A che punto sono le oltre 200 scuole da realizzare prevalentemente con risorse del Pnrr, a partire dai concorsi di progettazione banditi nel 2022 dal ministero dell'Istruzione?
Per ora solo l'1,9% di quelle scuole è stato completato (quattro su 206) e il 58,7% è nella fase di esecuzione dei lavori. Sono alcuni dei dati contenuti nel 26° rapporto annuale "Ecosistema scuola" di Legambiente che ogni anno fotografa le condizioni di sicurezza e la disponibilità di attrezzature sportive delle scuole italiane. Quest'anno il report si allarga alle scuole e agli asili nido che hanno beneficiato delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Come ricordato nel documento: «le cinque principali misure del Pnrr per l'edilizia scolastica (nuove scuole, messa in sicurezza e riqualificazione, mense scolastiche, infrastrutture per lo sport, asili nido e scuole dell'infanzia) hanno mobilitato 14,18 miliardi di euro di investimenti complessivi, sostenuti da 11,65 miliardi di fondi Pnrr e altri fondi, finanziando oltre 9.500 interventi». Gran parte delle risorse mobilitate - oltre l'80% - sono andate alla riqualificazione degli edifici e ai nidi. Mentre, le nuove scuole hanno beneficiato di oltre 1,4 miliardi di euro di investimenti, di cui circa 1,15 miliardi di risorse Pnrr.
Se da un lato arrivano buone notizie dagli interventi relativi alla messa in sicurezza e riqualificazione (3.078 interventi e 4,86 mld di euro stanziati) e da quelli destinati alle infrastrutture sportive scolastiche (408 interventi e 310 mln di euro destinati) con rispettivamente il 42,9% e il 36,3% dei progetti già conclusi; dall'altra parte ci sono - come accennato - i ritardi per i progetti di nuove scuole e asili nido.
Su 206 progetti di nuove scuole, il 37,9% è in fase di collaudo e ben il 58,7%, ossia ben sei progetti su dieci, è ancora in fase di esecuzione dei lavori (le percentuali sono tratte dai dati del Catalogo Open Data di Italia Domani aggiornati a giugno). Si tratta della quota di cantieri aperti più elevata, a conferma della maggiore complessità che caratterizza gli interventi di nuova costruzione. Per gli asili nido, su 3841 progetti avviati su cui sono stati destinati 4,37 mld di euro, quasi un progetto su due risulta ancora in fase realizzativa (45,5%).
Cosa è cambiato, allora, dopo gli investimenti del Pnrr, ossia dal 2021?
Secondo Legambiente, il Pnrr dà comunque risultati importanti. I segnali più evidenti riguardano la sicurezza degli edifici. Le scuole con collaudo statico passano dal 46,3% al 55,5%, quelle con l'agibilità dal 51,5% al 59,0% e quelle in regola con la prevenzione incendi dal 45,7% al 53,9%. Cresce anche la diffusione delle energie rinnovabili, che passa dal 21,7% al 25,0%, con incrementi particolarmente significativi nel Sud e nelle Isole. Gli interventi di adeguamento sismico crescono solo marginalmente, dal 3,0% al 4,1%, rimanendo molto distanti dai fabbisogni reali del Paese. Anche la manutenzione straordinaria non mostra l'evoluzione attesa: la quota di edifici interessati da interventi negli ultimi cinque anni passa dal 60,7% al 54,7%, mentre la necessità di lavori urgenti cresce dal 29,2% al 32,1%.
Restano, invece, disattesi - stando ai dati del report - alcuni interventi strutturali importanti: anche se negli ultimi cinque anni oltre la metà degli edifici (51,7%) ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nella Penisola nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti. Un dato che al Sud sale al 45,2% e nelle Isole raggiunge il 54,2%, mentre si ferma sotto il 27% nel Centro Nord. Altro dato preoccupante riguarda il 57,2% di scuole non ancora sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l'1,3% del patrimonio monitorato.
«Il Pnrr - commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - rappresenta il più grande investimento pubblico mai realizzato in Italia sull'edilizia scolastica, i risultati però ad oggi, a distanza di cinque anni, sono ancora inadeguati. Oltre agli investimenti straordinari, ottenuti grazie all'Europa e al Next Generation Eu, servono risorse nazionali, ordinarie, stabili e programmabili: la manutenzione degli edifici scolastici non può continuare a dipendere esclusivamente da emergenze, bandi o finanziamenti eccezionali, ma richiede una pianificazione di lungo periodo sostenuta da flussi costanti di risorse nei bilanci statali e degli enti locali».
«Il quadro che emerge quest'anno dal nostro report Ecosistema Scuola - commenta Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente - è quello di un sistema che negli ultimi anni ha mostrato segnali di avanzamento, ma che continua a essere caratterizzato da livelli di qualità e sicurezza molto differenziati tra aree del Paese. Inoltre, la geografia dei servizi scolastici continua a coincidere in larga misura con la geografia delle disuguaglianze. Proprio per questo assume particolare rilevanza la fase che si aprirà con la conclusione del Pnrr. Una volta esaurita la spinta fornita dalle risorse straordinarie del Piano, sarà fondamentale garantire la continuità degli investimenti attraverso strumenti ordinari e nuove politiche di sostegno, per evitare un rallentamento degli interventi e consolidare i progressi raggiunti. La sfida dei prossimi anni sarà quella completare gli interventi già programmati e ridurre i divari territoriali che continuano a caratterizzare il patrimonio dell'edilizia scolastica italiana».
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