Scuole innovative: alcuni esempi di edilizia scolastica oltreconfine

In vista del concorso per la progettazione di 52 scuole, ecco alcuni esempi di architetture modello

Di scuole innovative il globo è pieno. Ad accogliere gli alunni provvedono strutture galleggianti, scuole senza aule, volumi che lottano contro l'idea di scatola o architetture che fanno della sostenibilità economica ambientale e sociale la loro legge.

Il sito predisposto per il concorso Scuole innovative suggerisce alcuni esempi di scuole costruite all'estero, in Giappone, Danimarca e Svezia. E, guardando un po' oltre i confini dell'Europa si scoprono anche esempi low budget, che offrono un'importante lezione al mondo occidentale, insegnandoci come ottimizzare le risorse senza rinunciare alla qualità. Esempi che sono pensati per essere replicati, perché in grado di risolvere problemi comuni e diffusi a scala globale.

La scuola tra le più innovative d'Europa è a Copenhagen

Tra quelle segnalate dal Miur c'è la scuola realizzata nel 2007 nel distretto di Ørestad a Copenhagen, progettata dallo studio 3xN e considerata tra le strutture più innovative d'Europa. Si tratta di una scuola considerata come un grande spazio aperto dove ognuno degli occupanti può vedere l'altro. 

«Comunicazione, interazione e sinergia» sono i temi chiave del progetto, che risente della riforma della scuola che la Danimarca ha messo in atto per le cosiddette "high-school", le scuole per i ragazzi dai 16 ai 19 anni. L'ambiente è dotato di spazi polifunzionali dove gli studenti possono lavorare in gruppo, ma anche di aree informali dove rilassarsi su morbidi cuscini e di una sorta di agorà per gli eventi della comunità scolastica.

Ørestad College - Copenhagen, Danimarca / 2007 | fonte: 3xn.com

Un tetto per correre nella scuola a Tokyo di Tezuka Architects

Emblematica è la scuola materna che lo studio Tezuka Architects ha progettato a Tokyo. Si tratta di un'architettura a forma di cerchio dove non ci sono limiti fisici tra un'aula e un'altra. I bambini possono giocare nel cortile, sul tetto e sono lasciati liberi. 

«La scuola ha la forma di un cerchio, se i bambini si allontanano prima o poi ritornano» racconta l'architetto Tezuka. «Quando metti i bambini in una scatola silenziosa - continua - alcuni di loro diventano nervosi. Ma in questo asilo non c'è motivo per innervosirsi perché non ci sono limiti».

La mancanza di separazioni tra le aule secondo l'architetto aiuta i bambini a concentrarsi. Gli alberi entrano all'interno degli spazi e la luce filtra dai numerosi lucernari. Una scuola, dunque, in cui non c'è una vera separazione tra interno ed esterno.

Takaharu Tezuka: il miglior asilo che tu abbia mai visto

La Makoko floating school in Nigeria

L'innovazione, si sa, non segue una strada unica, ma può riguardare diversi aspetti dell'architettura: la tipologia, le funzioni, la tecnologia, i materiali, etc., ma anche l'approccio progettuale. Su quest'ultimo punto può insegnare molto, perché ha saputo guardare lontano, lo studio con sedi ad Amsterdam e in Nigeria Nlé di Kunlé Adeyemi con la sua Makoko floating school.

Si tratta di una scuola galleggiante capace di resistere alle maree e che ha restituito il diritto allo studio ai bambini di Makoko, un antico slum nigeriano costruito su palafitte. La vecchia scuola era continuamente colpita dalle ricorrenti alluvioni e così è nato un prototipo di struttura galleggiante, la cui base è realizzata con botti di plastica vuote. [www.nleworks.com]

Foto: © Nlé

Ciò che è interessante è il modo in cui l'utilizzo di materiali locali (bambù e legno) e di riuso si unisca a soluzioni tecnologiche innovative che permettono di sfruttare l'energia solare, di ridurre i rifiuti e di trattare le acque di scarico.

La forma piramidale non solo permette di ottimizzare l'uso di materia prima, ma con il suo baricentro basso dà stabilità alla struttura. Forma, funzione, tecnologia, uso dei materiali: tutto si incastra per ottenere il massimo risultato in termini di efficienza e comfort con la minima spesa e coinvolgendo le comunità locali. Il tutto per realizzare un modello da esportare anche per altri usi in zone rese vulnerabili dall'estrema urbanizzazione e dai cambiamenti climatici. 

L'esempio dell'architetto Anna Heringer

Approccio simile anche per Anna Heringer, l'architetto austro-tedesca che concepisce l'architettura come strumento per migliorare la vita delle persone. Celebre la sua scuola a Rudrapur in Bangladesh.

Si tratta di una scuola primaria che sorge in una zona caratterizzata dalla povertà e dalla mancanza di infrastrutture. L'idea di base è la creazione di una luogo che infonda agli allievi fiducia in se stessi e insegni ad essere indipendenti in modo da rafforzarne il senso di identità.

Come rilevato dalla giuria del premio Aga Khan, ciò che emerge è una profonda conoscenza dei materiali locali e «una sentita connessione con la comunità locale». I metodi costruttivi tradizionali sono impiegati per costruire un'architettura gioiosa, spazi pieni di luce ed informali per i bambini. Argilla e paglia e bambù sono i materiali costitutivi di un edificio low budget che però risolve problemi concreti ed è facilmente replicabile.

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