Albo dei commissari di gara: Cantone scrive a Governo e Parlamento per una «modifica urgente» al Codice

Il fabbisogno minimo di esperti è di 20-25mila unità

Il presidente dell'Anac Raffaele Cantone invia una segnalazione a Governo e Parlamento chiedendo una modifica urgente al Codice dei contratti pubblici. Cantone sollecita un intervento affinché possa essere governata una situazione che sicuramente si verificherà all'attivazione dell'Albo nazionale dei commissari di gara: ossia che le stazioni appaltanti possano scontrarsi con casi di indisponibilità o insufficiente presenza di esperti iscritti.

A tal fine l'Authority suggerisce l'inserimento di un nuovo comma all'articolo 77 del Codice dei contatti: «In caso di indisponibilità o di disponibilità insufficiente di esperti iscritti nella sezione ordinaria dell'Albo ai fini della compilazione della lista di cui al comma 3, la commissione è nominata, anche solo parzialmente, dall'organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, secondo regole di competenza e trasparenza preventivamente individuate da ciascuna stazione appaltante».

Va ricordato che un comunicato del presidente dell'Anac del 9 gennaio aveva provveduto a far slittare al 15 aprile la piena operatività dell'Albo nazionale dei commissari di gara, precedentemente prevista per il 15 gennaio. Il differimento era dovuto alla presenza esigua di iscritti all'Albo, che non avrebbe consentito di soddisfare le richieste delle stazioni appaltanti. 

«All'attualità il numero di iscritti nelle diverse sottosezioni dell'Albo ammonta a circa 2.100, di cui solo la metà estraibili per commissioni esterne alle amministrazioni aggiudicatrici. Numerose sottosezioni (circa il 30%) risultano completamente prive di esperti iscritti, altre (circa il 40%) con un numero di esperti molto ridotto (meno di 10)», si legge nel comunicato. E, aggiunge la segnalazione al Governo e Parlamento: «Una stima del "fabbisogno" minimo di esperti necessari per permettere la formazione delle commissioni giudicatrici, alla luce del cospicuo numero di gare da espletare, indica la necessità di un numero di iscritti all'Albo congruamente prevedibile in 20/25 mila unità».

La modifica del Codice si rende necessaria in quanto il Dlgs 50 del 2016 prevede il superamento del periodo transitorio all'attivazione dell'Albo, ossia a partire dal 15 aprile, ma non consente di governare le criticità emerse. Quanto al periodo transitorio, l'art. 216, comma 12, del Codice stabilisce che: «Fino alla adozione della disciplina in materia di iscrizione all'Albo di cui all'articolo 78, la commissione continua ad essere nominata dall'organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, secondo regole di competenza e trasparenza preventivamente individuate da ciascuna stazione appaltante (...)».

In particolare l'insufficiente numero di iscritti, rileva l'Anac: «Rende di difficile attuazione il sistema di gestione dell'Albo dei commissari di gara, per come è disciplinato». «Si osservi, inoltre - si legge ancora nella segnalazione - che il quadro normativo non sembra consentire la possibilità di nominare i commissari con modalità diverse da quelle descritte all'art. 77 per i casi di assenza e/o carenza di esperti. Infatti il legislatore non ha provveduto a disciplinare il caso della mancata/parziale implementazione dell'Albo dei commissari di gara, ad eccezione delle specifiche previsioni dettate a tal riguardo per la sezione speciale». E il Codice stesso non consente all'Anac di superare la questione attraverso un intervento di "soft law".

di Mariagrazia Barletta

 Anac, atto di segnalazione numero 1 del 9 gennaio 2019

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