Bocciata la mediazione obbligatoria. È incostituzionale

La mediazione obbligatoria è cancellata. La Corte Costituzionale ne ha dichiarano la illegittimità per eccesso di delega legislativa. Ad essere incostituzionale è il decreto che l'ha istituita nella parte in cui ne ha previsto il carattere obbligatorio. La Consulta ha informato sulla incostituzionalità del decreto (D.lgs. 4 marzo 2010, n.28) attraverso un comunicato stampa, anticipando probabilmente i contenuti di una sentenza che dovrà arrivare. Poche righe che potrebbero bastare a minare seriamente l'istituto della mediaconciliazione, rispetto al quale rimarrebbe comunque la possibilità di farvi ricorso, non per obbligo ma per scelta volontaria.

Per alleggerire il carico di lavoro dei tribunali, prima di ricorrere al procedimento ordinario, la legge aveva reso obbligatorio il tentativo preliminare di accordo amichevole tra le parti nelle liti di natura civile e commerciale. Nel ruolo di pacificatore nella controversia, il mediatore: professionista iscritto ad albo o collegio e formato ad hoc. Obbligo della conciliazione e scarsa formazione del mediatore erano i punti principali che avevano indotto l'OUA - Organismo Unitario dell'Avvocatura italiana, insieme ad alcuni Consigli forensi, associazioni e avvocati, a mettere in discussione il regolamento della mediazione per incostituzionalità, ricorrendo al TAR Lazio che, con un'ordinanza (3202 del 12.04.2011), aveva rinviato le questioni di illegittimità alla Corte costituzionale. La quale, stando al comunicato, darà ragione all'OUA.

Se la figura del mediatore risulterà ormai poco utile, se l'impegno profuso per formarsi e giungere all'iscrizione ad un organismo di mediazione, abbia ormai scarso valore, lo dirà il tempo. Intanto dalle pagine de Il Sole 24 Ore si legge che in parlamento sono già al lavoro: «Sarebbero in corso di presentazione emendamenti al decreto legge sviluppo 2.0 per conservare l'obbligatorietà della conciliazione, legandola però a un orizzonte temporale solo di alcuni anni». Mentre il ministro della Giustizia Paola Severino afferma di voler valorizzare, a questo punto, la mediazione facoltativa.

Aggiornamento del 10 dicembre 2012
La Corte Costituzionale ha depositato la sentenza con cui dichiara incostituzionale la mediazione per eccesso di delega legislativa. (Leggi la sentenza 272, depositata il 6 dicembre).

Avvocati e non solo plaudono al risultato, al di là delle opinioni, i dati

La questione dell'obbligo della conciliazione ha attratto da subito opinioni discordanti. Molte critiche da parte di chi vi ha visto un ulteriore aggravio di tempi e di risorse prima di giungere davanti al giudice - in prima linea per ovvi motivi gli avvocati e l'OUA - e qualche plauso da parte di chi ne ha letto positivamente le «possibilità di alleggerimento della nostra macchina giudiziaria», come, per citare una figura autorevole, Francesco Saverio Borrelli, ex procuratore alla guida di "Mani pulite" (intervista al Corriere della Sera). Anche chi è dalla parte dei consumatori, come il presidente del Codacons Carlo Rienzi, ha visto nella procedura della mediazione «un aumento dei costi per l'utente e un allungamento dei tempi per la risoluzione dei casi» (Comunicato stampa Codacons).

Al di là delle opinioni parlano i dati, tra i quali ognuno potrà leggere il successo o l'insuccesso della mediazione obbligatoria. In sintesi: in un anno le persone iscritte ad una mediazione sono state 91.690, di cui il 35% è comparso davanti al mediatore (il 65% non si è presentato al tentativo di conciliazione), tra questi il 48% ha raggiunto un accordo. Valore medio della lite: 118.299 euro. Possiamo facilmente dedurre che circa 15400 persone non hanno avuto necessità di comparire davanti al giudice e che sul totale degli iscritti il 16,8% ha raggiunto un accordo. [Fonte: rilevazione statistica del Ministero della giustizia aggiornata a fine marzo 2012].

di Mariagrazia Barletta architetto 

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