A partire dal 1° novembre 2025 Enea ha introdotto una nuova funzionalità per la redazione degli Attestati di prestazione energetica (Ape): grazie a una specifica applicazione web (Api) collegata al sistema nazionale Siape (Sistema informativo sugli attestati di prestazione energetica), sarà possibile integrare negli attestati anche il parametro relativo alla prestazione energetica di edifici esistenti simili. Lo comunica l'Enea in una nota.
La nuova funzione, basata su dati oggettivi e standardizzati - fa sempre sapere l'Agenzia nazionale -, verrà richiamata direttamente dai software di calcolo, senza richiedere attività manuali da parte dei certificatori.
«I produttori dei software stanno predisponendo gli aggiornamenti necessari. Si precisa che, in assenza di un campione statistico significativo nel Siape - ad esempio per particolari tipologie di edifici o specifiche zone climatiche - il valore relativo agli edifici simili potrebbe non essere disponibile. In tali casi la mancata indicazione del dato non compromette la validità dell'Ape.
E, proprio dallo studio di oltre 1,2 milioni di Attestati di prestazione energetica (Ape) emessi nel 2024 e conservati da Enea nel Sistema Informativo sugli APE (SIAPE), emergono i dati del Rapporto annuale sulla certificazione energetica degli edifici di ENEA e Comitato termotecnico italiano energia e ambiente (Cti),
Dati che registrano un miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio edilizio italiano con gli edifici residenziali più efficienti (classi A4-B) che raggiungono il 20% del totale e quelli meno performanti (classi F-G) che scendono al 45,3%, in calo di oltre 2 punti percentuali rispetto allo scorso anno.
Anche il settore non residenziale mostra segnali ancora più positivi, con una quota di edifici nelle classi A4-B pari al 20%, mentre quelli più energivori (F-G) scendono al 30,9%, in calo di 10 punti percentuali rispetto al 40,9% dello scorso anno.
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