghi ed edifici.

I moduli per la presentazione dell'Istanza e per la relazione tecnica asseverata sono scaricabili dai siti di diversi comuni, all'interno della modulistica si ritrova molto spesso anche l'elenco degli allegati, obbligatori e facoltativi da produrre.

Si segnalano: Comune di Cuneo, Comune di Venezia, Comune di Macerata, Comune di Ancona.

Ulteriori modelli tra cui le comunicazioni di fine lavori e collaudo finale per SCIA sono messe a disposizione dai Comuni di Salerno e Monza.

Aggiornamento del 10.12.2010. Nell'area tematica edilizia privata del suo sito, anche il Comune di Napoli ha curato una guida pratica e di chiara consultazione per orientarsi tra le diverse autorizzazioni edilizie che compongono l'attività subordinata. Per  ciascun titolo abilitativo - compresa la SCIA - si elencano le tipologie di intervento sottoposte alla particolare procedura, si allega la modulistica aggiornata e si specificano le modalità di presentazione della documentazione, che resta on line per la sola DIA. 

Il Comune di Napoli, infatti, nonostante la legislazione nazionale ed i chiarimenti ministeriali e per la contraddittorietà di questi, lascia in vigore il vecchio titolo per tutti gli interventi eseguibili con SCIA ma che riguardano zone o immobili sottoposti a vincolo.

di Mariagrazia Barletta architetto

Approfondimenti SCIA:

  • SCIA Edilizia. La Manovra Economica cambia la DIA
    In vigore dal 30 luglio 2010 la legge n.122 che introduce la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) in sostituzione della DIA. Scopo del provvedimento: la semplificazione. La realtà: incertezze sulla sua applicazione.
  • SCIA: primi chiarimenti dal Ministero della Semplificazione
    Alcune risposte di chiarimento ai numerosi dubbi suscitati dalla legge di introduzione della SCIA. Sancita innanzitutto l'applicazione del nuovo titolo abilitativo anche in materia edilizia.
  • SCIA o DIA? La babele normativa
    Alla Casa dell'Architettura di Roma, dopo l'entrata in vigore della SCIA, si è svolto un confronto fra professionisti ed alcuni fra i maggiori esperti sul tema della semplificazione edilizia. Per chi l'avesse perso, sono sul web i video del convegno.

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