Landscape Carpet

risultato concorso

Sei i finalisti alla seconda fase del concorso internazionale per la progettazione di un parco pubblico nella città di Sejong in Corea Central Open Space nella Multi-functional Administrative City

Selezionata tra 92 progetti la proposta “Landscape Carpet” di Alessandro Console, Gina Oliva e Claudia Streuli è l’unica europea a partecipare alla seconda fase progettuale.


Landscape Carpet è una riflessione globale sul concetto di paesaggio e, quindi, sulla relazione esistente tra questo e il concetto di Natura. Il paesaggio viene inteso come qualcosa di diverso dalla Natura: quest’ultima è una categoria che esiste indipendentemente dall’azione umana; il paesaggio, al contrario, è un costrutto umano (artificiale) che rappresenta la rilettura della natura stessa e, conseguentemente, la sua reinterpretazione. L’artificialità del concetto di paesaggio è ancora più evidente se si considera che il termine landscape contiene in molte lingue (soprattutto quelle neo-latine) la stessa radice di town, sottolineando la similarità esistente tra due tipi differenti di intervento antropico (per esempio in italiano la parola paesaggio contiene la stessa radice di paese, così come in spagnolo paisaje contiene la radice di pais).

 

Il Central Open Space di “Landscape Carpet è un compendio della natura coreana: un elenco delle principali caratteristiche paesaggistiche di questa terra che vengono racchiuse e raccontate nel centro della nuova Multifunctional Administrative City. 

La strategia adottata consiste di una serie di operazioni successive che si possono riassumere brevemente in:

  1. individuazione delle categorie naturalistiche del paesaggio coreano;
  2. combinazione delle categorie e creazione di un landscape carpet;
  3. sovrapposizione del landscape carpet all’area di intervento;
  4. inserimento dei disturbi nel sistema;

Le categorie paesaggistiche individuate sono quattro: – i Campi Coltivati – le Montagne – I Boschi – i Fiumi e i Laghi. Queste quattro categorie racchiudono, nella nostra interpretazione, l’essenza del paesaggio locale, comprendendo sia aspetti naturali (le montagne, i laghi e i boschi), sia aspetti della natura addomesticata dall’azione antropica (i campi coltivati con i disegni e i colori propri delle coltivazioni tipiche coreane).

CREAZIONE DEL LANDSCAPE CARPET I quattro elementi (Campi, Montagne, Boschi e Laghi) sono le categorie astratte e le unità minime all’origine del sistema. A partire da questi elementi viene ricostruito un Landscape Carpet, inteso come compendio artificiale dei molteplici aspetti del paesaggio coreano.

Il Landscape Carpet è costituito da una maglia quadrata astratta di 250X250 m e ogni quadrato del sistema rappresenta una delle categorie di riferimento. Le configurazioni possibili sono, dunque, molteplici e differenti a seconda delle combinazioni e delle sequenze alternate delle singole categorie. In tal modo si costituisce una matrice astratta che rappresenta un sistema di intervento globale. La specificità dell’intervento è data dai parametri che si inseriscono nella matrice (nel caso specifico gli elementi individuati) e dai disturbi creati nel sistema dalle emergenze e dalle preesistenze individuabili nell’area.

Il Landscape Carpet virtuale così configurato viene sovrapposto all’area di progetto e diviene realtà fisica: esso è il nuovo tracciato regolatore, la struttura di base per la successiva configurazione e caratterizzazione del parco metropolitano, cuore pulsante dell’insediamento di nuova fondazione.

 

Sito web del concorso: www.macopenspace.or.kr

Progettisti
Alessandro Console ha studiato architettura a Roma e Madrid laureandosi cum laude nel 2004 presso l’Università “La Sapienza”. Dallo stesso anno è collaboratore alla didattica nel Laboratorio di Progettazione 2 della stessa università e dal 2005 è Dottorando in Composizione Architettonica DRCA presso lo IUAV di Venezia. Nel 2005 ha ricevuto la Menzione nella seconda fase del Premio di Architettura FBM: Una Porta per Todi; nel 2006 ha vinto l’ottavo Concorso Internazionale Arquine: A Site Museum for Tulum in Messico, e ha ricevuto la Menzione d’Onore nella seconda fase del Concorso Internazionale per la progettazione dell’Hong Kong Design Institute.

Gina Oliva si è laureata cum laude nel 2004 presso l’Università di Roma “La Sapienza” dove attualmente è collaboratrice alla didattica del Laboratorio di Sintesi Finale. Nel 2005 ha ricevuto la Menzione nella seconda fase del Premio di Architettura FBM: Una Porta per Todi; nel 2006 ha ricevuto la Menzione d’Onore nella seconda fase del Concorso Internazionale per la progettazione dell’ Hong Kong Design Institute. Dal 2006 è Dottoranda presso il dipartimento Ar_Cos de “La Sapienza”.

Claudia Streuli si è laureata cum laude nel 2005 presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Nel 2007 ha conseguito il Master in Studi Avanzati presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Tra il 2006 e il 2007 ha collaborato con il Prof. Stanislaus von Moos per il progetto Atlante dell’Architettura e per la mostra “Chandigar – Brasilia. Twilight of the Plan”.

Alessandro Console e Gina Oliva tra il 2004 e il 2006 hanno lavorato sotto il nome 5NOVE_architettura, una struttura con base a Roma di cui sono stati co-fondatori.

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